Chiara Ferragni su Instagram come la Madonna: il Codacons la denuncia per blasfemia

L'immagine di Chiara Ferragni come una moderna Madonna, apparsa su Instagram e su Vanity Fair, ha spinto il Codacons a denunciare l'imprenditrice per blasfemia.

NOTIZIA di 27/09/2020

Chiara Ferragni è recentemente apparsa su Instagram nei panni della Madonna e la cosa non è affatto piaciuta al Codacons, che ha fatto partire una denuncia per blasfemia e offesa al sentimento religioso.

Pochi giorni fa, nel numero di Vanity Fair diretto eccezionalmente dall'artista Francesco Vezzoli, Chiara Ferragni è apparsa come moderna Madonna con bambino, dipinta originariamente da Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato.
L'imprenditrice ha poi condiviso, sul proprio profilo Instagram, quella stessa immagine, realizzata e "ritoccata" per l'occasione proprio da Francesco Vezzoli.

A finire nella gogna dell'associazione dei consumatori, però, è stata ancora una volta solo Chiara Ferragni per via dell'"indignazione e raccapriccio nell'opinione pubblica e sul web" che quell'immagine ha generato.
Scrive il Codacons: "Presentiamo un esposto alla Procura della Repubblica e al Ministro dei beni culturali Dario Franceschini affinché intervengano su quella che non è una provocazione, ma una grave mancanza di rispetto per i cristiani, per l'intero mondo religioso e per l'arte in genere. L'immagine che raffigura la Ferragni nei panni di una moderna Madonna con bambino dipinta da Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato sfrutta la figura della Madonna e la religione a scopo commerciale, essendo noto come la Ferragni sia una vera e propria 'macchina da soldi' finalizzata a vendere prodotti, sponsorizzare marchi commerciali e indurre i suoi follower all'acquisto di questo o quel bene".

L'associazione dei consumatori, però, questa volta si spinge oltre, e d'altronde, a loro dire, la grave mancanza di rispetto lo richiede: in quanto l'immagine può "realizzare fattispecie penalmente rilevanti per blasfemia e offesa al sentimento religioso", l'esposto è stato inviato "anche a Papa Francesco affinché si pronunci contro tale squallida e inutile provocazione".