Elon Musk avrebbe voluto una vera e propria "legione" di figli prima di una possibile guerra civile. A sostenerlo è Ashley St. Clair, influencer statunitense e madre di uno dei figli dell'imprenditore, che racconta la propria esperienza nel nuovo documentario Musk di Alex Gibney.
"Voleva una legione di figli prima della guerra civile"
È uno dei passaggi più singolari del documentario diretto dal premio Oscar Alex Gibney. St. Clair racconta che, durante la fase iniziale della loro relazione, Musk le avrebbe parlato della propria intenzione di avere un numero molto elevato di figli, arrivando a descrivere l'idea di creare una "legione" prima di una futura "guerra civile".
La dichiarazione compare all'interno di un capitolo del film intitolato proprio Legion, dedicato alla paternità di Musk e ai suoi rapporti con le diverse donne dalle quali ha avuto figli.
St. Clair, che nel 2024 ha avuto un bambino con l'imprenditore, racconta anche di aver avuto inizialmente delle perplessità all'idea di diventare la madre di un figlio di Musk. Nel documentario parla infatti del timore di trasformarsi in una delle tante "baby mama" dell'uomo, considerando la sua già numerosa famiglia.
"Una mitragliatrice di spermatozoi nei suoi DM"
Nel descrivere il comportamento di Elon Musk nei confronti delle donne, St. Clair ricorre a un'immagine decisamente provocatoria. L'imprenditore sarebbe, secondo il suo racconto, una sorta di "mitragliatrice di spermatozoi nei messaggi privati".
Una definizione volutamente iperbolica con cui l'ex compagna sostiene che Musk avrebbe conversazioni e rapporti con numerose donne, alcuni dei quali avrebbero portato alla nascita di altri figli.
Il tema della paternità è uno degli elementi ricorrenti del documentario, che ripercorre anche i rapporti di Musk con donne come Grimes e con la sua ex moglie Justine Musk.
St. Clair racconta inoltre nel film la fase successiva alla nascita del figlio Romulus, avvenuta nel 2024, e la conclusione della relazione con Musk. Secondo la sua versione, avrebbe rifiutato di firmare un accordo di non divulgazione che sarebbe stato collegato anche alle trattative relative al mantenimento del bambino.
La questione dell'NDA era già stata sollevata da St. Clair in occasione della presentazione veneziana del documentario. La donna aveva sostenuto di aver rifiutato un'offerta da 40 milioni di dollari per non parlare pubblicamente della propria esperienza con Musk.
La ricostruzione, tuttavia, è stata contestata direttamente da Musk. L'imprenditore ha scritto su X che St. Clair non avrebbe mai ricevuto una simile proposta, smentendo quindi l'esistenza dell'accordo da 40 milioni di dollari da lei raccontato.
Anche le dichiarazioni sulla presunta "legione" di figli fanno parte del racconto personale di St. Clair all'interno del documentario e non vengono presentate come fatti indipendentemente verificati. Il team di Musk è stato contattato per un commento sulle nuove affermazioni, ma al momento della pubblicazione non risultava una sua risposta.
Musk è un ritratto di quasi quattro ore che attraversa diversi momenti della vita dell'imprenditore. Gibney parte dall'infanzia in Sudafrica e arriva alla crescita del suo impero, passando per Tesla, SpaceX e l'acquisizione di Twitter.
Il documentario affronta anche il crescente coinvolgimento di Musk nella politica statunitense e le controversie legate alle sue attività e alle sue dichiarazioni pubbliche.
Elon Musk non ha partecipato direttamente alla realizzazione. Gibney ha comunque inserito nel documentario un'intervista ricostruita attraverso l'intelligenza artificiale, proprio per rappresentare il protagonista che aveva scelto di non rispondere alle domande del regista. Musk arriverà nelle sale il 9 ottobre 2026.