Marjane Satrapi, morta di "tristezza" l’autrice di Persepolis: il dolore mai superato per il marito

Si è spenta a soli 56 anni l'artista franco-iraniana, divenuta famosa in tutto il mondo grazie a Persepolis, il fumetto poi trasformato nell'omonimo film d'animazione vincitore del Premio della Giuria al Festival di Cannes.

Marjane Satrapi

È morta a 56 anni Marjane Satrapi, autrice di Persepolis e una delle voci più importanti della cultura franco-iraniana contemporanea. La sua scomparsa sarebbe avvenuta, stando a quanto riportato dai media francesi, a causa dell'immensa tristezza dopo la morte del marito Mattias Ripa, produttore, attore e sceneggiatore, avvenuta nell'aprile 2025. Morte dalla quale Satrapi non si sarebbe più ripresa.

Marjane Satrapi morta "di crepacuore" a 56 anni

Un'immagine drammatica del film 'Persepolis'
Persepolis, un'immagine

"Marjane Satrapi è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l'amore della sua vita". Queste la sintetica dichiarazione che la famiglia ha inviato all'agenzia stampa AFP per annunciarne la scomparsa.

Artista, illustratrice e regista iraniana naturalizzata francese, Marjane Satrapi nel corso della sua carriera aveva saputo raccontare la propria esperienza personale fino a renderla una storia universale. Con Persepolis, Satrapi aveva aperto una finestra su un Paese, su una generazione e su un esilio intimo e collettivo, trasformando il bianco e nero del suo tratto in una delle autobiografie più potenti degli ultimi decenni.

Secondo quanto riportato dalla stampa francofona, l'autrice era ricoverata da circa due mesi in una clinica a Monaco di Baviera. Sulla sua pagina Instagram, dopo la morte del marito, era rimasto un messaggio essenziale e devastante: "Perché ho perso l'amore della mia vita". Una frase che oggi suona come un ultimo frammento di quella scrittura asciutta, emotiva e mai retorica che aveva reso il suo lavoro riconoscibile in tutto il mondo.

Dall'Iran al cinema: chi era Marjane Satrapi

Marjane Satrapi
Marjane Satrapi

Nata in Iran e arrivata in Francia nel 1994, Marjane Satrapi era stata naturalizzata francese nel 2006, ma non aveva mai smesso di tenere insieme le sue due appartenenze: quella alla terra d'origine e quella al Paese che le aveva permesso di diventare una delle figure culturali più influenti della diaspora iraniana. Disegnatrice, illustratrice, scrittrice e regista, era considerata accanto ad autrici come Azar Nafisi e Shirin Neshat una delle voci femminili più forti e riconoscibili nel racconto dell'Iran contemporaneo visto dall'esilio.

La fama internazionale era arrivata con Persepolis, fumetto pubblicato in Francia in quattro volumi tra il 2000 e il 2003. L'opera raccontava l'infanzia e la giovinezza dell'autrice durante la rivoluzione islamica e gli anni successivi, intrecciando storia privata e storia politica con una limpidezza rara. Satrapi partiva dal proprio sguardo di bambina e adolescente per raccontare la perdita della libertà, la paura, la famiglia, la ribellione, ma anche l'ironia e la vitalità che sopravvivono persino nei contesti più oppressivi.

Il fumetto diventò un caso editoriale, poi un film d'animazione co-diretto dalla stessa Satrapi e da Vincent Paronnaud. Presentato al Festival di Cannes nel 2007, Persepolis vinse il Premio della Giuria e contribuì a portare la sua storia a un pubblico ancora più vasto. Non era soltanto un adattamento riuscito: era la conferma che il linguaggio dell'animazione poteva farsi cinema d'autore, memoria politica, confessione personale e racconto storico nello stesso momento.

Negli anni successivi Satrapi proseguì anche il suo percorso dietro la macchina da presa, firmando insieme a Paronnaud il film Pollo alle prugne, tratto dall'omonimo graphic novel e presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2011.

Il rifiuto della Légion d'honneur e una voce sempre libera

Satrapi non è stata solo un'artista celebrata. È stata anche una figura pubblica capace di prendere posizione, spesso con parole nette. Promossa al rango di cavaliere della Légion d'honneur, aveva scelto di rifiutare la decorazione chiarendo che il gesto non era rivolto contro la Francia ma contro quella che considerava una politica contraddittoria nei confronti dell'Iran.

L'autrice aveva infatti denunciato il trattamento riservato a giovani iraniani, artisti, dissidenti e persone in cerca di libertà, spesso costretti a scontrarsi con ostacoli burocratici e visti negati, mentre i figli delle élite vicine al potere potevano muoversi con maggiore facilità tra Parigi e le località più esclusive.

La sua morte lascia un vuoto enorme nel fumetto, nel cinema e nella cultura europea. Ma Persepolis resta lì, come una delle opere che hanno cambiato il modo di raccontare l'identità, l'esilio e la memoria. Una storia nata dal dolore e diventata patrimonio di tutti.