Lo scontro tra Mark Ruffalo e Paramount si allarga e coinvolge alcuni dei nomi più importanti di Hollywood. Dopo che lo studio ha accusato la star Marvel di aver fatto ricorso a "stereotipi antisemiti" parlando della fusione con Warner Bros. Discovery, oltre 180 personalità ebraiche del cinema, della cultura e del mondo accademico hanno firmato una lettera aperta in sua difesa. Tra loro figurano Joaquin Phoenix, Joel Coen, Jonathan Glazer, Todd Haynes, Hannah Einbinder, Tony Kushner, Emma Seligman e Wallace Shawn.
Mark Ruffalo e Paramount, come è nato lo scontro
La polemica è iniziata il 21 agosto, quando Ruffalo ha pubblicato sui social un duro intervento contro l'operazione Paramount-Warner Bros. Discovery. L'attore ha criticato le possibili conseguenze della concentrazione sul settore audiovisivo e ha collegato la famiglia Ellison, Oracle e il conflitto a Gaza, accusando gli Ellison di complicità nel "genocidio" dei palestinesi.
Nel post Ruffalo aveva condiviso anche un video di Safra Catz, vicepresidente esecutiva di Oracle e componente del consiglio di amministrazione di Paramount, nel quale parlava delle tecnologie utilizzate dall'azienda per aiutare Israele dopo l'attacco terroristico del 7 ottobre 2023.
Paramount ha reagito dichiarandosi preoccupata quando vengono utilizzati "stereotipi antisemiti al presunto servizio di una disputa commerciale". Alle critiche si sono aggiunti il Simon Wiesenthal Center e Creative Community for Peace, mentre un altro gruppo di esponenti dell'industria ha giudicato inaccettabile introdurre antisemitismo, antisionismo o identità ebraica in una discussione su un'operazione societaria semplicemente perché alcune delle persone coinvolte sono ebree.
Ruffalo ha respinto con decisione l'accusa, definendola "sconcertante e fondamentalmente disonesta". L'attore ha poi precisato: "Criticare le azioni del primo ministro israeliano, un contratto per tecnologie militari o i dirigenti che le forniscono non equivale a criticare il popolo ebraico".
Joaquin Phoenix, Joel Coen e oltre 180 personalità ebraiche con Mark Ruffalo
La nuova lettera aperta porta il confronto nel cuore di Hollywood. I firmatari contestano quella che descrivono come una campagna denigratoria fondata su accuse "false e pericolose" di antisemitismo e difendono il diritto di Ruffalo a collegare la politica internazionale alla crescente concentrazione del potere mediatico.
Tra i passaggi più netti si legge che "indicare i legami cruciali tra ciò che sta accadendo a Gaza e ciò che sta accadendo a Hollywood è l'esatto contrario dell'antisemitismo". I firmatari presentano questa presa di posizione come parte di una responsabilità etica legata alla tradizione ebraica.
Hannah Einbinder aveva già ringraziato Mark Ruffalo per aver messo in evidenza il rapporto tra il sostegno tecnologico fornito dagli Ellison a Israele e quella che ha definito la loro "inedita acquisizione di potere nei media". Anche Kenneth Lonergan si era schierato al suo fianco, definendo "palesemente assurda" l'idea che l'attore possa essere antisemita e l'accusa una "menzogna cinica e disgustosa".
Jonathan Glazer ha espresso a sua volta il proprio sostegno: "Definire Mark Ruffalo antisemita perché sta mettendo in discussione un'enorme fusione aziendale non è soltanto assurdo: è un modo pericoloso di mettere a tacere una critica legittima". Il regista ha inoltre ricordato che Ruffalo ha condannato più volte l'antisemitismo, continuando a sostenere i diritti dei palestinesi.
La controversia, quindi, va ormai oltre il singolo intervento dell'attore. Al centro del dibattito ci sono la fusione tra due colossi di Hollywood, il futuro della concentrazione dei media e il confine, sempre più controverso nell'industria americana, tra critica politica e accuse di antisemitismo. Il sostegno di oltre 180 personalità del mondo ebraico e dello spettacolo conferma la rilevanza assunta dal caso nel confronto sul futuro dell'industria cinematografica statunitense.