Julianne Moore e Anna Faris parlano di Toback e del sessimo a Hollywood

Le due star hanno condiviso rispettivamente la loro esperienza con il regista accusato da oltre duecento donne di molestie e con un filmmaker attento più all'aspetto fisico che al talento.

Lo scandalo degli abusi e delle molestie sessuali a Hollywood sta continuando a espandersi e, dopo quello di Harvey Weinstein, stanno emergendo sulla stampa nuovi casi che coinvolgono star e aspiranti attrici.
Julianne Moore ha ad esempio condiviso online i dettagli del suo incontro con il regista James Toback avvenuto negli anni Ottanta, confermando le testimonianze di oltre 200 donne che in questi giorni lo hanno accusato di molestie sessuali.
Il premio Oscar ha scritto infatti su Twitter che il filmmaker le si è avvicinato mentre era a New York per proporle un'audizione e invitandola nel suo appartamento. Julianne ha rifiutato e un mese dopo ha incrociato di nuovo Toback che le ha posto le stesse domande, portandola a chiedergli: "Non ti ricordi che me l'hai già chiesto?".

Il regista, secondo quanto riportato dalle donne che hanno condiviso la loro esperienza, avvicinava le potenziali vittime per strada o nei parchi di New York e Los Angeles e, dopo aver elencato i suoi successi e le star che avevano lavorato con lui, le invitava nella sua stanza di hotel o in un appartamento per parlare di un potenziale ruolo in uno dei suoi progetti. Toback, in realtà, non appena era solo con loro poneva delle domande esplicite e atti sessuali in loro presenza.

S(ex) List: una buffa Anna Faris in una scena del film

Anna Faris, invece, nel suo podcast Unqualified ha raccontato quanto accadutole sul set di uno dei suoi primi film: "Stavo girando una scena in cui ero in cima a una scala e dovevo fingere di prendere dei libri da uno degli scaffali. Il regista si è avvincinato e mi ha dato una pacca sul sedere davanti a tutta la troupe, e tutto quello che potevo fare era ridacchiare. Mi ricordo di essermi guardata intorno e aver visto i membri della troupe con un'espressione tipo 'Aspetta, cosa farai? Sembrava strano'. E ho lasciato stare. Ho pensato 'Non è niente di importante. Non è qualcosa di serio. Fatti forza Faris, semplicemente ridacchia. Ma mi ha fatto sentire piccola. Non avrebbe mai fatto una cosa simile al protagonista maschile".

La star della serie Mom ha quindi aggiunto che spesso le donne hanno la tendenza a reagire ridendo di fronte a dei comportamenti sessisti come meccanismo per difendersi: "Se facessimo qualcosa di diverso saremmo etichettate come stronze o difficili. E quello nelle migliori delle ipotesi. Immagino che ciò che faccio io è ridere. Mette tutti a proprio agio. E' la modalità di difesa che utilizzi".

Lo stesso regista che si era comportato in quel modo, inoltre, aveva svelato che uno dei motivi per cui l'aveva assunta era perché aveva delle belle gambe: "E per me è un grande complimento. Mi piacciono le mia gambe. Ma ha in un certo senso plasmato la mia intera esperienza con quel progetto. Non credo che il protagonista maschile fosse stato assunto perché aveva delle gambe grandiose. Quindi mi sono sentita assunta solo per l'aspetto fisico, non grazie al mio talento".

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