Oscar: 5 errori che facciamo quando parliamo degli Academy Awards

Tutti gli errori che commettiamo e le stupidaggini che diciamo sugli Academy Awards in una breve guida da studiare e diffondere in vista della notte di domenica.

Quando si arriva a fine febbraio da queste parti sappiamo cosa aspettarci: vuol dire che è tempo di sondaggi, previsioni e scommesse; è tempo di pareri superficiali e giudizi sommari su film che non abbiamo nemmeno visto; è tempo di dare dei sopravvalutati ad attori alla loro 20esima nomination (ok, Trump l'ha fatto già a gennaio, ma mica è l'uomo più potente del mondo per caso) e di lamentarsi per la mancanza di chi "avrebbe meritato molto di più". In poche parole è tempo di Oscar, e per quanto un po' tutti disprezzino gli Academy Awards bollandoli come un'americanata inutile, si tratta di un evento che per una notte (e anche molto di più) monopolizza l'attenzione del mondo intero.

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Chi fa il nostro mestiere non può permettersi di fare lo snob, perché la notte degli Oscar è in assoluto il momento cinematografico più importante dell'anno; i numeri parlano non chiaro, ma chiarissimo. Ma a prescindere da questo, come può un appassionato di cinema, quanto meno di cinema USA, far finta di nulla e girarsi dall'altra parte quando si tratta di celebrare e premiare l'eccellenza? Ovvio che saranno sempre e comunque più le incazzature che le gioie ed è altrettanto ovvio che, come per ogni premio o manifestazione che si rispetti, non ci sarà mai un verdetto che metta tutti d'accordo. D'altronde non si mettono d'accordo i 6.000 e rotti votanti dell'Academy, figuriamoci noi 7 miliardi di semplici spettatori.

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Eppure snobbare gli Oscar vuol dire perdersi tutta la magia e il divertimento di un periodo in cui sì, tutti si sentono esperti e tutti pontificano magari senza una reale consapevolezza, ma in cui tutti per un breve periodo si interessano al cinema, ai film e a tutto quello che per noi cinefili è la più grande passione non solo in questo periodo ma tutto l'anno. E, nonostante il fastidio che può generare la somministrazione quotidiana di strafalcioni e inesattezze, noi siamo felici che se ne parli sempre e comunque, ma allo tempo stesso abbiamo pensato che una breve guida agli errori da non commettere quando si parla di Academy Awards potesse avere una sua utilità. Ma, badate bene, sono errori che facciamo tutti, noi in primis; difficilmente potranno essere corretti da un momento all'altro, ma questo non significa che non si possa discuterne e ammettere i propri sbagli.

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1. Diciamo che l'Oscar non vale nulla. O comunque vale meno di...

Oscar 2014: Matthew McConaughey, Cate Blanchett, Lupita Nyong'o e Jared Leto con gli Oscar attoriali

Il primo e più comune errore che facciamo tutti è chiudere (se non addirittura aprire) ogni conversazione sugli Oscar ammettendo che "tanto lo sappiamo tutti, vincere un Oscar non significa nulla". Quando diciamo questo in realtà vogliamo dire che vincere un premio non fa necessariamente di un'opera una grande opera e questo vale ovviamente in qualsiasi campo artistico. Sugli Oscar però c'è una tendenza a sottolineare più spesso la cosa, perché per ogni grande film premiato dall'Academy ci sono almeno 10 pellicole più belle e più importanti che invece sono state ignorate.

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Il caso Spotlight: Rachel McAdams, Mark Ruffalo, Brian d'Arcy James, Michael Keaton e John Slattery in un'immagine del film

Ma davvero questo vale solo per gli Oscar? Non si potrebbe dire lo stesso per premi musicali, letterari o anche per il blasonato Nobel? Se guardiamo la lista dei vincitori degli ultimi 88 anni è vero che ci sono scelte discutibili, ma è ancora più vero che non mancano film che davvero hanno fatto la storia passata e recente della settima arte, e questo rappresenta comunque un patrimonio inestimabile per chiunque si voglia avvicinare per la prima volta al mondo del cinema. Provate davvero a scorrere l'elenco dei migliori film e diteci sinceramente che una qualsiasi persona "vergine" non ne uscirebbe comunque arricchita e con una più che discreta infarinatura di quella che è stata l'arte cinematografica degli ultimi nove decenni.

Cannes 2012: Michael Haneke, vincitore della Palma d'Oro per Amour, con i due interpreti del film, Trintignant e la Riva.

