180, recensione: sì, l'ennesimo "crudo crime thriller" di Netflix

Un revenge movie sudafricano pensato e tarato a misura d'intrattenimento svogliato, da vedere e dimenticare. Con una riflessione: ma questo è il massimo che arriva in top 10?

180: i protagonisti del film

Soliti ingredienti, solita cottura, solito tutto. Chiaro: finché c'è qualcuno che li guarda, perché smettere di produrre certi film? 180, diretto dal sudafricano Alex Yazkek, parte dal più classico dei presupposti per delineare 90 minuti dalla forte linearità, nei quali si promuove - lecitamente? - una visione adatta ad ogni forma di distrazione, ragionando per schemi e mai per sfumature, accontentandosi di accompagnare (passivamente) lo spettatore fino ai titoli di coda.

180 Scena
Prince Grootboom

Diventa frustrante, quasi ridondante, ritrovarsi a recensire titoli come questi (rei di ingolfare sempre di più i cataloghi delle piattaforme), che non hanno nessun barlume di originalità né un sincero desiderio di scambio con lo spettatore, ormai ridotto - suo malgrado - a semplice utente.

180, la trama: ennesimo revenge movie

Scorrendo la home, Netflix ci propone 180 come un "crudo crime thriller". Paroline magiche che, spesso, riescono a catturare le scelte del pubblico, andando avanti e indietro, tra un film e una serie. Il protagonista è Prince Grootboom (star sudafricana famoso in patria per diverse serie tv) che interpreta Zak. Uomo di famiglia, passato tormentato, una nuova vita da portare avanti. Tutto cambia quando una casuale lite si trasforma in dramma: suo figlio viene colpito da un proiettile, finendo in terapia intensiva. Che fare? Ovvio: cercare la fatidica vendetta.

Da vedere e dimenticare

Dietro 180, c'è solo l'ennesimo e stantio meccanismo che porta in scena l'uomo comune alle prese con una situazione estrema, ragionando sulla società intrisa di violenza ed esasperazione. Un tema, visto lo schiocco che accende la trama, di drammatica e stringente attualità, ri-dipinta però secondo una scrittura che punta ad andare costantemente avanti, eliminando ogni tipo di retro-pensiero.

C'è la voglia, a tratti smaniosa, di giocare sul ritto (serrato) per edificare un revenge movie che, senza scomodare i grandi titoli, si rifà ad un immaginario profondamente radicato. Tuttavia, se c'è tensione (almeno quella), dall'altra parte non c'è la sorpresa che dovrebbe rompere l'andatura automatica.

180 Sequenza
180: una sequenza del film

Dunque, 180 punta all'intrattenimento duro e puro, usato sicuro, tratteggiato con quell'algoritmo che, agli occhi dell'AI, appare addirittura vetusto. Poco male, direte voi, per un'opera da vedere e dimenticare. Lecito, giusto, quindi, il cinema pensato come riempitivo, tra uno scrolling e l'altro. In ufficio, a casa, in metropolitana. Il punto è però un altro: perché continuare a insistere quasi esclusivamente con produzioni standard (nella regia, nei colori, nella sceneggiatura), senza pensare che possa esserci anche un utente più ricettivo e più attento alla qualità?

Conclusioni

180, thriller sudafricano, rivede il tema della vendetta secondo uno schema standard, misurato per una visione a prova di distrazione. Ennesima produzione copia-e-incolla, che sottolinea uno stato produttivo streaming che non ha voglia di puntare a quegli utenti più attenti, codificando i film secondo una struttura sempre uguale. Svilente.

Movieplayer.it
1.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Un tema attuale: la violenza estemporanea.

Cosa non va

  • Svogliato.
  • Prevedibile.
  • Tarato per seguire standard streaming.