Borat 2, Sacha Baron Cohen svela: "Rudolph Giuliani rifiutò di fare il test per il Covid"

Sacha Baron Cohen ha rivelato che Rudolph Giuliani ha rifiutato di sottoporsi al Covid test prima di recarsi in hotel per la falsa intervista in una sequenza di Borat 2

Sacha Baron Cohen è uno dei personaggi più sorprendenti di Hollywood. Allo stesso modo, anche Borat 2, l'ultimo film che lo vede come protagonista, si sta affermando sempre più come un autentico tesoro ricco di preziose pepite rivelative. Come riporta Indiewire, Baron Cohen ha rivelato a Variety che, prima di recarsi nell'hotel in cui si sarebbe svolta la finta intervista inserita nel suo lungometraggio distribuito da Amazon Prime Video, Rudolph Giuliani ha rifiutato di sottoporsi al Covid test.

Borat 2
Borat 2: il poster orizzontale del film con Sacha Baron Cohen

Nonostante siano trascorsi diversi mesi dalla distribuzione di Borat: Subsequent Moviefilm su Amazon Prime Video, il film con Sacha Baron Cohen non ha smesso di regalare sorprese. In occasione delle riprese del film, Rudolph Giuliani era atteso in un hotel da Maria Bakalova e la sua troupe, che si erano finti documentaristi. Nonostante le richieste, l'ex sindaco di New York ha rifiutato di sottoporsi al tampone anti-Covid e ha messo in pericolo l'intero gruppo impegnato con le riprese. Baron Cohen ha raccontato: "Immediatamente ci siamo posti il quesito su cosa dovessimo fare. Dovevamo continuare e correre il rischio o annullare tutto? Abbiamo deciso di correre il rischio".

Rudolph Giuliani ha preso parte alla falsa intervista credendo di partecipare al documentario Keeping America Alive, incentrato sui tentativi di Donald Trump contro la pandemia da Covid-19. La sequenza in questione, alla fine, non ha avuto le conseguenze temute. Ovviamente, l'esito positivo non giustifica minimamente il gesto di Giuliani. In seguito, la troupe di Borat 2 ha avuto a che fare con il Covid durante alcune riprese in Romania.

Variety, infatti, ha raccontato: "Sacha Baron Cohen e alcuni membri della troupe sono stati a contatto con due attori che, successivamente, sono risultati positivi al Covid. Immediatamente, cast e crew sono stati trasferiti a Los Angeles, nel caso in cui necessitassero di cure mediche. Le rimanenti sequenze in Romania sono state girate da una controfigura e, poi, Cohen è stato inserito grazie alla tecnologia digitale".

L'idea di girare il sequel di Borat è venuta a Baron Cohen in seguito ad una serie di riflessioni sul personaggio di Erran Morad, l'esperto di terrorismo israeliano interpretato in Who is America?. Il lungometraggio tratto dalla serie, allora, è stato accantonato a favore delle riprese di Borat 2. L'interprete ha anche rivelato: "Dopo Bruno sono rimasto decisamente traumatizzato. Per numerosi mesi mi ero promesso di non fare più film sotto copertura. Sentivo le sirene della polizia dappertutto".