Un'altra obiezione tipica è quella di anteporre altri premi agli Oscar. I Golden Globe (premi assegnati da 90 votanti scarsi... really?) o le controparti europee (EFA, César, David...) o i premi della critica (Critics Film Choice o i circoli delle principali città USA), ma perché forse non ci sono le stesse problematiche? Le stesse polemiche e le stesse discusse ma inevitabili decisioni a favore di un film e a discapito di tanti altri? In più si tende a confrontare sempre più spesso l'Oscar con i premi dei festival (Cannes, Venezia, etc etc...), quando dovrebbe essere evidente ai più che parliamo di cose completamente diverse e che, comunque, anche i premi dei festival (come dicevamo ampiamente in questo nostro articolo) non sono certo privi di problemi o scelte e regole (molto) discutibili.

Che valore ha quindi un premio Oscar? Esattamente quello che noi gli vogliamo assegnare, ma non ci sono dubbi che al mondo non esista un riconoscimento cinematografico più prestigioso e, proprio per questo, più desiderato da qualsiasi regista e attore al mondo. Non diciamo quindi che non vale nulla perché così facendo finiamo con lo sminuire le persone che lavorano ogni giorno ai film che guardiamo e amiamo. E così anche la nostra stessa passione.

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2. Parliamo dell'Academy come fosse un'identità unica e ben definita

Una immagine di Moonlight di Barry Jenkins

Per comodità lo facciamo tutti: l'Academy ha premiato Tizio e non Caio e ovviamente questo sottintende che "i membri dell'Academy hanno votato e la maggioranza di questi voti ha decretato Sempronio come vincitore". Fino a qui nulla di male. Il problema nasce quando si fanno ragionamenti più complessi del tipo "l'Academy non può ignorare questo film, vedrai che gli daranno almeno un premio", perché capite bene che se si pensa sempre alla votazione di cui sopra non ha molto senso pensare ad una divisione equa e ragionata dei premi. Questo semmai è quello che avviene nelle giurie dei festival, dove però i giurati non arrivano nemmeno ad essere una decina e soprattutto c'è un Presidente che guida le decisioni e fa in modo di trovare il "giusto" equilibrio.

Manchester by the Sea: Lucas Hedges e Casey Affleck in una scena del film

Ma negli Oscar non esiste nulla del genere: ogni membro dell'Academy si limita a fare le proprie scelte ed inviarle in maniera anonima e qualsiasi tipo di calcolo perde di senso proprio per il gran numero di votanti. Quindi, a meno che non siate fanatici delle teorie cospiratorie, sarebbe davvero il caso di evitare certi ragionamenti che, per quanto possano venire spontanei, di certo non possono e non potranno mai corrispondere a realtà perché ogni votante fa dei ragionamenti che sono suoi e suoi soltanto. Il fatto poi che ci siano esperti di Oscar in grado di riconoscere e in qualche modo anticipare i gusti dell'Academy è tutt'altro discorso, anche se sappiamo tutti che quelle che chiamiamo "sorprese", ma che in realtà sono solo previsione errate, non mancano mai. Questo anche perché l'Academy, quell'entità solo in apparenza statica, si aggiorna di anno in anno aggiungendo nuovi membri.

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3. Mettiamo in mezzo film che hanno reali speranze

Jackie: la prima foto di Natalie Portman nel ruolo di Jackie Kennedy

D'altronde comprendere come funzionano le votazioni degli Oscar e da chi è composta l'Academy è assolutamente fondamentale per capire davvero gli Oscar e riuscire ad immaginare quelle che saranno sia le nomination che i probabili vincitori. Perché, ribadiamolo, gli Oscar non hanno alcuna pretesa di decidere per il mondo intero quali siano i migliori film dell'anno, ma si limitano a dire quelli che lo sono per loro. Per l'industria di Hollywood. Si tratta di un concetto banale, certo, ma fondamentale e che spesso sfugge ai più.

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Animali notturni: Amy Adams in un'immagine tratta dal film

Cosa significa quindi quando parliamo di "film da Oscar"? Semplicemente che ci sono film che hanno determinate caratteristiche che possono piacere a gran parte dei membri dell'Academy: film biografici, interpretazioni che richiedono trasformazioni fisiche o cambi di accento, sceneggiature scritte in un certo modo etc etc... Non sono certo regole scritte, ma conseguenze di quasi 90 anni di votazioni e relative analisi. E così come siamo tutti bravi a capire quali sono questi "film da Oscar", altrettanto dovremmo esserlo anche nel capire quando ci sono pellicole che non possono e non potranno mai arrivare in nomination. O, che se pure ci arrivano, hanno di fatto già vinto il loro personalissimo premio.

