Tilda Swinton: "Per sopravvivere all'IA il cinema deve proporre esperienze caotiche e avventurose"

L'attrice, durante un incontro che si è svolto a Cannes 2026, ha parlato di come il settore dovrebbe affrontare la nuova epoca.

Una foto di Tilda Swinton

Tilda Swinton, durante uno degli incontri Rendez-vous che si sono svolti al Festival di Cannes 2026, ha svelato la sua opinione sul modo in cui il cinema può sopravvivere nell'era dell'Intelligenza Artificiale.
Negli ultimi mesi il dibattito riguardante l'uso delle nuove tecnologie in ambito cinematografico è particolarmente acceso, in particolare dopo la presentazione di Tilly Norwood, la prima attrice IA, che ha scatenato critiche, polemiche e riflessioni.

L'opinione di Tilda sul cinema e l'IA

Durante l'evento organizzato dal festival francese, Tilda Swinton ha dichiarato: "Finché ciò che produciamo non sarà stereotipato e in qualche modo stancante per il pubblico, l'IA non avrà alcuna possibilità, ma finché continueremo a farlo, dovremo stare attenti".

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L'attrice ha proseguito proponendo una soluzione per affrontare in modo positivo l'era dell'Intelligenza Artificiale, che ha permesso persino di 'riportare in vita' Val Kilmer: "Quello che dobbiamo fare è ciò che solo gli umani possono fare: creare esperienze caotiche e avventurose in modo che il pubblico non sappia cosa succederà dopo e si goda l'esperienza. Credo che puntare sul personale sia sempre un buon punto di partenza... Finire in cima a una montagna medievale con un drago può ancora essere una storia personale".

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Il punto di vista sulla vita degli attori

La conversazione ha permesso a Tilda di ripercorrere la propria carriera, spiegando inoltre il suo punto di vista sulla recitazione: "Non riesco ancora a definirmi un'attrice. Riesco a definirmi un'interprete, ma conosco alcuni attori, e ho letto, come tutti voi, attori che parlano di recitazione e delle loro vite, e li leggo, e li sento parlare, e penso che stiano descrivendo una vita che non è la mia".

The Killer 1
The Killer: Tilda Swinton in una scena

Swinton ha quindi spiegato il suo punto di vista sulle apparizioni sul red carpet di Cannes: "È come un matrimonio enorme, una persona su due è damigella d'onore e ognuno può scegliere il proprio vestito. È una festa, a volte è un fiasco, ma non c'è glamour. Sia chiaro, questo non è il glamour, il glamour è il momento, in particolare nel Grand Palais con Saint-Saëns, l'Acquario, il buio".