La serie live-action di God of War per Prime Video ha scelto il suo Kratos: sarà Ryan Hurst, già apprezzato attore e gamer di lungo corso. Lo storico interprete vocal di Kratos, Christopher Judge, è entusiasta del passaggio di testimone.
Christopher Judge benedice l'erede
Nel mondo videoludico moderno, pochi doppiatori hanno raggiunto un'identificazione così forte con un personaggio quanto Christopher Judge con Kratos. La sua voce roca, cupa e carica di un'umanità lacerata è diventata lo standard emotivo delle iterazioni più recenti del franchise, da God of War (2018) a God of War: Ragnarok. Che Judge commentasse il nuovo casting era dunque inevitabile, quasi un rito di passaggio.
Durante un intervento al Fan Expo di New Orleans, Judge è intervenuto direttamente sul tema, spiegando quali fossero le sue priorità sul successore: "Tutto ciò che volevo da chiunque fosse stato scelto per il ruolo di Kratos era che amasse, amasse e rispettasse Kratos tanto quanto lo amiamo tutti noi". Parole chiare, da custode affettivo del personaggio. E la conclusione è un'investitura senza esitazioni: "E con Ryan Hurst, ci sono riusciti. È una scelta magnifica".
Judge, però, non si è fermato all'apprezzamento artistico. Ha specificato che Hurst "non è solo un grande attore, ma anche una grande persona e un videogiocatore che ha giocato a God of War fin dal suo inizio". Un dettaglio che pesa, perché connette Hurst non solo al mestiere, ma alla cultura del personaggio, alle sue evoluzioni, ai suoi silenzi e ai suoi lutti. Judge ha chiuso con un messaggio quasi paterno: "Quindi, complimenti. Hai un fantastico Kratos live-action. Spacca, Ryan". Una benedizione che ha il sapore di un passaggio di Leviatano, non solo di testimone.
La serie Prime Video tra aspettative altissime
Con l'appoggio del Kratos-videoludico e un casting solido, la domanda ora è: cosa aspettarsi dalla serie? Prime Video ha ordinato due stagioni, segnale non banale di fiducia nel progetto, che seguirà la linea narrativa dei titoli più recenti: il viaggio di Kratos e Atreus attraverso i regni norreni, lontano dalle tempeste sanguinarie dell'Olimpo ma non per questo meno crudele.
L'architettura creativa è affidata a un nome importante della fantascienza televisiva: Ronald D. Moore, veterano di Battlestar Galactica, mentre i primi due episodi sono diretti da Frederick E.O. Toye, regista dietro Fallout. Una combinazione che fa pensare a un approccio più vicino alla gestione narrativa introspettiva che ha caratterizzato le ultime trasposizioni seriali di proprietà videoludiche.
Per ora non c'è una data di uscita, ma il cantiere è in moto e le aspettative altissime: il pubblico PlayStation non perdona, e le trasposizioni videoludiche vivono un momento storico in cui non basta "riconoscere i personaggi". Serve comprendere ciò che li muove. Il fatto che l'ex Kratos benedica il nuovo è già un eccellente punto di partenza. Ora la palla - e l'ascia - passano a Ryan Hurst.