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Elle: Isabelle Huppert e Laurent Lafitte in una scena del film

Qualche esempio? Se parliamo di questo Oscar 2017 è evidente che un film "difficile" come Elle, che può contare sull'importantissima nomination all'attrice Isabelle Huppert, è già un miracolo che sia presente in qualche modo al Dolby Theatre. Per il tema scabroso, per il suo essere non in lingua inglese, per essere stato visto pochissimo negli USA e quindi anche dai giurati. Dire che avrebbe meritato di più semplicemente non ha senso, così come non ha senso prendersela per la mancanza di un Neruda, per esempio. Così come non ha mai avuto senso sperare che un Krzysztof Kieslowski per Film rosso potesse vincere la regia nel 1995 contro Forrest Gump; o David Lynch per Mulholland Drive contro A Beautiful Mind o Il signore degli anelli - La compagnia dell'anello; o ancora La sottile linea rossa di Terrence Malick contro Shakespeare in Love. Inutile prendersela. Esattamente come sarebbe inutile prendersela del fatto che la Champions League la vincono sempre e solo le squadre plurimilionarie: il tifo e la passione vanno benissimo, ma bisogna anche saper rimanere ancorati alla realtà.

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4. Facciamo inutili confronti con il passato

Oscar 2016, Leonardo DiCaprio e Inarritu con i loro premi per Revenant

Ogni edizione degli Oscar fa storia a sé. Questa dovrebbe essere un'altra regola fondamentale per parlare di Academy Awards in maniera sana, perché ovviamente ogni anno a scontrarsi sono solo i film nei 12 mesi precedenti e basta. Ci sono anni più ricchi di capolavori e anni davvero poco significativi, e questo porta spesso a molte delle ingiustizie che fanno imbufalire i cinefili di tutto il mondo. Com'è possibile che Leonardo DiCaprio per esempio ci abbia messo tutto questo tempo a vincere un Oscar? O che il suo amico Martin Scorsese abbia dovuto aspettare così tanto per prendere in mano una statuetta? Alcune motivazioni vanno ricercate certamente in quanto detto nei punti precedenti, ma c'è anche da dire che la fortuna vuole la sua parte e ritrovarsi in annate "locked", ovvero con i giochi già chiusi in partenza da performance e risultati dati già per certi in autunno, è forse l'incubo peggiore per chi sogna di vincere una statuetta.

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La La Land: Emma Stone e Ryan Gosling insieme nella prima immagine del film

Pensate a chi quest'anno si deve scontrare con La La Land per esempio, quanti dei registi che tra qualche giorno saranno al Dolby Theatre avranno pensato "se solo il film di Chazelle fosse uscito un anno prima o dopo...". Per questo stesso motivo non ha alcun senso, ma proprio nessuno, fare il discorso opposto e dire, come stiamo leggendo spessissimo in questi giorni, "se La La Land dovesse vincere tantissime statuette sarebbe un insulto per la storia del cinema". E perché mai? Anche ammesso, ma è certamente difficile, che vinca 12 statuette e batta il record assoluto di Titanic, Ben Hur o Il Signore degli Anelli - Il ritorno del re, questo non starebbe certo a significare che La La Land sia meglio o più importante dei succitati film, anche perché di fatto non si è mai veramente "battuto" con loro.

Una scena di Titanic

Il giorno in cui l'Academy dovesse decidere di fare un'edizione speciale - una vera e propria Royal Rumble, portando in gara tutti i vincitori passati - a quel punto sì che ne vedremmo delle belle e allora sì che insulti e polemiche si sprecherebbero. Ma state pur certi che, proprio per questo motivo, non succederà mai e che rimarremo sempre e comunque noi a fare questi confronti implausibili e insensati. E continueremo a farli perché è più forte di noi, ma dobbiamo quanto meno registrare che non è colpa dell'Academy se esistono ingiustizie del genere, ma semplicemente è un qualcosa di intrinseco in ogni competizione: talento e bravura contano tanto, tantissimo, ma ci sono anche gli avversari.

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5. Ce la prendiamo troppo

La La Land

Più in generale comunque, l'unica regola d'oro degli Oscar è sempre la stessa: prenderli per quello che sono. Un grande carrozzone alimentato dai media, "corrotto" dagli interessi, ma sempre e comunque una (auto)celebrazione che col tempo si è allargata ed è diventata ad uso e consumo di tutto e tutti. La cosa più sbagliata è prendersela troppo (e, fidatevi, ve lo dice chi a distanza di più 20 anni ancora non ha mandato giù la delusione, anzi, l'illusione di vedere Pulp Fiction trionfare su Forrest Gump), ma soprattutto prendersela con i film: "odiare" un La La Land per le 14 nomination o Titanic per le 11 statuette o comunque per il troppo amore riservato ad un film dall'Academy (qualcuno ha detto Shakespeare in Love?) non solo non serve a nulla, ma va contro il senso vero e proprio di queste celebrazioni e di questi eventi. E va soprattutto contro la nostra passione e la nostra capacità di goderci il cinema più di qualsiasi altra cosa. Oscar o non Oscar, quello che conta sono solo i film e il piacere e le emozioni che possono regalarci. Almeno su questo possiamo tutti essere d'accordo, vero?

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