Lucania - Terra Sangue e Magia, in esclusiva una clip del film e l'intervista al regista

Lucania - Terra Sangue e Magia diretto da Gigi Roccati uscirà al cinema il 30 maggio, in esclusiva per Movieplayer una clip del film ed un'intervista di Valentina D'amico con il regista.

NOTIZIA di PATRIZIO MARINO 13/05/2019

Lucania - Terra Sangue e Magia è un film diretto da Gigi Roccati e interpretato da Joe Capalbo ed Angela Fontana, premiata per questo ruolo al 52° WorldFest Houston International Film Festival. Il film uscirà nelle nostre sale il prossimo 30 maggio.

La trama di Lucania - Terra Sangue e Magia vede protagonisti Rocco e Lucia, un padre severo che lotta per difendere la terra a cui è legato e sua figlia Lucia, una ragazza selvatica muta dalla morte della madre Argenzia della quale riesce a vedere e sentire l'anima. Il padre credendola pazza la sottopone ai riti di guarigione di una maga contadina. Ma quando Rocco respinge l'offerta di Carmine, un autotrasportatore che gli offre di seppellire rifiuti tossici nella propria terra in cambio di denaro, e per reagire a un'aggressione ammazza uno dei suoi uomini. Padre e figlia sono costretti a fuggire a piedi per la natura misteriosa di una terra dura e morente, dove Rocco cercherà la sua redenzione e Lucia, costretta ad abbandonare il ricordo di sua madre ritroverà nuovamente la voce per diventare finalmente donna, e sul finale aiuterà così anche suo padre.

Joe Capalbo è stato scelto per interpretare Rocco mentre il ruolo di Lucia è stato affidato ad Angela Fontana, una delle due gemelle di Indivisibili. Pippo Delbono è Carmine, Maia Morgenstern veste i panni di Argenzia. Gigi Roccati è il regista di Lucania autore anche della sceneggiatura insieme a Carlo Longo, Davide Manuli e Gino Ventriglia.

Lucania - Terra Sangue e Magia è stato presentato lo scorso 30 aprile al Bif&st. Il film ha recentemente vinto tre importanti premi al 52° WorldFest Houston International Film Festival, il festival più antico d'America. Tra i riconoscimenti al film, Angela Fontana ha vinto quello come Miglior attrice protagonista. Il film è stato prodotto da FABRIQUE ENTERTAINMENT in associazione con MOLIWOOD FILMS e in collaborazione con RAI CINEMA e sarà distribuito dal prossimo 30 maggio al cinema da 102 DISTRIBUTION. Oggi vi presentiamo in esclusiva una video clip inedita del film nella quale Rocco fa sapere alla figlia Lucia di aver contattato la maga Rosina.

In Esclusiva per Movieplayer la nostra Valentina D'Amico ha intervistato il regista Gigi Roccati.

Spesso e volentieri il Meridione sul grande schermo funge da location di storie arcaiche, intrise nel folclore, come La terra di Sergio Rubini o il recente Capri-Revolution, oppure è teatro di storie di mafia, camorra e criminalità. Lucania fonde i due temi elaborandoli in modo personale. Come mai questa scelta? Come è nata la storia?

Lucania è una storia antica nel mondo contemporaneo che affronta il tema universale della preservazione del pianeta, raccontando l'eterna lotta di un uomo che difende la propria terra dalla mano distruttiva di chi la inquina. Mettendo in stretta relazione i personaggi con il paesaggio cui appartengono, in un'avventura radicata nella natura delle terre alte. Un film drammatico che ha una speranza, incarnata da una ragazza muta che riacquista la voce in un viaggio di formazione.

L'idea nasce dall'amicizia con l'attore Giovanni Capalbo che con la sua società Fabrique Entertainment aveva creato le premesse produttive - concretizzate poi dall'ingresso di Moliwood Films e la collaborazione con Rai Cinema - per realizzare un film nella sua terra natia, mosso da tre linee guida scatenanti: un viaggio a piedi attraverso la Lucania, la morte del mondo contadino così come l'abbiamo conosciuto, un credo magico che tuttavia sopravvive nei territori rurali. Insieme a Carlo Longo abbiamo scritto viaggiando in location, lontani dalle città, verificando urgenze e bisogni della gente che andavamo cercando. Il mio background di documentarista mi ha portato a realizzare interviste e la tematica ambientale è esplosa come rottura del patto sociale tra gli uomini e la terra. Altro tema evidente era lo scontro generazionale tra il desiderio di libertà dei giovani ed un impianto familiare patriarcale, legato alla tradizione. Abbiamo riportato i temi del film dentro l'anima dei personaggi e in ogni snodo della trama, mantenendo sempre la natura come altro protagonista, specchio della natura umana. Così la storia è diventata quella di un contadino che difende la propria terra fino all'estremo sacrificio e di sua figlia adolescente, selvatica e muta dalla morte della madre, che ha il dono di vedere e sentirne l'anima nel presente. Una giovane che nella fuga disperata insieme a un padre colpevole di omicidio diventa donna.

Come hai sviluppato il rapporto padre - figlia a fronte di un'importante assenza, quella materna?

