Margot Robbie: "Quando sono sul set, penso al pubblico non a ciò che diranno i critici"

Margot Robbie rivendica un'idea di cinema diretta e popolare: pensare sempre al pubblico, mai ai critici. In un'intervista, l'attrice e produttrice racconta il suo metodo, il sodalizio con Emerald Fennell e il valore di film capaci di far discutere.

Una scena con Margot Robbie

C'è chi gira un film immaginando recensioni, voti e festival, e poi c'è Margot Robbie, che dichiara apertamente di pensare solo a chi entrerà in sala. In un'industria spesso paralizzata dal giudizio critico, la sua posizione suona sorprendentemente semplice... e radicale.

La filosofia senza filtri di Margot Robbie

Durante una video-intervista per Vogue Australia, moderata da Joel Edgerton e condivisa con il co-protagonista Jacob Elordi, Margot Robbie ha messo nero su bianco una convinzione che guida tutta la sua carriera: "Penso sempre al pubblico. Non sono mai stata su un set a chiedermi: "Cosa penseranno i critici?"". Al contrario, la domanda che si pone costantemente è un'altra, molto più concreta: "Cosa proverà il pubblico in questo momento? Quale sarà la loro risposta emotiva?".

Un primo piano di Margot Robbie.
Un primo piano di Margot Robbie.

Per Robbie, il cinema è prima di tutto un patto emotivo con chi compra il biglietto. "Credo che si debbano fare film per le persone che andranno a vederli. È davvero così semplice", ha spiegato, con una chiarezza che sembra quasi disarmante in un'epoca in cui il discorso cinematografico è spesso dominato da analisi, letture e sovrastrutture. Non si tratta di rifiutare la critica, ma di non lasciarle il volante creativo.

Questa visione trova una naturale alleata in Emerald Fennell, regista con cui Robbie ha costruito un sodalizio ormai riconoscibile. L'attrice ha prodotto e interpretato tutti i suoi film, da Promising Young Woman a Saltburn, fino all'ultima versione di ''Cime tempestose''. "Amo lavorare con Emerald perché dà sempre priorità all'esperienza emotiva rispetto a un'idea cerebrale", ha sottolineato Robbie. "È molto intelligente, ha idee brillanti, ma sa lasciarne cadere una se ce n'è un'altra che può essere più eccitante per il pubblico".

Una dichiarazione che chiarisce bene il tipo di cinema che le interessa sostenere: non quello che chiede allo spettatore di adeguarsi, ma quello che lo coinvolge, anche a costo di dividere.

Film che spaccano il pubblico (e non chiedono scusa)

Non è un caso che ''Cime tempestose'', diretto da Fennell e interpretato da Robbie ed Elordi nei ruoli di Cathy e Heathcliff, abbia debuttato in cima al box office domestico accompagnato da reazioni polarizzate. Amato e criticato con la stessa intensità, il film è diventato rapidamente un oggetto di discussione. Ed è esattamente questo l'effetto che Robbie cerca. Piaccia o no, l'importante è che il pubblico non resti indifferente.

Margot Robbie Wuthering Heights Cime Tempestose
Cime tempestose: Margot Robbie in abito da sposa

Del resto, anche i precedenti film di Fennell avevano seguito lo stesso destino: Promising Young Woman e Saltburn sono stati titoli capaci di accendere dibattiti, creare schieramenti, dividere lo sguardo degli spettatori. Robbie non solo ne è stata protagonista, ma anche produttrice, assumendosi la responsabilità di sostenere un cinema che non cerca l'unanimità.

Il suo approccio contrasta apertamente con l'ansia che altre star hanno ammesso di provare nel momento dell'uscita di un film. Jennifer Lawrence, ad esempio, ha raccontato a V Magazine quanto possa essere angosciante consegnare al pubblico un progetto amato: "È terribile lavorare duramente su qualcosa, amarlo profondamente e poi rilasciarlo nel mondo, e il mondo rispondere: "Boo! Ti odiamo!"". Un'ansia che, paradossalmente, non scompare nemmeno con l'esperienza o il successo.

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Robbie sembra invece aver trovato un antidoto a quella paura: spostare l'attenzione dal giudizio al contatto. Pensare al pubblico come a un interlocutore vivo, non come a una giuria. In questo senso, la sua idea di cinema è meno strategica e più istintiva, quasi artigianale: costruire emozioni, non tesi; reazioni, non consensi.