I 10 migliori film di Carlo Verdone da vedere

Ecco quali sono i migliori film di Carlo Verdone: da Un sacco bello a Viaggi di Nozze e Benedetta follia, in occasione dei 70 anni del regista romano ricordiamo i migliori titoli della sua filmografia.

CLASSIFICA di 17/11/2020
Carlo Verdone in una scena di Manuale D'Amore 2 - Capitoli successivi
Carlo Verdone in una scena di Manuale D'Amore 2 - Capitoli successivi

In una lettera aperta pubblicata da Panorama nel settembre 2018, Carlo Verdone si rivolge alla 'sua' Roma. Una città che sembra diventare una persona in carne ed ossa attraverso le appassionate e nostalgiche parole che l'attore e regista capitolino dedica a quello che da sempre rappresenta il suo mondo. Come New York per Woody Allen, Roma per Carlo Verdone è un po' quel salotto di casa dove aggirarsi tra i corridoi popolari, fermandosi a chiacchierare con gli inquilini. Persone comuni, romani che esprimono a gesti e parole la loro appartenenza alla Città Eterna. Un contesto che Carlo Verdone ha raccontato e valorizzato nel corso della sua carriera, conferendo una sorta di seconda dose d'immortalità che in qualche modo Verdone ora sembra rimpiangere.

Viaggi di Nozze: Verdone e Gerini sono i novelli sposi Ivano e Gessica
Viaggi di Nozze: Verdone e Gerini sono i novelli sposi Ivano e Gessica

La società è cambiata e Roma con lei. Sono scomparsi i luoghi di aggregazione, dai quali Verdone traeva linfa e inventiva per i suoi indimenticabili personaggi. E Roma stessa ne risente: "Mi duole dirlo, ma la gente non ti guarda più, non ti abita più con entusiasmo e allegria. Non che si debba ridere per forza, ma non c'è più la predisposizione al sorriso".

La consueta malinconia che sembra aleggiare intorno alla figura di Carlo Verdone sin dai bei tempi oggi sembra ancor più oscura e in qualche modo rassegnata. Eppure l'amore per la sua città non mancherà mai, nonostante tutto: "Non potrò mai avercela con te" ribadisce Verdone. E i suoi film sono ancora lì per ricordarcelo. E poi i luoghi. La Roma che fugge dalle cartoline per turisti e diventa puro spirito romanesco:"Nei miei film ho sempre valorizzato ogni tuo angolo [...] Ho sempre sostenuto che la tua essenza si trova in quei luoghi meno riconoscibili e più appartati". E proprio in quei luoghi, tra le vie del rione Regola - dov'è nato e cresciuto - e Campo de' Fiori, e nei salotti di casa - dove il padre Mario accoglieva diverse personalità del cinema - Carlo Verdone costruiva il suo mondo, che tanto abbiamo amato negli ultimi decenni.

In occasione dei suoi 70 anni e nel quarantesimo anniversario dall'uscita di un cult del suo cinema, Un sacco bello, ripercorriamo il miglior cinema dell'attore attraverso una carrellata dei migliori film di Carlo Verdone: ad unirsi ai festeggiamenti anche Infinity, che propone ai suoi abbonati una Collection dedicata proprio all'attore contenente i suoi titoli più noti e famosi.

1. Un sacco bello (1980)

Carlo Verdone accanto a Nello Appodia in Un sacco bello
Carlo Verdone accanto a Nello Appodia in Un sacco bello

Il debutto sulla scena cinematografica di Carlo Verdone coincide con l'alba di un decennio che si rivelerà ricco di istantanee cult, sia nel cinema internazionale che in quello italiano. E proprio in quest'ultimo Verdone è destinato a lasciare un segno indelebile sin dal suo primo approccio con la regia di un lungometraggio. Grazie al supporto di Sergio Leone, Verdone trova spazio per la prima volta sul grande schermo, valorizzando una struttura narrativa piuttosto semplice e destinata a ripetersi in futuro. Tre storie parallele popolate da alcuni dei personaggi più amati del popolare comico romano. In una Capitale soffocata dal caldo ferragostano si muovono alcuni caratteristici personaggi romani, freaks a modo loro. Dalle disavventure del trentenne Enzo, a caccia di compagnia per un tour sessuale in Polonia, agli imperdibili duetti con Mario Brega di Ruggero, che ha deciso di lasciare gli agi della vita borghese per far parte di una comune. Un sacco bello è un primo esempio della poetica malinconica e autoironica di Carlo Verdone, capace di tratteggiare un affresco speranzoso del Belpaese, pieno d'ipocrisie e analoghe sincerità.

