Hugh Jackman "spoilera" il finale di The Death of Robin Hood condividendo le morti dei suoi personaggi

Mancano pochi giorni all'arrivo nelle sale di The Death of Robin Hood, ma Hugh Jackman potrebbe aver già svelato il finale del film, in un modo del tutto ironico e "a modo suo".

Un ritratto di Hugh Jackman nei panni di Robin Hood

Hugh Jackman ha pubblicato sui social un video che raccoglie le morti più celebri dei suoi personaggi cinematografici, per poi chiudere con una battuta che sembra anticipare il destino del protagonista di The Death of Robin Hood.

Una battuta alla Jackman

Mancano pochi giorni all'arrivo nelle sale americane (in Italia lo attendiamo il 13 agosto) di The Death of Robin Hood, ma Hugh Jackman potrebbe aver già svelato il finale del film. O almeno quello che davvero alcuni non avevano capito dal titolo.

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Con l'ultimo post, con il tono ironico che da anni caratterizza la sua comunicazione pubblica, Jackman ha condiviso un video che ripercorre alcune delle morti più memorabili della sua carriera cinematografica. Una sorta di viaggio attraverso personaggi amatissimi dal pubblico che, in un modo o nell'altro, non sono arrivati vivi ai titoli di coda.

Il montaggio attraversa film molto diversi tra loro, da Les Misérables a The Prestige, passando per Pan, Free Guy, The Fountain e soprattutto Logan, uno dei ruoli più iconici dell'attore australiano. Poi arriva l'ultima inquadratura. Una scena tratta proprio da The Death of Robin Hood, accompagnata da una domanda tanto semplice quanto sospetta: "Come finirà la sua storia?"

La risposta arriva immediatamente nella didascalia. "Spoiler alert... muore." Se ci fermiamo un attimo a riflettere, il presunto spoiler non è poi così clamoroso. Il film diretto da Michael Sarnoski prende infatti ispirazione da Robin Hood's Death, antica ballata del XVII secolo che racconta proprio gli ultimi giorni del celebre fuorilegge inglese.

L'opera originale ruota attorno al tradimento subito da Robin Hood e alla sua morte, trasformando la leggenda dell'eroe di Sherwood in una riflessione malinconica sul tempo, sulla colpa e sull'eredità lasciata dietro di sé. In questo senso, il titolo stesso del film lascia ben poco spazio ai dubbi.

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Più che rivelare un colpo di scena, Jackman sembra essersi divertito a giocare con qualcosa che il pubblico conosce già, utilizzando il tema della morte come filo conduttore della propria carriera cinematografica. Un approccio perfettamente in linea con il suo stile comunicativo, spesso costruito sull'autoironia e sulla capacità di scherzare persino sui momenti più drammatici dei suoi personaggi.

Un Robin Hood lontano dalle versioni tradizionali

Se il destino del protagonista appare già scritto, il vero elemento di interesse del film sembra essere il modo in cui quella storia verrà raccontata. The Death of Robin Hood si allontana infatti dalle classiche avventure dell'arciere ribelle per concentrarsi sugli ultimi capitoli della sua esistenza.

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Uno scatto con Hugh Jackman

Jackman interpreta un Robin ormai anziano e gravemente ferito, costretto a fare i conti con le conseguenze delle proprie azioni e con una vita trascorsa tra violenza, furti e sangue. Al centro della narrazione ci sarà anche l'incontro con una donna misteriosa che si prende cura di lui durante i suoi ultimi giorni, mentre il protagonista riflette sul proprio passato e sul significato delle scelte compiute.

Per molti osservatori, il progetto ricorda da vicino lo spirito di Logan. Anche in quel caso Jackman interpretava un eroe consumato dal tempo, costretto ad affrontare la fine della propria leggenda.

Accanto a Jackman troviamo un cast particolarmente ricco. Jodie Comer interpreta Sister Brigid, figura centrale nella vicenda, mentre Bill Skarsgård veste i panni di Little John. Nel film compaiono anche Murray Bartlett e Noah Jupe, chiamati a dare vita a personaggi che accompagneranno il protagonista lungo il suo ultimo viaggio.

La regia è affidata a Michael Sarnoski, autore che negli ultimi anni ha attirato l'attenzione della critica grazie alla sua capacità di raccontare storie intime e profondamente emotive all'interno di contesti apparentemente lontani dal dramma tradizionale.

Che il finale sia davvero stato spoilerato oppure no, una cosa appare evidente: Hugh Jackman è riuscito ancora una volta a trasformare la promozione di un film in un piccolo spettacolo a sé.