Sean Baker sceglie l’Italia per il prossimo film: "La mia lettera d'amore alle commedie sexy anni '60 ’70"

C'è chi, dopo aver vinto un Oscar, punta dritto ai grandi studi. E poi c'è Sean Baker, che fa l'esatto opposto: rifiuta le major, prepara la macchina da presa e parte per l'Italia.

Un ritratto di Sean Baker

Dopo l'Oscar per Anora, Sean Baker torna al cinema indipendente e ambienta il suo nuovo film in Italia. Il progetto sarà un tributo alle commedie sexy italiane anni '60 e '70, tra ironia, libertà creativa e sguardo sul sex work.

Un ritorno alle origini: indipendenza, sex work e sguardo libero

Dopo il trionfo agli Oscar con Anora, Sean Baker avrebbe potuto incassare l'assegno più facile della sua carriera. Invece ha scelto di tornare sul sentiero che conosce meglio: quello del cinema indipendente, dei set leggeri, degli attori non professionisti e di uno sguardo diretto, mai addomesticato, sulle comunità ai margini. Il suo prossimo film, ancora senza titolo, nascerà infatti lontano dalle logiche delle major e sarà girato in completa autonomia creativa.

Sean Baker 97Th Academy Awards
Sean Baker con i suoi quattro premi Oscar

Baker ha confermato di essere stato in location scouting lo scorso anno e di voler girare il film entro il 2026. Al momento non sono stati rivelati dettagli sulla trama, ma il regista aveva già anticipato che il racconto tornerà a ruotare attorno a una sex worker, tema centrale e ricorrente nella sua filmografia. Da Tangerine a Red Rocket, passando per The Florida Project, il cinema di Baker ha sempre osservato il sesso e il denaro non come elementi scandalistici, ma come strumenti narrativi per raccontare l'America invisibile - e ora, a quanto pare, anche l'Europa.

Durante un intervento al Festival di Berlino, il regista ha aggiunto un tassello fondamentale: il film sarà ambientato in Italia. Non una scelta casuale, ma un gesto dichiaratamente cinefilo. "È la mia lettera d'amore alle commedie sexy italiane degli anni '60 e '70", ha spiegato, chiarendo che l'ispirazione non sarà solo estetica, ma anche tonale. Baker ha infatti anticipato che il progetto "si inclinerà un po' di più verso la commedia", lasciando intendere un film più apertamente ironico rispetto ai suoi lavori precedenti.

Un omaggio al cinema italiano e un possibile futuro da festival

L'idea di guardare alle commedie sexy italiane del passato apre scenari curiosi. Quel filone, spesso sottovalutato o liquidato con superficialità, è stato in realtà un laboratorio di libertà espressiva, satira sociale e osservazione dei costumi, con un rapporto disinvolto - e spesso provocatorio - con il corpo e il desiderio. Baker sembra voler dialogare con quella tradizione, filtrandola attraverso il suo linguaggio realistico, mobile, quasi documentaristico.

Una foto di Sean Baker
Una foto di Sean Baker

Tra le poche informazioni sul cast, emerge un nome di peso: Vera Gemma, attrice italiana con oltre quarant'anni di carriera nel cinema di genere, nota per Vera e per l'acclamata interpretazione in Scarlet Flower, che le ha garantito grande attenzione critica e premi nel panorama italiano. La sua presenza suggerisce un ponte diretto tra il cinema contemporaneo di Baker e una certa eredità del nostro cinema popolare, riletto senza nostalgia ma con consapevolezza.

Il film sarà prodotto in modo indipendente, proprio per evitare interferenze esterne, anche se Baker ha espresso il desiderio di collaborare nuovamente con Neon, lo studio che ha sostenuto Anora. Una formula che potrebbe rivelarsi vincente, soprattutto in ottica festivaliera. Non a caso, già si parla di un potenziale debutto a Cannes nel 2027, ipotesi tutt'altro che peregrina considerando il percorso recente del regista.

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Con questo progetto italiano, Sean Baker sembra voler dimostrare che il successo non deve per forza addomesticare lo sguardo. Anzi, può diventare l'occasione per spingersi ancora più in là: cambiare paese, dialogare con una tradizione diversa e continuare a raccontare il sesso, il lavoro e il desiderio con quella miscela di ironia, empatia e realismo che lo ha reso una voce unica del cinema contemporaneo.