All Her Fault, intervista a Jake Lacy: "Il male? Può presentarsi in molte forme"

L'attore ci spiega qual è il suo segreto quando deve piangere davanti alla telecamera e soprattutto come la malvagità possa trovarsi inaspettatamente in chiunque. Su Sky e NOW.

Jake Lacy è il protagonista di All Her Fault, serie Sky

Poche cose possono terrorizzare un genitore come l'idea di andare a prendere i figli a scuola, o da un amico, e non trovarli più. È quello che succede a Marissa e Peter Irvine (Sarah Snook e Jake Lacy) in All Her Fault, coppia benestante che non sa spiegarsi come il piccolo Milo sia sparito nel nulla. A investigare sulla scomparsa del bambino è il detective Alcaras (Michael Peña), che capisce presto di dover cercare tra le persone a loro più vicine per risolvere il mistero.

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Sarah Snook e Michael Peña in All Her Fault

Basata sull'omonimo romanzo di Andrea Mara, la miniserie in 8 episodi disponibile su Sky e NOW è un thriller che nella prima parte tiene incollati allo schermo, poi diventa una vera e propria analisi sociologica. Ogni personaggio nasconde diversi segreti, alcuni davvero terribili. E, come dice Alcaras, è sconvolgente vedere queste persone apparentemente così gentili e ben educate massacrarsi a vicenda.

Nella nostra intervista l'attore Jake Lacy ci spiega come riesce a piangere nelle scene più intense e soprattutto come il male possa nascondersi inaspettatamente in chiunque: l'aspetto non ci rivela quasi mai la vera natura di una persona.

All Her Fault: intervista a Jake Lacy

Senza rivelare nulla, possiamo dire che in All Her Fault le cose peggiori sono fatte da chi pensa di avere buone intenzioni.

Jake Lacy la vede così al riguardo: "Il pubblico potrebbe rimanere sconvolto dalle scelte di alcuni personaggi. Sentirsi anche indignato. E ritrovarsi a dire: come ha potuto? Ma il nostro lavoro come attori è quello di giustificare i personaggi. Provare a capire perché si comportano così, qual è la motivazione che ha portato a quella decisione. Anche se magari il personaggio racconta delle bugie anche a se stesso, convincendosi di essere nel giusto. Tutti abbiamo avuto nella vita dei momenti in cui un segreto ci è sfuggito di mano".

Il male è imprevedibile

In All Her Fault i protagonisti sono tutti belli, ricchi, ben vestiti. Eppure si fanno del male in modo violentissimo. Scioccamente si pensa spesso che il male si presenti con una faccia che fa paura, o in abiti logori, invece non è così. Bisogna quindi avere paura di chi si presenta in modo troppo perfetto e gentile?

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Jake Lacy in All Her Fault

Jake Lacy si fa una risata e poi argomenta: "Ci sono molte persone che hanno molti soldi che sono degli idioti. Ma ci sono anche molte persone che non hanno molti soldi che sono degli idioti. Le persone che puliscono davvero bene possono fare cose terribili e le persone che non puliscono molto bene possono fare cose terribili allo stesso modo. È una cosa umana. Un modo migliore per dirlo è che le persone sono persone. Non importa come appaiano all'esterno: le persone possono fare scelte di cui non sono felici, o orgogliose, o che non sono coerenti con chi sono, ma le hanno comunque fatte. Quindi no: non penso si debba avere paura delle persone troppo gentili".

Il segreto per piangere in scena

La miniserie è piena di scene intense. Si urla e si piange parecchio. Qual è il segreto di Jake Lacy per piangere davanti alle telecamere? L'attore: "Sono terribile in questo! Mi stressa moltissimo. Impreco quando leggo in una sceneggiatura che il mio personaggio finalmente si apre e scoppia in lacrime. Non è una cosa che mi piace condividere con il mondo".

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Una scena di All Her Fault

"La mia tecnica è pensare alle cose che mi fanno più male. Un altro segreto è ascoltare davvero la persona che è con te in scena e farsi trasportare. Di solito le cose che mi trasportano in quello stato sono la musica, un ricordo o un odore. Devi crearti una specie di bacino di queste cose a cui poter attingere, ma che puoi anche lasciar andare facilmente, così da non passare il resto della giornata depresso. Ma è difficile. Ci sono persone che riescono a piangere a comando: mi piacerebbe saperlo fare".