James Cameron ricorda i primi due film che lo hanno fatto ridere e spaventare al cinema

Empire ha riportato il saggio in cui James Cameron ricorda le scene memorabili dei due film che lo hanno fatto ridere e spaventare per la prima volta al cinema.

NOTIZIA di 17/05/2021

James Cameron ha ricordato le scene memorabili dei due film che per la prima volta lo hanno fatto ridere e spaventare al cinema, ovvero Gli occhi della notte e Butch Cassidy.

Titanic in 3D: Kate Winslet, Leonardo DiCaprio e James Cameron sul set di Titanic
Titanic in 3D: Kate Winslet, Leonardo DiCaprio e James Cameron sul set di Titanic

In occasione della riapertura di tutti i cinema nel Regno Unito, Empire ha presentato una serie di saggi tratti dal numero Greatest Cinema Moments Ever, in cui alcune tra le maggiori personalità di Hollywood parlano delle loro esperienze più memorabili all'interno della sala. Per quanto riguarda James Cameron, il regista canadese ha citato Gli occhi della notte e Butch Cassidy.

La locandina di Gli occhi della notte
La locandina di Gli occhi della notte

"La reazione del pubblico più viscerale che ricordo dei miei primi anni di cinema è lo spavento provocato da Gli occhi della notte", ha detto Cameron, aggiungendo: "Le persone possono parlare di Alien o di Psycho o di qualsiasi altra cosa tutto il giorno, ma la scena che ricordo che ha davvero scosso le persone è stata quella in cui Alan Arkin, l'assassino, presumibilmente morto, salta fuori dall'oscurità e afferra la povera Susy Hendrix, la donna cieca interpretata da Audrey Hepburn. Naturalmente, in questo caso c'era un sottofondo musicale ormai classico: una singola, enorme strimpellata di corde di pianoforte che sembrava una scossa elettrica lungo la colonna vertebrale".

Bucth Cassidy and the Sundance Kid: i protagonisti Paul Newman e Robert Redford
Bucth Cassidy and the Sundance Kid: i protagonisti Paul Newman e Robert Redford

Il regista di Avatar ha continuato a descrivere la reazione delle persone di fronte a quella scena: "L'intero pubblico è sobbalzato, sbattendo all'indietro sulle poltrone e urlando come ragazzine, me compreso. Era fisico, involontario, universale e perfettamente sincronizzato. Ed è stata la prima volta che ho capito davvero il potere viscerale del cinema. Ero al Princess Theatre di Niagara Falls, in Canada, probabilmente nel 1968. Avevo 14 anni. Certo, quando lo vedi ora sembra docile rispetto a tutto ciò che è stato fatto in mezzo secolo da allora, anche se rimane ancora da ammirare il modo in cui la tensione si avvolge silenziosamente sempre più forte fino al culmine. È interessante notare che ho rivisto il film un anno dopo al drive-in e ricordo chiaramente le urla soffocate provenienti da tutte le auto".

Passando dalla paura alle risate, James Cameron ha ricordato anche il primo film che lo ha fatto ridere di gusto mentre si trovava in sala, ovvero Butch Cassidy, scritto da William Goldman e diretto da George Roy Hill. "Ricordo la scena in cui i due protagonisti sono intrappolati su una scogliera, con la banda nemica che si avvicina, e non hanno altra scelta che saltare 30 metri più in basso in una rapida. Robert Redford dice che non lo farà, ammettendo di non saper nuotare. Paul Newman getta indietro la testa e ride fragorosamente, dicendo 'Diavolo, probabilmente sarà la caduta ad ucciderti!'. E alla fine saltano insieme, urlando 'Shiiiiiiiiiit' fino in fondo".

Il regista di Titanic ha infine ricordato un'altra scena del medesimo film del 1969. "Un altro momento dello stesso film: i due protagonisti stanno rapinando un treno, stanno per far saltare in aria questa enorme cassaforte, e Newman dice a Redford 'Pensi di aver usato abbastanza dinamite?', e subito dopo l'intero vagone merci esplode in fiamme, lanciando due stuntman direttamente verso la telecamera in una raffica di schegge. Di gran lunga l'acrobazia esplosiva più drammatica fatta fino a quel momento al cinema", ha detto Cameron, concludendo quindi il saggio con le seguenti parole: "Stesso cinema, stessa città. Lo stesso giovane cervello impressionabile. Da allora ho riso di più nei cinema (C'è una scena di Borat che dopo tre proiezioni non sono riuscito a vedere bene a causa delle lacrime agli occhi), ma quella doppia scena del 1969 rimane un bel ricordo".