Un sacco bello: 40 anni fa Carlo Verdone cominciava a farci ridere. E non ha più smesso

2. Bianco, rosso e Verdone (1981)

Mario Brega Verdone
Mario Brega in una scena di Bianco, rosso e Verdone

Un anno dopo l'exploit di Un sacco bello, Verdone concede il bis. Bianco, rosso e Verdone è formalmente un sequel strutturale dell'opera prima del regista romano, che propone allo spettatore altri profili comici specchio della società dell'epoca. Una società dalla quale il regista attinge per costruire uno spaccato lineare on the road della vita di italiani ligi al dovere di ogni cittadino: dirigersi al seggio elettorale per le elezioni politiche. Ancora una volta sono gli amici di una Roma verace e istintiva ad impreziosire il film. Dal camionista 'er Principe' Mario Brega, con la mano che "po esse fero e po esse piuma", all'indimenticabile Sora Lella nel commovente ruolo della nonna di un ingenuo, 'grande, grosso e frignone' Mimmo (Verdone), fino al tombeur de femme Angelo Infanti, che tenta in tutti i modi di conquistare l'esaurita Magda (Irina Sanpiter), moglie dell'ossessivo avvocato Furio Zoccaro, sul podio delle caratterizzazioni più amate e ricordate del comico capitolino. Meno esplosivo del film precedente, Bianco, rosso e Verdone si distingue per essere un'ideale gallery perfetta dei personaggi maggiormente iconici dell'universo di Carlo Verdone, con sequenze e dialoghi cult anche ai giorni nostri, tra cui spicca il monologo finale di Pasquale Amitrano.

3. Borotalco (1982)

Borotalco
Una scena di Borotalco

Raggiunto il successo al cinema con un excursus della società italiana attraverso la rappresentazione di una serie di macchiette create e affinate dapprima sul piccolo schermo, Carlo Verdone con il terzo film cerca di emanciparsi dalla struttura episodica precedente e prova a creare un contesto narrativo di maggior spessore. E il risultato è eccellente. Con Borotalco, Verdone mescola brillantemente il lato maggiormente scanzonato della commedia italiana ad una riflessione su realtà e finzione. Il desiderio di essere qualcun altro. Verdone interpreta Sergio Benvenuti, vessato dal padre - altra collaborazione con Mario Brega - e dalla fidanzata. Per una bizzarra coincidenza, Sergio decide che il fascino della finzione può rappresentare una via d'uscita perfetta da un'esistenza complicata. La finzione torna ad essere realtà, quando nasce un vero sentimento per la giovane Nadia (Eleonora Giorgi). I monologhi cult non mancano, così come i personaggi indimenticabili, su tutti un truffaldino Angelo Infanti.
Per festeggiare i 35 anni dall'uscita in sala la pellicola è stata restaurata proprio da Infinity.

4. Acqua e sapone (1983)

Carlo Verdone e Natasha Hovey in una immagine promozionale della commedia Acqua e Sapone.
Carlo Verdone e Natasha Hovey in una immagine promozionale della commedia Acqua e Sapone.

Fedele al suo stile e coerente con la sua poetica nostalgica, Carlo Verdone decide di affidare al suo quarto film la stessa forma costruita per l'opera precedente. Così come Bianco, rosso e Verdone somiglia ad una naturale prosecuzione del discorso interrotto con Un sacco bello, altrettanto Acqua e sapone sembra un Borotalco 2.0, senza quella verve che aveva contraddistinto il film precedente. D'altronde la storia di Rolando Ferrazza sembra speculare a quella di Sergio Benvenuti. Pur apprezzabile nel complesso, Acqua e sapone non riesce a lasciare il segno, soprattutto perché nel complesso il film sembra davvero un remake del precedente, con la giovane Natasha Hovey al posto di Eleonora Giorgi. Per gli amanti del cinema di Verdone un altro tassello da aggiungere alla sua ricca lista di film, un divertissement che non regala troppi guizzi e che trova comunque una sua uniformità nella galleria cinematografica del regista romano.

5. Troppo forte (1986)

Troppo Forte
Una scena di Troppo forte

Tra i sogni di Carlo Verdone, quello di lavorare fianco a fianco con un'icona come Alberto Sordi era tra i più desiderati. Da dirimpettai - famosi sono i richiami insistiti del giovane Verdone verso la finestra di Sordi quando i due vivevano in palazzi adiacenti - a simboli del cinema romano e colleghi di set. L'occasione capita nel 1982, quando i due interpretano padre e figlio in In viaggio con papà. Ma la collaborazione più significativa si concretizza qualche anno più tardi, quando Verdone dirige l'esperto collega in Troppo forte, dove il primo impersona un improbabile stunt-man e il secondo un bizzarro avvocato, Giangiacomo Pigna Corelli. Duetti irresistibili che tengono in piedi un film non proprio memorabile ma affascinante proprio perché costruito intorno al talento dei due brillanti commedianti.

