La ciociara - curiosità

1960, Guerra

4.0
Curiosità e citazioni

Curiosità


  • Date di uscita e riprese - La ciociara è arrivato per la prima volta nelle sale italiane il 23 Dicembre 1960; la data di uscita originale è: 17 Maggio 1961 (Francia).
    Le riprese del film si sono svolte in Italia.

    Ecco alcune delle location in cui è stato girato il film:

    7 Via Giulio Cesare Santini, Rome, Lazio, Italia
    Chiesa San Francesco d'Assisi, Fondi, Italia
    Itri, Latina, Italia
    Saracinesco, Italia
    Stazione Tiburtina, Rome, Lazio, Italia
    Titanus Studios, Rome, Lazio, Italia
    Via Dormigliosa, Sermoneta, Italia
    Via Furbara Sasso, Cerveteri, Rome, Lazio, Italia
    Via San Francesco, Vallecorsa, Italia

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  • Specifiche tecniche - Girato in: 35 mm. Proiettato in: 35 mm. Rapporto immagine: 1,66 : 1. Colore: bianco e nero. Formato audio: Mono. Lingua originale: italiano e tedesco.

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  • Precious la 'Ciociara' - In una delle scene più surreali di Precious, la giovane protagonista, mentre cena davanti alla televisione, si immedesima completamente nel film che sta vedendo, il capolavoro La Ciociara di De Sica e in particolare nel personaggio di Rosetta. L'immedesimazione è tale che la ragazza arriva a rivedere sè stessa e sua madre come le due protagoniste, ma la sua ovviamente è una fantasia fortemente contaminata dalla difficile realtà familiare che vive.

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  • Roberta Torre e la Ciociara - A partire dal 2011, Roberta Torre si cimenta con una nuova sfida: portare in teatro La ciociara. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Bellini di Napoli e interpretato da Donatella Finocchiaro e Daniele Russo, è tratto dal testo di Annibale Ruccello che racconta ciò che succede ai protagonisti di Vittorio De Sica dopo l'ultima straziante inquadratura del film. "Un testo di straordinaria contemporaneità - dice la regista che per la prima volta si confronta con uno spettacolo teatrale - Ci sono una madre e una figlia legate da una profonda violenza ma ci sono anche molte altre storie. Ad esempio quella del ritorno al conformismo dopo una tragedia. Dopo una guerra. Come se nulla fosse. Proprio questo mi è apparso come quello che stiamo vivendo oggi ed è stato il motivo di maggior attrazione di questa storia. La violenza subìta dalla giovane figlia mi è sembrata quella di ogni donna in ogni guerra e in ogni giorno. L'idea geniale di Ruccello è spingersi a guardare il "dopo" la vicenda - aggiunge la regista - quando ormai la guerra è lontana e si è tornati alla normalità".