Cinque personaggi Marvel ideali per un film o serie TV

Dopo Runaways e Cloak & Dagger l'universo Marvel sembra una miniera di personaggi per film e serie TV: abbiamo pensato a 5 eroi che vorremmo vedere sullo schermo.

Cloak & Dagger ha dimostrato che in TV non c'è posto soltanto per i pezzi da novanta, i The Defenders di Netflix o i budget medio/alti di Agents of S.H.I.E.L.D. e compagnia, ma anche per storie più contenute, racconti personali che descrivono supereroi molto più terra terra di Iron Man o l'Uomo Ragno. In questo senso, il piccolo schermo potrebbe essere lo scenario ideale in cui rappresentare una minoranza molto meno famosa di personaggi che ancora non hanno trovato spazio al cinema, intorno ai quali scrivere storie atipiche ma comunque interessanti e originali, particolarmente adatte alla serializzazione episodica. Mentre su Netflix comincia la seconda stagione di Iron Fist - personaggio fino a un paio di anni fa poco conosciuto, ora famoso proprio grazie alla miniserie prodotta per l'arcinota piattaforma digitale - noi abbiamo pensato a cinque personaggi Marvel che potrebbero avere un successo più che discreto sotto forma di serial.

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Ms. Marvel

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Kamala Khan non è neppure la prima eroina musulmana nel Marvel Universe - l'hanno preceduta le mutanti Dust e M - ma è la prima a essere stata scritta proprio per rappresentare un conflitto culturale sempre più attuale e radicato nei sobborghi statunitensi. Kamala è una liceale del New Jersey che scopre di essere un'Inumana col potere di cambiare forma e dimensioni a piacimento. Una vera nerd col pallino degli Avengers, la ragazza assume il vecchio nome di battaglia della sua eroina preferita, Capitan Marvel, e fa del suo meglio per proteggere il quartiere dalle minacce più strampalate, attirando l'attenzione dei Vendicatori che finiscono per reclutarla nei loro ranghi. Considerando queste origini, Miss Marvel sembrerebbe proprio un'eroina da cinema, protagonista di un potenziale Spider-Man: Homecoming tutto al femminile.

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In fondo, il Marvel Cinematic Universe potrebbe aver già gettato le basi. Capitan Marvel sta per arrivare, gli Inumani hanno avuto una squallida miniserie televisiva tutta loro e sono comparsi in diverse misure in Agents of S.H.I.E.L.D. I fumetti Ms. Marvel, inoltre, hanno riscosso un successo enorme ed è difficile immaginare che questo personaggio non rientri nella prossima formazione cinematografica degli Avengers; tuttavia, la natura ironica e personale delle storie di Ms. Marvel - scritte peraltro da G. Willow Wilson, un'autrice musulmana - si presterebbe bene a una serializzazione televisiva giovanile, a una specie di Buffy l'Ammazzavampiri moderno e più supereroistico.

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She-Hulk

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Sono in pochi a conoscere Jennifer Walters, la cugina di Bruce Banner creata nientepopodimeno che da Stan Lee e John Buscema nel lontano 1980. All'epoca, Jennifer era una gracile avvocatessa che rischiò di morire nell'agguato di un criminale che puntava a suo padre. Fortunatamente Bruce era nei paraggi e le salvò la vita con una trasfusione di sangue che, però, trasmise alla ragazza anche una parte dei suoi poteri. Inizialmente, Jennifer cominciò a trasformarsi in una Hulk solo arrabbiandosi, ma poi assunse il pieno controllo dei suoi poteri e per un certo periodo di tempo decise persino di restare sempre in forma superumana. La caratteristica principale delle storie di She-Hulk, avventurose a tinte rosa, è sempre stato il mestiere di Jennifer.

In qualità di avvocato, la nostra eroina si è specializzata nelle cause legali in cui sono coinvolti i suoi colleghi Avengers e persino certi supercriminali, risolvendo i misteri qualche volta a cazzotti e molto più spesso studiando e impegnandosi. Questi racconti si presterebbero benissimo a un'originale serie televisiva di tipo procedurale: immaginate un incrocio tra la drammatica sobrietà delle scene in tribunale di Daredevil e la comicità assurda di un vecchio serial come lo spassoso Ally McBeal.

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Nova

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Considerando tutto il casino successo con James Gunn, non ci stupirebbe se Disney decidesse di sostituire il personaggio di Drax con un nuovo Guardiano della Galassia: l'attore Dave Bautista ha minacciato di non tornare per il terzo Guardiani della Galassia se Disney non rimetterà Gunn dietro la macchina da presa, ma d'altra parte il verde alieno interpretato dall'ex wrestler non aveva sottotrame in sospeso quando è stato cancellato dallo schiocco di Thanos. Insomma, non conosciamo i piani del produttore Kevin Feige, ma se Guardiani della Galassia Vol. 3 si farà davvero, e Drax non dovesse tornare, Nova sarebbe un sostituto ideale. Avengers: Infinity War, in fondo, ha potenzialmente gettato le basi per l'introduzione di questo personaggio quando ha menzionato la distruzione di Xandar, il pianeta dei Nova Corps. Nei fumetti è successo qualcosa di molto simile - anche se è stato l'Onda Annihilation di Annihilus a sterminare le forze dei Nova - e l'unico sopravvissuto, Richard Rider, è diventato uno dei supereroi più amati di sempre.