Il conflitto è il motore di ogni racconto e Lucania comincia con il rapporto difficile tra un padre severo ed una figlia ribelle, che vivono isolati tra le montagne condividendo il ricordo doloroso di una moglie e madre morta anni prima. Figura femminile poderosa, che conosciamo grazie al dono di Lucia, Argenzia è interpretata da Maia Morgenstern, la Madonna de La passione di Cristo di Mel Gibson, già protagonista de "Lo Sguardo di Ulisse" di Theo Anghelopoulos". Dalla scrittura al lavoro con gli attori, ognuno di noi ha contribuito alla drammaturgia con il proprio vissuto, così l'interpretazione del vuoto lasciato da una persona importante e fortemente amata, si colma di parole e gesti ancora vividi nella memoria. Argenzia esiste come entità presente nella solitudine di Lucia, appare nei luoghi del quotidiano dove aveva vissuto: attraverso uno specchio o davanti al focolare. E' l'onirico, la spiritualità che si manifesta nel silenzio. Costretti ad abbandonare la propria casa Rocco e Lucia intraprendono un cammino di scoperta e redenzione attraverso la bellezza di una natura rigogliosa, e poi la durezza di una terra morente, dove la ragazza dovrà abbandonare il ricordo di sua madre per aiutare il padre aggravato dal fardello della colpa. Nella solitudine cosmica dei giorni e delle notti trascorse all'aperto, guardiamo il mondo con i loro occhi, alternando il punto di vista ieratico di Rocco a quello fervente di passione della figlia. Il primo taciturno, brutale, compassionevole. Lucia capace di risvegliare l'anima della Terra, che si incarna in lei, nella sua danza, fascino selvaggio di madre e dea. Padre e figlia si riconciliano nel bisogno e nella difficoltà, il loro amore è identità che diventa strumento ereditario per affrontare il futuro.

Come è stato scelto il cast, in particolare Angela Fontana e Pippo Delbono?

La scelta delle locations ed il casting sono durati due anni, perché abbiamo ritenuto doveroso selezionare luoghi e volti emblematici, aderenti alla narrazione, unendo persone della realtà ed attori del territorio, con un cast internazionale. La composizione di quest'ultimo eredita l'esperienza attoriale di Capalbo: così Maia e Marco Leonardi, Hristo Jivkov e Pippo Del Bono, che nel film interpreta un uomo del nord trapiantato in Lucania. Un piccolo imprenditore di autotrasporti che muovendosi nell'illecito scatena una faida che diventa caccia e motore del racconto. Sono felice di aver lavorato con Pippo per la grande umanità che dona ai "villain". Sul ruolo della protagonista abbiamo sostenuto insieme a Joe oltre centocinquanta provini e trenta call-back con esiti positivi. Poi a Parigi, mentre presentavo il mio film Babylon Sisters, vidi Indivisibili e conobbi Edoardo De Angelis a cui chiesi il contatto delle gemelle. Sia Marianna che Angela ci regalarono un'audizione potente. Angela si era emozionata, aveva in se il personaggio: il suo mondo interiore e la terra che rappresenta. Non avemmo dubbi, avevamo trovato Lucia !

Il road movie è un genere molto frequentato, quali sono stati i modelli di riferimento? E le difficoltà nel girare in esterni in zone impervie?

Terrence Malick, Ingmar Bergman, Sergio Leone e gli indipendenti contemporanei Americani. Per filmare questo avventura, che è stata definita un "western d'alta quota", ho inteso un linguaggio rigoroso ma pieno di energia, sfumando la linea di confine fra uomini e natura, in una dimensione di "realismo magico". Con una struttura articolata intorno alla fuga a piedi dei due protagonisti, lontano da strade battute e sentieri tracciati, l'idea è stata alternare carrelli dritti sui personaggi per aumentare la tensione, con una macchina da presa a spalla che si muove insieme a loro a 360 gradi. Insieme al Direttore della Fotografia Salvatore Landi abbiamo lavorato con gli attori in scena il maggior tempo possibile per studiare con attenzione la coreografia tra i movimenti ed il flusso naturale della narrazione in un territorio ostile, foreste e boschi d'alta montagna. L'intenzione è stata risolvere ogni scena con poche inquadrature i cui incroci sono pensati con attenzione, in modo da raggiungere un senso di realismo e continuità nella performance, per sostenere il crescendo di emozioni. Prediligendo la luce naturale sugli esterni e nelle scene notturne alla luce del fuoco, con illuminazione cinematografica mascherata dagli elementi naturali. Filmando in locations impervie dove il silenzio regna sovrano, i suoni della natura, diventano parte integrante della narrazione, anche spirituale, che vogliamo trasmettere attraverso l'opera dell'interno film. In altre parole, abbiamo evitato un montaggio serrato, per produrre un'esperienza diretta all'essenza di ogni scena.

Il tema della difesa della terra, della vita rurale, oggi non compare molto spesso al cinema. Lucania offre uno sguardo nostalgico su un passato idilliaco o vuole raccontarci il presente e la contemporaneità filtrandoli attraverso questo filtro arcaico? Quale è il messaggio contenuto nel film?

Un mondo dei vinti in cui si accende una luce di speranza: una giovane muta che ritrova la voce e assiste allo scontro fatale tra suo padre contadino e chi ne vuole avvelenare i campi, in un viaggio commovente intriso di magia e redenzione. Una lotta tra due padri fino all'estremo sacrificio. Un mondo antico che scompare ed una modernità senza futuro, da cui Lucia emerge indomabile e forte come la propria terra, che si racconta con parole epiche e briganti, per affermare che la bellezza sta nel futuro "dove batte un cuore antico".