Amanda Seyfried interpreta la leader spirituale Ann Lee nel nuovo film di Mona Fastvold, The Testament of Ann Lee, e nel corso di una recente intervista ha spiegato il lavoro di preparazione al personaggio protagonista nel film.
L'attrice ha impiegato ben 12 mesi di preparazione alla performance nel film, anche perché il tempo effettivo di riprese sul set era limitato a soltanto 34 giorni e non potevano essere ammessi ritardi di produzione.
La preparazione di Amanda Seyfried per The Testament of Ann Lee
"Mona Fastvold ha una squadra dei migliori artigiani nei rispettivi campi" ha spiegato Seyfried "Tutti i capi reparto mollano tutto per lei, e stavano lavorando a questo progetto da molto tempo insieme a me".
Un periodo di lavoro molto lungo: "Ci abbiamo lavorato per un anno prima di Budapest. Avevamo già fatto un workshop, quindi abbiamo girato parecchio materiale che poi è finito nel film a gennaio, prima di allora, in Massachusetts. Quindi sì, dirò che 34 giorni sono assurdi, ma siccome sapevamo di non avere molto tempo o denaro, tutti noi, nei giorni liberi dagli altri progetti, ci riunivamo per lavorare su aspetti specifici".
La collaborazione con la troupe di Amanda Seyfried
La star di The Housemaid ha ricordato di aver trascorso innumerevoli ore collaborando con la troupe per assicurarsi di essere 'pronta' quando sarebbe arrivato il momento di girare: "Lavoravo sempre con Tanera Marshall sull'accento di Manchester, perché per me era una montagna enorme da scalare. Con Celia Rowlson-Hall ero già amica, quindi io e Celia lavoravamo insieme nello stato di New York, in un piccolo studio di fronte a una donut shop. Facevamo sessioni di cinque ore al giorno, settimanalmente, quando entrambe avevamo tempo libero".
Inoltre, Amanda Seyfried ha collaborato anche per le musiche del film: "Lavoravo con Daniel Blumberg, il compositore, già da un anno prima, su FaceTime. Credo di aver fatto la mia prima sessione nello studio del nostro amico a Brooklyn nel dicembre dell'anno scorso o di quello precedente. Quindi sì, è stato breve, ma tutti abbiamo dato energia e tempo già un anno prima, perché sapevamo che una volta arrivati lì saremmo stati stretti con i tempi. Perciò, quando siamo arrivati a Budapest, mi sentivo abbastanza pronta".