Sapevamo già che Sanremo 2026 sarebbe stata la prima edizione del festival ad utilizzare le tecniche e gli strumenti dell'intelligenza artificiale, ma quello andato in onda ieri sera nel corso della prima puntata è stato uno spettacolo piuttosto agghiacciante.
Cos'è successo con l'IA nella diretta di Sanremo 2026
A circa metà trasmissione, mentre al Teatro Ariston risuonavano le note del classico senza tempo Papaveri e Papere di Nilla Pizzi, la regia della Rai ha trasmesso un breve sketch realizzato con l'intelligenza artificiale.
L'effetto è stato pensato per trasformare il pubblico in platea e poi lo stesso Carlo Conti in papere e anatroccoli, in linea con il tono giocoso della canzone.
Il risultato, però, è stato tutt'altro che leggero, allegro e spensierato: una sequenza di immagini deformate e disturbanti, più vicine a un effetto allucinatorio (o a una sequenza diretta da David Lynch) che a un momento comico, con un'estetica che ricordava gli esperimenti più acerbi dell'IA visti risalenti a diversi anni fa.
Le "papere" che hanno fatto discutere
Il momento in cui la regia ha trasformato pubblico e conduttore in papere digitali è stato pensato come un effetto di intelligenza artificiale legato alla canzone Papaveri e Papere. L'idea, sponsorizzata da TIM come una sorta di "suggestione visiva" legata alla storia della musica italiana, era di dare divertimento e originalità allo spettacolo.
Tuttavia, l'effetto è apparso "allucinatorio" e antiquato, tanto da ricordare ciò che si vedeva tre anni fa con tool amatoriali. In aggiunta, sui social e tra gli spettatori molti hanno trovato la scelta strana o cringe, sostenendo che l'uso dell'IA in quel modo non fosse affatto necessario o adeguato allo stile e alla tradizione del Festival, contribuendo così alla discussione.
Cosa voleva comunicare il Festival di Sanremo con l'esperimento
L'intento voleva essere quello di trasmettere un messaggio di apertura all'innovazione, dimostrando che anche uno degli appuntamenti più tradizionali della televisione italiana può dialogare con le nuove tecnologie e risultare quindi più moderno e al passo con i tempi.
Nelle intenzioni, quindi, si trattava di un momento leggero e sperimentale, un segnale di modernità e curiosità verso l'intelligenza artificiale come nuovo strumento creativo. Tuttavia, la qualità dell'effetto ha finito per spostare il dibattito dall'innovazione al risultato tecnico, trasformando quello che voleva essere un gesto di aggiornamento linguistico in un episodio molto discusso.