Ian McKellen ha voluto elogiare Johnny Depp dopo aver lavorato insieme in Ebenezer: A Christmas Carol. Tra entusiasmo e ironia, l'attore racconta un set sorprendentemente armonioso mentre Depp si prepara al suo ritorno nel cinema mainstream.
Un set, un incontro tra McKellen e Depp
Le parole di Ian McKellen non lasciano spazio a interpretazioni: "Mi sono innamorato di lui". Il riferimento è a Johnny Depp, protagonista del nuovo adattamento di Ebenezer: A Christmas Carol, diretto da Ti West. Un'affermazione che, più che un'esagerazione, sembra restituire il clima di un set dove l'alchimia tra attori ha giocato un ruolo centrale.
McKellen descrive Depp con una serie di contrasti che diventano quasi una definizione artistica: "È in splendida forma. Effervescente, divertente, irriverente, serio, tutto allo stesso tempo". Una presenza che, a suo dire, ha reso l'esperienza di lavoro sorprendentemente fluida e coinvolgente. "È stato quasi un innamoramento collettivo. È molto disponibile con gli altri attori. C'era una sensazione meravigliosa sul set", aggiunge, restituendo l'immagine di un ambiente creativo in cui le dinamiche personali hanno amplificato quelle professionali.
Nel film, Depp interpreta Ebenezer Scrooge, mentre McKellen veste i panni di Jacob Marley, il fantasma che incarna il peso del passato. "Sono solo sei giorni di riprese, ma ne è valsa assolutamente la pena. Interpreto un fantasma!", racconta con un'ironia che alleggerisce il tono e rivela il piacere di tornare a giocare con il proprio mestiere.
Il cast include anche Rupert Grint, Andrea Riseborough e Tramell Tillman, contribuendo a costruire un ensemble che punta a rileggere il classico natalizio con uno sguardo contemporaneo.
Il ritorno di Depp e il peso del tempo sul grande schermo
Il progetto segna un momento significativo nella carriera di Depp, che torna a un ruolo hollywoodiano di primo piano dopo quasi otto anni. L'ultima apparizione in una grande produzione risale a Fantastic Beasts: The Crimes of Grindelwald (2018), prima di un periodo segnato da controversie legali e da una presenza più defilata nel cinema indipendente europeo, con titoli come Minamata e Jeanne du Barry.
Questo ritorno non è solo una questione di visibilità, ma di percezione. Le parole di McKellen contribuiscono a ridefinire l'immagine pubblica dell'attore, spostando l'attenzione dal passato recente a una rinnovata centralità artistica. In parallelo, Depp è atteso anche in Day Drinker, diretto da Marc Webb e interpretato insieme a Penélope Cruz, ulteriore segnale di un percorso che punta a ricostruire una presenza stabile nel panorama internazionale.
Nel frattempo, McKellen guarda avanti con un progetto completamente diverso: The Christophers, dark comedy diretta da Steven Soderbergh. Qui interpreta un pittore anziano e ormai distante dai propri figli, coinvolto in una vicenda che mescola arte, eredità e identità. "Non collego davvero la mia vita alla sua, se non per il fatto che sta invecchiando e io sono vecchio", osserva con lucidità. "Il futuro è incerto... anzi no, è certo: morirò".
Una riflessione che aggiunge profondità al racconto, trasformando un'intervista promozionale in qualcosa di più stratificato. Tra entusiasmo per il presente e consapevolezza del tempo che passa, emerge un filo comune: il cinema come spazio in cui le relazioni - umane prima ancora che artistiche - continuano a fare la differenza.