Risate e applausi per The Last Viking, sesta collaborazione tra Mads Mikkelsen e il regista e sceneggiatore Anders Thomas Jensen. Nei panni di un adulto mentalmente instabile che ruba cani e si fa chiamare John Lennon, Mikkelsen risulta irresistibile nella scatenata action comedy firmata da Jensen. In questo caso le irresistibili gag e le altrettanto ispirate performance del cast danese servono a veicolare un messaggio più profondo in un film che parla di famiglia, di traumi infantili, di perdita, di rimozione del dolore e di ricerca del proprio posto nel mondo.
"Ogni volta che Anders Thomas Jensen mi chiama so già che dirò di sì perché è capace di creare personaggi estremi, che siano villain o bravi ragazzi" ammette Mikkelsen. "Thomas fa film che non fa nessuno, sono molto poetici, belli e folli, combinazione che non si trova spesso. Sono orgoglioso di poter lavorare con lui".
Presentato nel Fuori Concorso di Venezia 2025, The Last Viking vede Nikolaj Lie Kaas nei panni di un criminale che affida al fratello disabile mentale la refurtiva di un colpo prima di essere arrestato. Quindi anni dopo, scontata la pena esce di prigione e torna a casa per recuperare il denaro, ma il fratello non sembra intenzionato ad assecondarlo dando il via a una serie di disastri.
"Quando interpreti una commedia devi trovare un equilibro, devi sapere essere serio nei momenti seri anche se interpreti scene ridicole o folli" prosegue l'attore danese. "La follia di questa storia è nel copione, ma sul set i momenti comici venivano presi molto seriamente. Devi credere a tutto ciò che ti circonda, alle regole di quel mondo. L'importante è restare sempre nel personaggio".

La commedia come strumenti per raccontare i traumi del subconscio
Temi come identità, traumi infantili e legami familiari sono cari a Anders Thomas Jensen. Il regista ammette di aver fatto ricerche al riguardo per tutta la vita e di aver messo molto di suo nel film pur senza far riferimento a fatti autobiografici, anzi, estremizzando le situazioni alla ricerca della risata. "Ho fatto leggere il copione a uno psichiatra e a uno psicologico e hanno ammesso che potrebbe esistere una reazione al trauma di questo tipo, anche se è tutto descritto in chiave divertente" spiega. "Questa è una crisi umana, i miei sono personaggi devastati, solo che ognuno ha reagito al dolore in modo diverso".
Nel film, vista l'ossessione del personaggio di Mikkelsen per John Lennon, anche la musica assume un ruolo centrale. Senza raccontare troppo possiamo anticipare che in uno dei momenti più esilaranti si accende il dibattito tra i sostenitori dei Beatles e quelli degli Abba. Interrogato su chi preferisce tra le due band, Mads Mikkelsen non si sbilancia e risponde salomonicamente: "Amo l'acqua e amo la Coca Cola, ma in in momenti diversi". Interviene il regista specificando che "gli intellettuali amano i Beatles e non gli Abba, che sono considerati una band più commerciale, soprattutto in Scandinavia. Ma qui non stiamo parlando di sport, la musica è arte, non ci deve essere competizione tra chi preferisce l'una band o l'altra. Io, per esempio, li amo entrambi".