Durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, Sabrina Impacciatore ha incantato San Siro con un numero musicale che attraversa cento anni di storia olimpica, mescolando spettacolo, cultura pop e identità italiana.
Un secolo di Olimpiadi raccontato come uno spettacolo musicale
Sul palco di San Siro, davanti a un pubblico globale, Sabrina Impacciatore ha dato forma a uno dei momenti più sorprendenti della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. L'attrice, ormai volto noto anche al pubblico internazionale grazie a The White Lotus, è stata protagonista di un numero musicale che ha trasformato la storia dei Giochi in un racconto scenico fluido, ironico e profondamente visivo.
La performance era costruita come un viaggio nel tempo, capace di attraversare epoche e stili: dagli anni Venti fino ai Novanta, passando per il presente, con cambi di costume e atmosfere che evocavano non solo la storia olimpica, ma anche l'evoluzione culturale dell'Italia. Tra i momenti più iconici, la comparsa di un outfit vintage da sci firmato Emilio Pucci, disegnato negli anni Cinquanta per la principessa Soraya d'Iran, che lo indossò a Cortina nel 1956, anno in cui l'Italia ospitò per la prima volta i Giochi invernali.
Un dettaglio tutt'altro che ornamentale: nel 1956 a Cortina non venne utilizzata neve artificiale, un contrasto evidente con l'attualità. Oggi, in un contesto segnato dal cambiamento climatico, gli organizzatori hanno annunciato l'uso di cannoni da neve alimentati interamente da energia rinnovabile, capaci di produrre quasi 2,4 milioni di metri cubi di neve artificiale. Una scelta che la cerimonia ha saputo evocare senza retorica, lasciando che fosse il linguaggio dello spettacolo a suggerire il passaggio del tempo e le sue conseguenze.
La messa in scena ha trasformato la memoria in movimento, facendo dialogare sport, moda e spettacolo in un'unica narrazione, accessibile anche a chi non conosce nel dettaglio la storia olimpica.
Da "The White Lotus" a simbolo pop globale
La colonna sonora del numero ha giocato un ruolo centrale nel definire il tono della performance. Tra jazz, swing e suggestioni retrò, il momento culminante è arrivato con Prisencolinensinainciusol di Adriano Celentano, brano diventato celebre per il suo testo in una lingua inventata che imita foneticamente l'inglese. Considerato da molti il primo esempio di rap italiano, il pezzo è stato scelto non solo per il suo valore musicale, ma anche per il significato che lo stesso Celentano ha attribuito alla canzone: un messaggio di amore universale.
Non è un caso che il brano sia stato ripreso anche nel cinema internazionale, come nel film Highest 2 Lowest di Spike Lee, in una versione reinterpretata. Inserirlo nella cerimonia olimpica ha significato legare l'identità musicale italiana a un contesto globale, senza bisogno di traduzioni letterali.
Per Sabrina Impacciatore, questo momento rappresenta anche un punto di svolta simbolico. Prima del successo internazionale con The White Lotus, la sua notorietà era prevalentemente nazionale. Il ruolo di Valentina nella serie HBO non solo l'ha resa riconoscibile all'estero, ma ha anche rafforzato la sua posizione in Italia, aprendo una nuova fase della sua carriera. La presenza alle Olimpiadi non è stata quindi una semplice partecipazione artistica, ma una consacrazione: l'immagine di un'interprete capace di incarnare l'Italia contemporanea, sospesa tra tradizione, autoironia e consapevolezza culturale.
In una cerimonia che avrebbe potuto limitarsi all'enfasi spettacolare, la scelta di affidare questo racconto a Impacciatore ha aggiunto un livello umano e teatrale. Non solo un numero musicale, ma un passaggio di testimone tra epoche, raccontato con leggerezza e precisione, proprio come richiede un grande evento globale.