Non abbiam bisogno di parole è un film del 2026 diretto da Luca Ribuoli con Sarah Toscano e Emilio Insolera. Paese di produzione: Italia.
Diretto da Luca Ribuoli e scritto da Cristiana Farina (autrice di Mare Fuori), il film è un adattamento del successo francese La Famille Bélier, che però si discosta dall'originale per l'ambientazione nel Monferrato e per l'impiego di attori non udenti nei ruoli principali. La narrazione segue Eletta, interpretata dall'esordiente Sarah Toscano, una sedicenne che funge da interprete e ponte comunicativo per la sua famiglia di non udenti, impegnata nella gestione di una cascina agricola ad Alessandria.
Il padre Alessandro (Emilio Insolera), un allevatore pragmatico in lotta contro la cementificazione del territorio, e la madre Caterina (Carola Insolera), ex reginetta di bellezza, dipendono totalmente dalla figlia per l'interazione con la società udente, dalle transazioni commerciali alle necessità mediche. La dinamica familiare subisce un cambiamento quando la professoressa di canto Giuliana (Serena Rossi) riconosce in Eletta un talento vocale raro e la sprona a partecipare a un'audizione per una prestigiosa scuola di musica a Torino.
Mentre il fratello Francesco sostiene l'indipendenza di Eletta, i genitori vivono con angoscia la prospettiva del distacco e la perdita del loro unico supporto. Il film esplora il conflitto tra il senso del dovere filiale di Eletta e il suo desiderio di indipendenza. La produzione, curata da Our Films e PiperFilm per Netflix, ha integrato una consulenza specialistica per garantire un'autenticità documentale nelle interazioni tra i personaggi. Il racconto culmina nel finale a Torino, dove la famiglia impara a definire i nuovi equilibri interni per lasciar "spiccare il volo" ad Eletta.
Diretto da Luca Ribuoli, Non abbiam bisogno di parole è il remake italiano del successo internazionale La Famille Bélier di Éric Lartigau. La trasposizione, curata da Cristiana Farina, sposta l'azione nel contesto rurale e agricolo del Monferrato. Rispetto all'originale francese e al remake statunitense CODA, la produzione di Ribuoli ha optato per un casting improntato all'autenticità: i ruoli dei genitori sono interpretati da attori realmente non udenti, Emilio e Carola Insolera, figure di riferimento internazionale in questo settore. L'adattamento si è concentrato sulla traduzione delle dinamiche comunicative dalla lingua francese alla LIS (Lingua dei Segni Italiana), mantenendo il tema centrale della scoperta del talento vocale di una figlia udente (Eletta) in una famiglia non udente.
Per interpretare la protagonista Eletta, la cantante Sarah Toscano al suo esordio nel cinema ha affrontato un lungo percorso di preparazione, che ha incluso lo studio intensivo della LIS e un lavoro specifico sulla voce. Ha dichiarato di aver cercato una "voce naturale", quella di una ragazza che scopre il canto quasi per caso, evitando tecnicismi eccessivi per mantenere la spontaneità richiesta dal regista. L'integrazione tra la lingua dei segni e il canto è stata gestita tecnicamente per permettere alle due forme espressive di coesistere armoniosamente durante le performance coreutiche e canore.
Paradossalmente, per una cantante professionista, la cosa più difficile è stata "disimparare" a cantare bene. Il regista Luca Ribuoli le ha chiesto di interpretare i brani non come una performer scafata, ma come una sedicenne che scopre la propria voce per la prima volta. Sarah ha dichiarato: "La cosa più difficile è stata cantare... dovevo rendere l'ansia e la fragilità di chi non sa ancora di avere un dono". Per il film, Sarah ha interpretato il brano "Atlantide", rilasciato ufficialmente da Netflix come colonna sonora portante.
Emilio Insolera che interpreta il padre ha definito il film un momento di rottura rispetto ai precedenti adattamenti, poiché permette alla comunità non udente di vedersi riflessa attraverso attori "native". Un elemento centrale della trama è il suo impegno nella politica locale: il suo personaggio decide infatti di candidarsi per dare voce alla comunità non udente del suo paese e per proteggere il territorio dalla cementificazione. Oltre alla musica e al distacco familiare, il film affronta infatti temi sociali come appunto la tutela del territorio e la lotta contro la cementificazione delle aree rurali. Il catalizzatore della storia è la maestra di canto Giuliana, interpretata da Serena Rossi, che ha dichiarato che il suo ruolo è quello di "scuotere" Eletta, spingendola fuori dalla sua comfort zone familiare, anche se questo significa rompere l'equilibrio della famiglia Musso.
Le riprese hanno avuto una durata di sei settimane e si sono svolte tra maggio e giugno 2025 a Torino, utilizzando spazi iconici come il Teatro Regio, il Teatro Gobetti, la Stazione di Torino Porta Milano e la Chiesa di Santa Pelagia, ad Alessandria e provincia e a Rivalba, dove la Cascina Majolo è stata scelta per rappresentare la residenza e l'azienda agricola della famiglia protagonista. Il set ha coinvolto una troupe composta per oltre il 60% da professionisti locali.
Prendendo in prestito le parole della celebre canzone di Ron, Non abbiam bisogno di parole di Luca Ribuoli rivede La famiglia Bélier (film francese del 2014, citatissimo - forse anche troppo), portando in primo piano l'emotività di una storia oggettivamente luminosa che, inevitabilmente (?), preme …
| In streaming su: |
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Netflix
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Attualmente Non abbiam bisogno di parole ha ricevuto la seguente accoglienza dal pubblico:
Non abbiam bisogno di parole è stato accolto dalla critica nel seguente modo: su Imdb il pubblico lo ha votato con 6.5 su 10
Luca Ribuoli dirige il remake de La famiglia Bélier puntando su identità e inclusività, ma lo standard streaming rende il tutto fin troppo canonico. Tuttavia, il cast riesce a trasmettere cuore e sentimento, dando al film un salvifico spunto. Su Netflix.