Recensione 12 Round (2009)

Un onesto action thriller vecchio stile che non stravolge il suo genere di appartenenza, ma che per l'efficacia della confezione e del ritmo merita di essere preso in considerazione almeno dagli appassionati di questo filone cinematografico e dai numerosi fan di John Cena.

Anniversario di sangue

Gli appassionati dell'ex wrestler John Cena saranno felici di vederlo tornare sul grande schermo dopo Presa mortale per un nuovo ruolo tutto ritmo ed azione, questa volta diretto da uno specialista del genere come Renny Harlin, noto per action movie come Cliffhanger e Die Hard 2 - 58 minuti per morire.
Sullo sfondo di New Orleans, Cena veste in 12 Round l'uniforme del poliziotto Danny Fisher, la cui vita si incrocia drammaticamente con quella del terrorista irlandese Miles Jackson: è il caso che lo porta a fermare per un controllo la sua partner mentre lo trasportava nascosto nel bagagliaio e quindi ad intraprendere un inseguimento che conduce alla cattura del malvivente, ma purtroppo alla morte della sua compagna.
La legge del taglione è ovviamente ancora in voga nell'ambiente criminale, quindi non sorprende che il primo pensiero di Miles Jackson una volta fuggito di prigione, ad un anno dal drammatico incidente, sia di ottenere la sua vendetta su Fisher. Quello che può stupire è invece il metodo scelto: una macabra partita in 12 round che Fisher, ora promosso detective insieme al suo partner grazie all'impresa di un anno prima, deve vincere per poter salvare la fidanzata Molly.

Il prologo della storia è lungo ed articolato e, nonostante non manchi l'azione, stenta a fare entrare lo spettatore in sintonia con la vicenda. E' solo quando la campanella narrativa dà il via ai dodici round del titolo che Harlin ingrana la quarta e cambia ritmo ed efficacia del racconto, mettendo in mostra la sua abilità nella messa in scena di spettacolari scene d'azione, ricche di esplosivi e stunt. Sono proprio gli artisti delle acrobazie i veri protagonisti di 12 Round, che, come capita spesso in questo genere di film, poco spazio dà alla caratterizzazione dei personaggi e quindi alle abilità degli attori: a parte Cena e Aidan Gillen, che dà il volto con efficacia al temibile Miles Jackson, quindi, i comprimari devono limitarsi al loro compitino dal punto di vista drammaturgico e fungere da pedine bidimensionali nel gioco orchestrato da Harlin.
Nella maggioranza dei casi, le singole porzioni della letale partita tra i due protagonisti sono messe in scena con cura per i dettagli e senso della tensione e si finisce così per interessarsi e partecipare emotivamente alla vittoria in ognuna delle sfide del gioco piuttosto che all'obbiettivo finale di salvare Molly dalle grinfie del beffardo Miles, fornendo al film nel suo complesso un ritmo altalenante che cala al termine di ogni round. Il rischio di perdere di vista la sorte di Molly e le motivazioni del cattivo di turno è alto, ma l'autore esordiente Danile Kunka si dimostra abile ad integrare la stessa compagna di Fisher nella partita, a renderla parte del gioco in più di uno dei dodici round, fungendo da filo conduttore per gli spettatori e per pungolo per il protagonista impegnato nelle sfide sempre più complesse e pericolose sia per lui che per gli innocenti cittadini coinvolti loro malgrado.
Il risultato è un onesto action thriller vecchio stile che non aggiunge niente nè stravolge il suo genere di appartenenza, ma che per l'efficacia della confezione e del ritmo merita di essere preso in considerazione almeno dagli appassionati di questo filone cinematografico e dai numerosi fan di John Cena.
E in questa estate avara di novità interessanti in sala, è già molto.

Movieplayer.it

3.0/5