Collateral e Drive sono le ultime testimonianze di una Los Angeles che “non esiste più”

Il film diretto da Michael Mann e quello diretto da Nicolas Winding Refn hanno catturato sul grande schermo una 'City of Angeles' che, ormai, appartiene solo ai ricordi.

Tom Cruise e Jamie Foxx in una scena di Collateral

Collateral di Michael Mann e Drive di Nicolas Winding Refn sono due pellicole che, per utilizzare uno di quegli aggettivi stra-abusati e a effetto, sono letteralmente iconiche. Ogni amante del cinema ha uno o più motivi diversi per apprezzarle: le storie stilizzate che propongono, i personaggi spigolosi e magnetici, la colonna sonora, la fotografia, il look riconoscibile, l'atmosfera noir, hard boiled. O, molto più probabilmente, per tutta questa serie di ragioni elencate qua.

Ryan Gosling in una scena del film Drive da lui interpretato nel 2011
Ryan Gosling in una scena di Drive

Eppure questi due lungometraggi che ormai hanno sul groppone, rispettivamente, 22 e 15 anni, si ritrovano a essere degli oggetti affascinanti e rilevanti dal punto di vista storico per un motivo sul quale, a prima vista, è facile sorvolare. Si ritrovano a essere i testimoni di una Los Angeles che "non esiste più". Ora vi spiegheremo il perché delle virgolette di cui sopra.

La LED Revolution di Los Angeles: cos'è?

Los Angeles, una quindicina d'anni fa, è stata una delle prime metropoli a intraprendere un'operazione ambiziosa, rivoluzionaria per certi versi che, chiaramente, oggi, nel 2026 non fa più notizia perché è una prassi adottata un po' dappertutto. Parliamo di quel processo che ha portato le varie municipalità sparse ai quattro angoli del globo a sostituire i vari impianti d'illuminazione pubblica esistenti con delle lampade LED.

Nel caso della città degli angeli, la quasi totalità delle luci pubbliche si basavano principalmente sulla tecnologia a scarica ad alta intensità (o lampade al sodio ad alta pressione), nota per il caratteristico bagliore arancione. Una soluzione adottata a partire dagli anni '60 per la stessa ragione per cui, oggi, usiamo i LED: erano più efficienti dal punto di vista energetico. Si risparmiavano soldi.

L'effetto collaterale è stato quello di conferire alla metropoli californiana un look tutto suo, inconfondibile nel momento in cui veniva "raccontata" da un film o una serie TV. Ora i LED dominano, a Los Angeles così come in ogni dove; una transizione sacrosanta per le motivazioni collegate al risparmio energetico che, però, ha avuto delle ripercussioni proprio sulla maniera in cui un luogo viene "ritratto" da una macchina da presa.

Come le luci LED hanno cambiato il cinema

Nel video che trovate qui sotto analizziamo proprio tutti gli aspetti intrinsecamente connessi a ciò soffermandoci proprio su come il caso, più che la volontà, abbia conferito alle opere di Michael Mann e Nicolas Winding Refn una rilevanza che va ben oltre il valore cinematografico e artistico dei due film.

Naturalmente, lavorando di post-produzione o d'illuminazione sul set, è ancora possibile ottenere un certo look - basta pensare a quello che hanno fatto autori come Quentin Tarantino e Paul Thomas Anderson con C'era una volta a Hollywood e Licorice Pizza. Colpisce però pensare che, fino a qualche anno fa, la luce notturna di Los Angeles appariva naturalmente in una data maniera che, oggi, si ottiene esclusivamente con un intervento esterno.