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Noi, però, non ci riferiamo a lui, ma al suo successore Sam Alexander, un quindicenne di Carefree, Arizona, che scopre di essere il figlio di un vero Nova: ereditato il casco di suo padre, che gli conferisce poteri straordinari, Sam comincia a vivere avventure incredibili nello spazio, incontra i Guardiani della Galassia e si unisce persino agli Avengers. È un personaggio particolarmente adatto a una serializzazione televisiva, specialmente aggirando i legami con gli altri eroi Marvel per concentrare il budget sugli effetti speciali: essi potrebbero rappresentare un vero e proprio ostacolo alla realizzazione di una serie in cui il protagonista vola e proietta raggi di energia contro intere astronavi ma in fondo siamo nel 2018 e la tecnologia ha fatto passi da gigante, no?

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Occhio di Falco

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Naturalmente sarebbe difficile vedere Jeremy Renner interpretare il suo alter ego Avenger anche in una serie televisiva: l'attore ha dichiarato tempo fa di aver deciso di allontanarsi dai ruoli d'azione interpretati negli ultimi anni e, infatti, è apparso in misura molto meno marcata nei recenti film Marvel e in Mission: Impossible - Fallout. Dopo aver rivestito un ruolo marginale in Captain America: Civil War, Occhio di Falco è scomparso per anni. Sappiamo che tornerà in scena nel sequel di Avengers: Infinity War, probabilmente nei panni di un altro alias, quello di Ronin, assunto nei fumetti solo dopo essere morto e risorto in seguito all'esaurimento nervoso di Wanda, la collega Avenger che nei film ha peraltro preso sotto la sua ala. Nei fumetti, Clint Barton viene perciò temporaneamente sostituito da Kate Bishop, una giovane arciera creata dalla penna di Allan Heinberg nel 2005.

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È Kate l'Occhio di Falco che vedremmo volentieri in televisione. Nei fumetti, Kate si unisce ai Vendicatori e in seguito diventa una specie di investigatrice privata e cacciatrice di taglie, facendo spesso squadra col suo mentore Occhio di Falco in una serie di prestigiosi racconti - firmati da Matt Fraction e David Aja - che hanno fatto incetta di premi in tutto il mondo. Queste storie essenzialmente raccontano la vita dei due Occhio di Falco, comunissimi esseri umani soltanto più addestrati nel combattimento e nel tiro con l'arco, quando non partecipano alle missioni degli Avengers, tra problemi condominiali, relazioni complicate e criminali che cercano di far loro la pelle per i motivi più disparati. Sono avventure un po' noir, gialli pieni d'azione e ironia che sarebbero perfette per qualche miniserie breve, magari un pelo più adulta del solito. A dirla tutta, starebbero benissimo su Netflix.

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Moon Knight

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E per finire, dato che abbiamo menzionato Netflix, piattaforma che non si è fatta problemi a mostrare amplessi e scene sanguinolente nei serial dei Defenders, vogliamo chiudere con un altro eroe poco noto che meriterebbe un'azzeccatissima serie televisiva capace di esistere all'interno del Marvel Cinematic Universe senza dover essere necessariamente legato a esso al di là di qualche citazione. Moon Knight è un eroe che conoscono pochissimi, più che altro perché non è mai stato pubblicizzato in maniera plateale vista la sua natura: Mark Spector è, in buona sostanza, una specie di Batman in chiave Marvel, e la casa editrice americana ha riesumato e seppellito la sua collana tantissime volte tra il 1980 - l'anno in cui fu creato da Doug Moench - e oggi. Nonostante combatta impiegando i gadget più disparati, proprio come fa Batman, Moon Knight possiede poteri di tipo soprannaturale.

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Nelle sue prime storie, infatti, Spector era quasi morto in Egitto, ma il dio Konshu lo aveva salvato, conferendogli una forza e un'agilità sovrumane che si intensificano col susseguirsi delle fasi lunari. Tornato in America, Spector ha assunto l'identità di Moon Knight, indossando un costume simile agli abiti da cerimonia dei sacerdoti di Konshu, e ha combattuto il crimine nelle strade di New York, affrontando nemici più o meno noti, incontrando il Dottor Strange, gli X-Men e gli Avengers che lo hanno accolto tra le loro fila. Moon Knight è un antieroe affascinante, peraltro afflitto da un problema di personalità multiple che rendono le sue storie mature, grottesche e inquietanti, ma anche avvincenti e adulte sotto diversi aspetti. In TV ci piace immaginarlo come una specie di incrocio tra Arrow e Legion: una serie d'azione senza enormi pretese che fa anche riflettere e che potrebbe essere una vera primizia nelle mani dell'emittente e dei registi giusti.

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