Andrew Garfield ha parlato delle sue paure quando ha iniziato a fare i conti con la fama di Spider-Man, arrivata quando aveva soli 26 anni e stava cercando di trovare il proprio posto nel mondo della recitazione.
La star britannica ha rilasciato un'intervista a GQ in cui ha compiuto un breve bilancio della sua carriera.
Tra le pagine Andrew Garfield ha parlato della paura emersa quando ha ottenuto l'iconico ruolo: "Volevo vivere pienamente l'esperienza. Ero pronto. Non mi sembrava pesante. Ma penso ci fossero degli elementi che sembravano... Ho provato la sensazione di essere in pericolo, per quanto riguarda la fama e l'esposizione mediatica. Anche mentre accettavo The Amazing Spider-Man, avevo pensato 'Voglio assicurarmi di poter recitare in Angels in America e Morte di un commesso viaggiatore tra pochi anni. Voglio prima essere un attore teatrale, perché sembra senza tempo'".
L'attore ha aggiunto: "Se potessi recitare a teatro per il resto della mia vita per un pubblico di 50 persone a notte, so che la mia vita sarebbe soddisfacente".
Nel 2012, anno dell'uscita nelle sale di The Amazing Spider-Man, Garfield ha ottenuto una nomination ai Tony Award proprio per la sua performance in Morte di un commesso viaggiatore e, sei anni dopo, ha conquistato la candidatura grazie ad Angeles in America.
Andrew ha quindi ribadito: "Si tratta dell'eterna lotta tra essere devoto al mondo invisibile, il mondo degli spiriti, il mondo dell'immaginazione, della creatività, ciò che sappiamo di essere destinati a fare. Ma se fossimo puramente devoti a tutto quello, sarebbe molto più difficile per noi avere un tetto sopra le testa. Quindi come troviamo un equilibio? Stiamo vivendo in un periodo della storia dell'umanità all'insegna del capitalismo. Ed è profondamente disgustoso e orribile, e brutto e tutto il resto, e al tempo stesso meraviglioso. Si tratta di un periodo affascinante per essere vivi. E come fanno gli artisti - e tutti, perché tutti siamo artisti - a mantenere quel legame con l'anima, con lo spirito, con ciò che non si vede, con le cose che ci motivano realmente?".
La star di Spider-Man ha sottolineato: "Quelli sono i momenti - che si tratti di Fincher, o Scorsese, o Tony Kushner o Mike Nichols. Ti sembra di essere benedetto da un alto prelato dell'arte. Penso che tutti ne abbiamo bisogno, in qualsiasi cosa stiamo facendo. Abbiamo bisogno della benedizione degli anziani, di chi ha trovato il proprio posto".