Mentre tieni banco sui media la notizia del rifiuto dei fondi pubblici per il cinema, Giulio Regeni - Tutto il male del mondo torna nelle sale di tutta Italia. Questa è la risposta di Domenico Procacci e del team produttivo alla decisione del Ministero della Cultura di escludere l'opera dai finanziamenti per le opere cinematografiche.
Il docufilm diretto da Simone Manetti, prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, torna così a ricostruire gli ultimi giorni di vita di Giulio Regeni grazie alle immagini riprese da telecamere nascoste di chi "teneva d'occhio" il ricercatore in Egitto e grazie alle numerose interviste raccolte.
Come e dove vedere Giulio Regeni - Tutto il male del mondo
Sono più di 60 le sale, anche grazie al sostegno di Circuito Cinema, che hanno deciso di riprogrammare il documentario, a partire dalle città di Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze, dove sarà in programmazione da oggi. La nostra recensione di Giulio Regeni - Tutto il male del mondo analizza la pellicola di Simone Manetti, uscita come evento il 2, 3 e 4 febbraio scorso in occasione dei dieci anni dalla uccisione del ricercatore italiano ritrovato nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2015.
Scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, prodotto da Ganesh Produzioni e Fandango, è il primo documentario che ricostruisce chi era Giulio Regeni e perché si trovava in Egitto, oltre a documentare le sofferenze subite prima della morte nel processo che ha ricostruito il sequestro, le torture e l'omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016. A raccontare la storia di Giulio, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi., che lottano per arrivare alla verità e avere giustizia sfidando la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi. Al loro fianco Alessandra Ballerini, l'avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana.
Perché Giulio Regeni - Tutto il male del mondo non ha ottenuto i finanziamenti ministeriali per il cinema?
Il mancato sostegno al documentario su Giulio Regeni è diventato un caso politico. Il PD ha presentato un'interrogazione parlamentare invitando il ministro della Cultura Alessandro Giuli a giustificare il no all'opera, per altro già finita e apprezzata pubblicamente che, a quanto pare, non risponderebbe ai criteri di qualità artistica e non racconterebbe la realtà italiana. Il caso ha provocato la dimissione di due membri della Commissione che assegna i finanziamenti: il critico Paolo Mereghetti e il consulente editoriale Massimo Galimberti.
"Ritornare in sala è la risposta migliore a chi vuole a tutti i costi che questo documentario sia una battaglia di una sola parte" ha commentato Domenico Procacci, fondatore e produttore di Fandango. "I cinema sono luoghi democratici dove chiunque può capire, indignarsi e vedere con i propri occhi, aldilà del credo politico, quello che è successo e sta succedendo riguardo a una vicenda che continua a chiedere verità e giustizia. 'Giulio continua a fare cose', dicono spesso Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, insieme all'avvocata Alessandra Ballerini: tornare in sala con questo documentario è una di quelle".
"Non entro nel merito delle decisioni della commissione, anche se non nascondo una certa sorpresa e amarezza" ha aggiunto Mario Mazzarotto, produttore insieme ad Agnese Ricchi di Ganesh Produzioni. _"Posso dire che il film ha già trovato il suo pubblico, ha ricevuto un riconoscimento importante come il Nastro della Legalità e sarà presto trasmesso da broadcaster come Sky e Rai. Anche i risultati in sala dimostrano un'attenzione molto forte: è stato uno dei documentari più visti al cinema negli ultimi anni, con numerose proiezioni sold out. Il documentario è stato realizzato assumendoci direttamente un rischio produttivo significativo, insieme a una squadra di autori, collaboratori e professionisti che ha scelto di portare avanti il progetto anche in assenza di certezze, per l'importanza della storia raccontata. Sarebbe stato importante sentire una maggiore vicinanza anche da parte delle istituzioni verso un progetto come questo, perché la storia di Giulio riguarda tutti, non una parte. Per noi, però, la cosa più importante è che il film continui a essere visto e a generare riflessione, nelle sale, nelle università e in televisione. Continueremo a portarlo in giro il più possibile."
Il 5 maggio, inoltre, il documentario verrà presentato al Parlamento Europeo a Bruxelles.