Netflix sembra aver trovato un'altra formula vincente nel true crime. La nuova miniserie The Witness, composta da tre episodi e ispirata a un doloroso caso di cronaca britannica, ha esordito con un risultato non proprio comune: il 100% su Rotten Tomatoes nelle prime recensioni. Un punteggio che, da solo, basta a incuriosire il pubblico, ma che in questo caso arriva insieme a un debutto già fortissimo nelle classifiche globali della piattaforma.
Il nuovo true crime targato Netflix vola su Rotten Tomatoes
Per Netflix, il crime non è certo una novità. Negli ultimi anni la piattaforma ha costruito una parte importante della sua identità proprio intorno a storie vere, casi giudiziari controversi, documentari disturbanti e ricostruzioni capaci di trasformarsi rapidamente in fenomeni da binge watching. The Witness si inserisce perfettamente in questa linea, ma lo fa con un tono che punta meno sul colpo di scena e più sull'impatto emotivo.
Secondo i primi dati riportati da Flixpatrol, la serie è già tra i titoli più seguiti sulla piattaforma a livello mondiale e negli Stati Uniti. Un dato che conferma quanto il pubblico continui a essere attratto da racconti cupi, difficili, ma anche capaci di aprire una riflessione più ampia sulla giustizia, sui media e sulle conseguenze che un crimine lascia sulle persone coinvolte.
Il 100% su Rotten Tomatoes, almeno stando alle prime recensioni inserite nell'aggregatore, mette The Witness in una categoria piuttosto esclusiva. Non capita spesso che una serie crime raggiunga un consenso così netto, soprattutto quando affronta una vicenda reale tanto delicata. Ma proprio in questo sembra trovarsi la forza del progetto: evitare la spettacolarizzazione facile e restituire centralità a chi ha vissuto il trauma in prima persona.
The Witness, la nuova serie è tratta da una storia vera
Diretta da Alex Winckler, già dietro Somewhere Boy, The Witness ricostruisce il caso dell'omicidio di Rachel Nickell, uccisa nel 1992 in un'area verde pubblica mentre si trovava con il figlio piccolo. Una vicenda che sconvolse il Regno Unito non solo per la brutalità del delitto, ma anche per il percorso giudiziario che ne seguì.
La serie prende spunto dal memoir Letting Go di Alex Hanscombe, figlio di Rachel Nickell, e sceglie di guardare la storia attraverso il suo trauma, la crescita segnata da un evento indicibile e il difficile tentativo di trovare una forma di pace. Alex Hanscombe e suo padre André hanno partecipato al progetto come consulenti, un elemento che conferisce alla miniserie un taglio più autentico e personale, privilegiando il punto di vista di chi ha vissuto direttamente la tragedia rispetto all'approccio più distaccato tipico di molte produzioni del genere.
Nel cast, Jordan Bolger interpreta Alex da adulto, portando sullo schermo una figura ferita, complessa, lontana da qualsiasi semplificazione. The Witness non sembra quindi interessata a costruire un racconto consolatorio, ma mostra il peso dell'accaduto, le conseguenze psicologiche e anche gli aspetti più scomodi di un percorso umano attraversato dal dolore.
Netflix affianca alla serie anche un documentario
A rendere ancora più interessante l'operazione è la presenza, sempre su Netflix, del documentario The Murder of Rachel Nickell, pensato come ideale complemento alla miniserie. Da una parte, dunque, la drammatizzazione. Dall'altra, il racconto documentario di un caso che ha lasciato un segno profondo nella cronaca britannica.
È una strategia che Netflix conosce bene, quella di offrire al pubblico più punti d'accesso alla stessa storia, intercettando sia chi cerca una serie costruita con ritmo narrativo sia chi preferisce un approfondimento più vicino ai materiali reali. Una scelta che, in questo caso, sembra aver funzionato subito, visto che anche il documentario sta scalando rapidamente le classifiche della piattaforma.