30 monedas, la recensione: posseduti da uno strambo orrore

La recensione di 30 monedas: il primo episodio della serie horror creata da Álex de la Iglesia ci conduce in un paesino sperduto dove la fede viene messa a dura prova dall'assurdo.

RECENSIONE di 12/09/2020
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30 Coins: Megan Montaner e Miguel Angel Silvestre in una scena della serie

Vade retro, spettatore alla ricerca di un horror raffinato. Da queste parti non c'è pane per i tuoi denti. Apriamo la nostra recensione di 30 monedas, nuova serie tv targata HBO Europa, mettendo subito le cose in chiaro. L'episodio pilota del nuovo show creato da Álex de la Iglesia non va per il sottile, esagera e indica la strada di una storia in cui emerge lo stile inconfondibile del suo autore. Lo sguardo è quello di un regista a cui piace eccedere, calcare i caratteri dei suoi personaggi e portare spesso agli estremi i topos dei generi di cui si serve.

Chi ricorda bene l'umorismo nero e cinico di Le streghe son tornate sa bene a cosa ci riferiamo. E allora, se 30 monedas è una storia horror piena di esorcisti, demoni e mostri, potete immaginare quanto De la Iglesia possa essersi scatenato. In occasione della Mostra del Cinema di Venezia 2020 abbiamo visto in anteprima il primo episodio della serie, composto da 78 minuti densi, tesi, che scorrono via scanditi da buone dosi di sangue e colpi di scena ben assestati.

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30 Monedas: una scena della serie

Se il titolo vi ricorda qualcosa, siete sulla strada giusta: le 30 monete sono proprio quelle con cui Giuda fu comprato per tradire Gesù. Quella che è stata definita come la prima forma di estorsione dell'umanità ritorna di prepotenza nella sigla dello show, che rievoca la crocifissione di Cristo e sottolinea il peso di quella corruzione primordiale. I danari malefici, però, sono tornati a infestare il mondo. Pronti a mettere ancora una volta a dura prova la fede dei più ferrei credenti.

Neonati mostruosi

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30 Monedas: Megan Montaner in una scena

Chi è infestato da qualcosa non può fuggire mai. Può scappare, nascondersi, fingere di dimenticare, ma dentro di sé avrà sempre un fardello da gestire. Lo sa bene padre Vergara, un esorcista dal passato oscuro, che arriva in uno sperduto paesino spagnolo per trovare un po' di serenità. Una pace destinata a scomparire subito quando l'apparente quiete della cittadina viene sconvolta da un'anomalia davvero straniante: una mucca che ha partorito un bambino. L'assurdo evento scuote sia il sindaco Paco che la veterinaria Elena (che ha gestito in prima persona la strana venuta al mondo), decisi a indagare sullo strano evento, forse collegato a un disegno decisamente più grande. Questo pilota di 30 Monedas sembra la classica punta dell'iceberg di una storia che scopre le sue carte poco per volta. E in tal senso l'episodio fa quello che deve fare ogni esordio televisivo: seminare curiosità, presentare bene l'immaginario, dichiarare subito di che pasta sono fatti i suoi protagonisti. Siamo certi che nel corso dei successivi sette episodi lo show farà emergere sempre di più l'atmosfera malsana di questo paese misterioso in cui anche molta gente sembra nascondere malesseri dietro una parvenza di quiete e semplicità. In questo senso l'ambientazione è forse l'elemento che più ci ha colpito, perché capace di avvolgere lo spettatore e portarlo in un contesto rurale imbastardito e infido, dove la popolazione sembra essere vittima di antiche leggende e la fede quasi cieco fanatismo. Se il contesto è curato e credibile nel suo insieme, i protagonisti sono il vero punto debole dello show. Ingenui e poco tridimensionali nelle motivazioni, i personaggi sembrano quasi pedine utili solo a mandare avanti la storia. De la Iglesia, poi, si fa tentare dal solito triangolo amoroso "da soap opera" e lo inserisce forzatamente in uno show che ne avrebbe fatto volentieri a meno.

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Le armi della fede

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30 Monedas: un'immagine della serie

Per fortuna a tenere a galla 30 monedas c'è padre Vergara. Il prete grezzo e duro di Eduard Fernández è senza dubbio l'unico in grado di intrigare davvero. Merito del suo vissuto traumatico, della maledizione che si porta addosso e soprattutto di una caratterizzazione tanto insolita quanto riuscita. Un prete muscoloso, appassionato di pugilato e armato fino ai denti, che sembra quasi uscito da un fumetto americano indipendente. Un uomo ispessito e imperscrutabile, con tutte le carte in regola per diventare l'antieroe-simbolo di questa serie tv che non inquieta mai, ma diverte spesso. Merito di un ritmo incessante, di colpi di scena ben piazzati e soprattutto di tantissime sequenze che renderanno felici tutti gli appassionati di horror splatter. Per questo pensiamo che 30 monedas sia una serie da "dentro" o "fuori", da "prendere" o "lasciare" senza mezze misure. De la Iglesia si fa affascinare dal paranormale e decide (con grande furbizia) di mescolare il tutto con grandi archetipi della religione cristiana per rendere la serie più riconoscibile e intrigante. La sensazione è che la serie andrà dritta per la sua strada seminata di sangue, interiora e abominevoli creature. Se starete al gioco, e avrete fede nell'orrore più rozzo ed esplicito, vi potreste persino divertire molto. Ma se siete alla ricerca di una serie tv memorabile, allora potreste storcere il naso e cambiare canale. E in quel caso nessuno potrebbe accusarvi di essere un Giuda.

Conclusioni

Nella nostra recensione di 30 monedas, serie tv targata HBO Europa, vi abbiamo raccontato le nostre impressioni dopo aver visto l'episodio pilota dello show. Álex de la Iglesia conferma ancora una volta il suo stile grottesco, eccentrico ed eccessivo, sfornando un horror paranormale in cui lo splatter e il disimpegno dominano la scena con tanto ritmo ma poco mistero.

Movieplayer.it

2.5/5

Voto medio

N/D

Perché ci piace

  • Il personaggio di padre Vergara, prete grezzo e armato fino ai denti, ruba la scena.
  • Il ritmo del racconto è serrato e coinvolgente.
  • L'ambientazione è ben costruita.

Cosa non va

  • Se siete alla ricerca di un horror psicologico raffinato, non è la serie che fa per voi.
  • Il triangolo amoroso è davvero stucchevole.
  • La maggior parte dei personaggi non ha tridimensionalità.