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Manetti Bros: "il cinema di genere non dovrebbe esistere"

Più volte abbiamo cercato di capire, durante il nostro Ultrapop Festival, qual è il problema dei film di genere: ecco cosa hanno detto i Manetti Bros.

NOTIZIA di 21/07/2020

Sul nostro Ultrapop Festival si è discusso a lungo in merito ai film di genere in Italia e i Manetti Bros. hanno dato un'opinione interessante in merito.

Ammore e Malavita: Carlo Buccirosso e Claudia Gerini in una scena del film
Ammore e Malavita: Carlo Buccirosso e Claudia Gerini in una scena del film

"I film di genere non dovrebbero esistere, sono sopravvalutati" - ha iniziato così Marco Manetti, precisando subito sul nostro canale Twitch - "nel senso che il genere dovrebbe dare soltanto un'idea, un target, su come mettere i film sugli scaffali. Al cinema, le storie sono più importanti del genere. Guardate noi: noi non ci sentiamo "innovatori". Noi siamo sperimentatori, forse anche incoscienti, non abbiamo generi nei nostri film, mescoliamo quello che ci piace, anche fosse il musical al tema della mafia, come abbiam fatto con Ammore e malavita. Credete che gli americani si pongano il problema di dare un genere agli Avengers e ai film della Marvel? A loro non interessa se è fantasy o altro, loro realizzano il film e basta."

"Questo discorso del film di genere è un problema italiano" - ha continuato Marco - "Sono i critici e gli autori che sono ossessionati dal "genere", a me piacerebbe rigirare questa ossessione e parlare solo di "storie", noi registi dovremmo soltanto pensare a intrattenere il pubblico coi nostri film e farlo divertire, divertendoci."

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"Ci sono altre sedi per parlare di argomenti "politici", al cinema dobbiamo parlare di emozioni" - ha continuato Antonio Manetti - "di TUTTE le emozioni: rabbia, passione, amore, volendo possiamo raccontare anche una storia politica, come quella sul razzismo. Ma soltanto se vogliamo farlo, non perché vogliamo schierarci o seguire un'onda. L'intrattenimento può essere elegante o ignorante, ma il fine dev'essere sempre lo stesso: divertirsi. Noi siamo a difesa di questo "genere" di cinema."