Ryan Reynolds e Blake Lively hanno accusato Justin Baldoni perché volevano il controllo su It Ends with Us?

Gli avvocati di Justin Baldoni, chiedendo che la causa di Ryan Reynolds contro l'attore e regista venga archiviata, hanno avanzato nuove accuse contro la star canadese.

Una foto di It Ends With Us

Justin Baldoni è convinto che Ryan Reynolds abbia contribuito in maniera significativa alla tensione che ha segnato la promozione di It Ends nell'estate 2024, vari mesi prima delle accuse di molestie sessuali e di comportamenti inappropriati avanzati da Blake Lively nei confronti del regista e protagonista del progetto, pur di ottenere il controllo sul film.
Alcuni giorni fa sono quindi stati presentati i documenti legali necessari a bloccare la richiesta di archiviazione della causa per diffamazione che il filmmaker, la casa di produzione Wayfarer Studios e il team che si era occupato della promozione dell'adattamento del romanzo di Coleen Hoover hanno presentato contro la star di Deadpool.

Le nuove accuse del team del regista

Tra le dichiarazioni degli avvocati di Justin Baldoni si sostiene che Ryan Reynolds e Blake Lively abbiano 'sfruttato le false insinuazioni dell'attrice per costringere il team di Wayfarer a cedere a loro il potere e l'autorità che non spettavano alla coppia".

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Siamo noi a dire basta: Justin Baldoni in un'immagine del film

I legali hanno poi sostenuto che i due coniugi, insieme a Leslie Sloane, abbiano unito le forze in uno sforzo coordinato per 'esagerare delle interazioni innocue pur di sostenere una falsa narrazione in cui Lively era stata molestata sessualmente'. L'obiettivo sarebbe stato quello di causare 'terrore' tra le fila di Wayfarer e ottenere così più controllo e potere sul film e sulla sua distribuzione.

Il team di Blake, al contrario, sostiene che la propria cliente sia stata vittima di una campagna istigata contro di lei online per metterla in cattiva luce sui mezzi di comunicazione pur di impedirle di rivelare il trattamento ricevuto sul set di It Ends with Us - Siamo noi a dire basta.

Hugh Jackman al 100% a fianco di Ryan Reynolds e Blake Lively nella causa contro Justin Baldoni Hugh Jackman al 100% a fianco di Ryan Reynolds e Blake Lively nella causa contro Justin Baldoni

La difesa di Baldoni ha più volte ribadito che i messaggi pubblicati dal New York Times sono stati scelti accuratamente per mettere in cattiva luce il regista e costruire la propria teoria, anche se Justin e il suo team hanno più volte negato di aver mai pensato a una possibile campagna mediatica contro l'ex protagonista di Gossip Girl, sostenendo in modo deciso: "Il nostro lavoro è essere pronti per qualsiasi scenario, ma non abbiamo dovuto implementare nulla perché internet stava facendo il lavoro al posto nostro".

La replica dei difensori di Reynolds

I documenti dei legali del regista di It Ends with us sostengono che Reynolds fosse a conoscenza che non c'era alcuna strategia ideata contro la moglie, ma ha agito ignorando la verità pur di ottenere i propri scopi, non diffondendo quindi le comunicazioni che dimostrerebbero come non si fosse ideata nessuna campagna diffamatoria, sostenendo dichiarazioni false e ignorando le prove. Gli avvocati di Baldoni sono inoltre convinti che la star canadese fosse in grado di capire che la reazione negativa della stampa nei confronti della moglie fosse legata alla sua decisione di promuovere le sue attività commerciali, come bevande e linee di prodotti per capelli, durante la promozione di un film che parla di violenza domestica.

Gli avvocati di Ryan Reynolds hanno tuttavia replicato che le accuse di diffamazione sono infondate e che l'attore canadese, a differenza di Baldoni che finge solamente di essere un uomo in grado di ascoltare le donne della sua vita, sostiene veramente la moglie da chi l'ha molestata e ha continuato ad attaccarla.