Chambers, la recensione: cuori posseduti e culti new age su Netflix

La recensione di Chambers, la nuova serie mistery-paranormale in arrivo su Netflix con Tony Goldwin e Uma Thurman.

RECENSIONE di 26/04/2019
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Chambers: una foto della protagonista della serie

Come vi spiegheremo in questa recensione di Chambers, il nuovo mistery paranormale in arrivo su Netflix, non sempre un buon cast e delle premesse interessanti sono sufficienti per creare un prodotto televisivo che funzioni. Ritmo e costruzione dell'intreccio sono ben più importanti, soprattutto quando si tratta di una serie, in cui la trama deve essere pensata e sviluppata coerentemente su più episodi (dieci in questo caso).

A sostenere questa serie abbiamo dei personaggi ben ideati, in particolare la Nancy Lafevre di Uma Thurman, e un'idea di partenza che, seppur già ampliamente sfruttata nel genere horror, resta piuttosto accattivante. Chambers avrebbe potuto servirsi di questa "solida" base per costruire qualcosa di originale, puntando sugli elementi horror e mistery per mantenere alto l'interesse degli spettatori e facendosi forza di un'ambientazione, quella delle riserve indiane in Arizona, già di per se affascinante e ancora poco utilizzata in prodotti televisivi di questo tipo. Purtroppo però la serie, prodotta e creata da Leah Rachel, fallisce nel trovare il giusto ritmo con cui procedere: la storia di Chambers non sembra pensata per una narrazione ad episodi e avrebbe funzionato decisamente meglio se circoscritta alle due ore di un film piuttosto che essere ampliata e "diluita" a dismisura.

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Una trama tipica del cinema horror

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Chambers: una foto del nuovo show di Netflix

Come vi anticipavamo la premessa da cui parte la trama di Chambers non è qualcosa di inedito, soprattutto nel genere horror: dopo un trapianto lo spirito inquieto del donatore, che ha ancora faccende da sbrigare in questo mondo, può attaccarsi a chi ospita l'organo ricevuto, trasferendo su di lui caratteristiche personali, per esempio la capacità di vedere i defunti come nel caso della protagonista di The Eye, e ricordi della sua vita. La protagonista di Chambers è la giovane Sasha (Sivan Alyra Rose), orfana di origini navajo che vive con lo zio a Cottonwood, area povera racchiusa nel deserto dell'Arizona. Un giorno Sasha viene colpita improvvisamente da un infarto, ma riesce miracolosamente a sopravvivere grazie al cuore di Becky, una ragazza della sua stessa età che ha perso la vita in circostanze misteriose.

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Chambers: una foto della serie con Uma Thurman

Il cuore di Becky, che proveniva da una situazione familiare ed economica completamente diversa dalla sua, si porta appresso una coppia di genitori (Tony Goldwin e Uma Thurman) distrutta dal dolore, che vorrebbe ritagliarsi un piccolo spazio nella vita di Sasha per sentirsi così ancora vicini alla figlia. Più la giovane scopre dettagli sulla vita di Becky, che un episodio dopo l'altro sembra sempre meno idilliaca di quello che ci era parso inizialmente, più lei stessa comincia ad assumere caratteristiche e comportamenti, spesso sinistri ed inquietanti, della defunta.

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Personaggi approfonditi solo in parte

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Chambers: una foto del nuovo show di Netflix

In Chambers è evidente il tentativo di approfondire e "stratificare" i personaggi, sia quelli principali che quelli secondari. Se in certi casi, come per la protagonista di Sivan Alyra Rose che per il personaggio della Thurman, si riesce a delinearne abbastanza bene motivazioni e comportamenti, in altri, da Tony Goldwin, che interpreta il padre di Becky, a Marnie (Sarah Mezzanotte), la migliore amica della defunta, sembra che il lavoro venga fatto solo a metà, lasciando troppo sullo sfondo personaggi che invece meriterebbero molto più spazio. Il loro ruolo nella vicenda, come scopriamo avvicinandoci al finale della serie, è infatti tutt'altro che marginale: è come se ci venisse detto che tutti i comprimari sono fondamentali per il risolversi del mistero, ci viene fatto intuire che tutti hanno contribuito alla morte di Becky e di conseguenza a quello che sta succedendo a Sasha, ma non ci viene mai spiegato esattamente né come né perché. L'impressione che abbiamo è quindi che nello scrivere la sceneggiatura si siano delineate troppe sotto trame, di cui spesso però ci si scorda di tirare le fila: questo lascia la sensazione che molte scelte narrative, tutt'altro che necessarie, siano servite semplicemente ad allungare il più possibile la storia.

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Chambers: una drammatica immagine della serie Netflix

Gli attori, d'altro canto, fanno del loro meglio per dare spessore ai personaggi, risollevando in parte le sorti della serie: Uma Thurman è perfetta nell'esprimere il dolore di una madre travolta dal lutto e Sivan Alyra Rose, ad una delle sue prime esperienze come attrice, riesce a trasmettere benissimo la confusione, il terrore ed il senso di violazione di chi si ritrova d'un tratto a non riconoscersi più perché invaso da un presenza estranea e nociva.

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Una storia troppo lunga

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Chambers: una foto della protagonista della serie

L'impressione è quindi che si sia voluto caricare questa serie di troppi temi ed elementi, dal ruolo nella storia dei culti new age (che qui somigliano un po' a scientology, un po' ai satanisti di Hereditary - Le radici del male) a quello delle origini navajo della protagonista, che vengono solo sfiorati senza essere mai approfonditi come meriterebbero. Come abbiamo già detto Chambers avrebbe funzionato decisamente meglio come film, comprimendo vicende ed azione e rendendo così il tutto più veloce e scorrevole: la divisione in dieci episodi rischia infatti di annoiare e stancare lo spettatore piuttosto che catturarlo ed intrigarlo.

Dobbiamo aspettarci una seconda stagione? La serie si conclude con il suo decimo episodio ma lascia aperte molte possibilità per proseguire. Senza svelarvi nulla però, possiamo dirvi che per farlo dovrebbe cambiare completamente genere, mettendo da parte il mistery in favore dell'horror e del paranormale. Visti gli scarsi risultati nel creare un mistero suggestivo ed intrigante, il cambio di registro potrebbe rivelarsi una scelta vincente.

Conclusioni

Concludendo questa recensione di Chambers, il nuovo mistery paranormale di Netflix, non possiamo che ribadire di essere rimasti abbastanza delusi da una serie dalle premesse interessanti e con un cast di tutto rispetto. Chambers fallisce però nel trovare il giusto ritmo narrativo e la trama, che non sembra pensata per una divisione in episodi, da spesso l'impressione di essere stata ampliata e “diluita” a dismisura.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

3.3/5

Perché ci piace

  • Il cast di interpreti, in particolare Uma Thurman che porta credibilmente sullo schermo una madre distrutta dal dolore.
  • La premessa che, seppur già più volte sfruttata nel cinema horror, risulta interessante.

Cosa non va

  • Il procedere della storia senza il giusto ritmo.
  • Personaggi dalle motivazioni abbozzate e mai approfondite.
  • Troppe sotto trame che vengono introdotte ma a cui non viene data degna conclusione.