6. Io e mia sorella (1987)

Ornella Muti con Verdone in Io e mia sorella
Ornella Muti con Verdone in Io e mia sorella

La comicità di Carlo Verdone si è sempre contraddistinta per una buona dose di malinconia, che esplode particolarmente in uno dei suoi film degli anni '80, Io e mia sorella, dove decide di approfondire un legame familiare dimenticato e riportato alla luce soltanto a causa della morte della madre. Carlo e Silvia (Ornella Muti) rivangano il passato e provano a convivere nel presente, lasciando riaffiorare quelle problematiche sopite da anni. Nonostante sia tra i film meno organici - soprattutto nel tentativo di gestire dramma e comicità - Io e mia sorella si posiziona tra i titoli più affascinanti della filmografia di Verdone, grazie anche all'ottima interpretazione di Elena Sofia Ricci, nel ruolo dell'insopportabile moglie di Carlo.

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7. Compagni di scuola (1988)

Compagni Di Scuola
Una scena del film Compagni di Scuola di Carlo Verdone

Ben prima che Paolo Genovese provasse a raccontare una generazione d'inguaribili adolescenti in maniera non proprio efficace con Immaturi, a fine anni '80 Carlo Verdone tratteggiava con maggior oculatezza la situazione di un gruppo di ex studenti a quindici anni di distanza dall'esame di maturità in Compagni di scuola. Conferendo alla trama quella dose di malinconia che contraddistingue la maggior parte dei suoi film, Verdone non risparmia il cinismo della vita ai suoi personaggi, vittime e carnefici del proprio del destino. Anche in questo caso non manca uno dei freak per eccellenza del cinema romano anni '90, Angelo Bernabucci, lanciato proprio da Verdone nel ruolo di Walter, intuendone le innate doti comiche.

8. Maledetto il giorno che t'ho incontrato (1992)

Margherita Buy nel film Maledetto il giorno che t'ho incontrato
Margherita Buy nel film Maledetto il giorno che t'ho incontrato

Gli anni '90 rappresentano una fase di cambiamento per Carlo Verdone, che tenta - con alterne fortune - di modificare il modus operandi dei propri lungometraggi, cercando di variare un po' registro. Uno dei titoli più convincenti in tal senso è Maledetto il giorno in cui t'ho incontrato, nel quale il regista costruisce intorno a nevrosi e ansie il personaggio di Bernardo, giornalista e biografo, al quale affianca una sorta di alter ego femminile, Camilla, interpretata perfettamente da Margherita Buy. Le anime di Bernardo e Camilla s'incontrano e si scontrano, condividendo i loro limiti e la loro umanità. Vivace, contorta, contraddittoria ma del tutto sincera. Cameo di Richard Benson e ottimo repertorio musicale che spazia dagli anni '60 agli anni '70, in perfetto stile Verdone, da sempre profondo conoscitore e amante della musica proprio come il suo personaggio.

9. Viaggi di nozze (1995)

Viaggi di Nozze: Verdone e Gerini sono Ivano e Gessica
Viaggi di Nozze: Verdone e Gerini sono Ivano e Gessica

Il titolo cult del cinema di Carlo Verdone negli anni '90, soprattutto perché segna il ritorno a quella struttura a episodi che aveva contraddistinto i suoi primi successi. I profili dei suoi personaggi e lo sguardo sulla società italiana non raggiungono la spontaneità e la brillantezza del passato ma è innegabile ritrovare nella Fosca di Veronica Pivetti qualcosa della Magda di Bianco, rosso e Verdone. Delle tre coppie la più interessante rimane quella dei 'burini' Ivano e Jessica, grazie all'alchimia perfetta tra Verdone e una delle muse del suo cinema, Claudia Gerini. Le gag e le battute che i due si scambiano nel corso del film sono ormai entrate nell'immaginario popolare, soprattutto la celebre 'O famo strano?, senza dubbio la più citata del film. Al box-office Viaggi di nozze rimane uno dei più grandi exploit in carriera per Carlo Verdone.

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10. Benedetta follia (2018)

Benedetta Follia
Una scena di Benedetta Follia

Anche in questi anni in cui la critica non gli ha certo risparmiato giudizi negativi - su tutte una certa ripetitività e la perdita di quella brillantezza che aveva contraddistinto la prima parte di carriera - Carlo Verdone è riuscito a divertire e intrattenere. Concentrandosi sulle qualità che ha saputo esplicitare in molti film, Verdone confeziona un ritratto interessante della società che lo circonda e delle problematiche dei suoi individui. In Benedetta follia affida le chiavi della narrazione a Guglielmo, un uomo irreprensibile lasciato dalla moglie nel giorno del venticinquesimo anniversario di matrimonio. In questo film Verdone torna in qualche modo ad affidarsi a quella semplicità che contraddistingueva i suoi primi film. Pieni di risate e malinconia, con uno sguardo stralunato sulla vita. Ricominciando da capo e ritrovando sé stessi.