Wonder Man, recensione: una serie meta-televisiva arrivata troppo tardi

Lo show targato Marvel Spotlight, è (purtroppo) una serie di cui ci siamo già dimenticati, nonostante i buoni spunti di partenza. In streaming su Disney+.

Un'immagine di Wonder Man

Lo sappiamo. I Marvel Studios hanno sofferto molto il proprio percorso post-Endgame. Per cercare di piazzare alcuni progetti che hanno avuto una gestazione lunga e difficile, e mandarli comunque in onda, hanno ideato nel 2024 l'etichetta Spotlight dove inserire le storie parallele incentrate sui personaggi più che sull'intreccio narrativo: prima Echo e ora Wonder Man, in streaming su Disney+.

Wonder Man Yahya Abdul Mateen Ii Ben Kingsley Scena Serie Tv Disney Plus
Una scena della serie

Fin dai trailer e foto promozionali, la serie giocava molto sull'aspetto meta-cinematografico del racconto e ci aveva incuriosito per questo: peccato rimanga (quasi) tutto lì, sullo schermo e nella mente dello showrunner.

Wonder Man: una meta-sitcom per niente da ridere

I Marvel Studios volevano "togliersi di mezzo" un titolo come questo, tanto da promuoverlo solo solo una volta pronto per la messa in onda, tra l'altro rilasciata tutta insieme e non a cadenza settimanale. Otto episodi da mezz'ora per una dramedy che si prende troppo sul serio.

Scritta a quattro mani da Destin Daniel Cretton (Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, Spider-Man: Brand New Day) e Andrew Guest (Community, Hawkeye) ha due soli protagonisti, a cui gravitano intorno gli altri personaggi minori. Il vincitore dell'Emmy Yahya Abdul-Mateen II, nei panni di Simon Williams, e il Premio Oscar Ben Kingsley, che riprende il suo ruolo di Trevor Slattery dopo essere apparso in Iron Man 3, Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli e nel corto Viva il re.

I due si muovono come se fossero su un palcoscenico teatrale (o quello di una sitcom) fatto di pochi ambienti e una staticità narrativa di fondo: questo non alleggerisce anzi appesantisce il racconto, spingendo troppo sulla parte drammatica.

Allievo e mentore: il rapporto a due della serie Marvel

Wonder Man Yahya Abdul Mateen Ii Scena Serie Tv Disney Plus
Yahya Abdul-Mateen II è Simon Williams in Wonder Man

Williams è un aspirante attore di Hollywood caratterizzato fin da subito come un rompiscatole che mette troppa attenzione nei propri ruoli da guest star, in attesa di sfondare e rendere orgogliosi la madre e il fratello. La grande occasione però sembra arrivare quando conosce Trevor Slattery, un attore in decadenza ma che ha ancora qualche asso nella propria manica. Quando vengono a sapere che il leggendario regista Von Kovak sta realizzando un remake del film di supereroi Wonder Man, i due fanno squadra per provare ad aiutare le rispettive carriere a (ri)decollare. Entrambi, però, hanno un segreto che potrebbe cambiare il corso degli eventi.

Wonder Man Ben Kingsley Scena Serie Tv Disney Plus
Ben Kingsley torna nell'MCU nei panni di Trevor

Siccome entrambi i segreti vengono rivelati quasi subito, decade l'effetto sorpresa e una vera e propria tensione narrativa. Gli autori provano a sfruttarla centellinando la scoperta delle identità segrete da parte degli altri personaggi ma anche qui cascano male. Abdul-Mateen II e Kingsley riescono a costruire pian piano un accenno di chimica tra i loro personaggi, agli estremi del loro percorso professionale ma con lo stesso obiettivo finale, ma anche la dinamica tra mentore e allievo decade presto, una volta che tutte le carte sono sul tavolo.

Tra recitazione e supereroismo: i temi della serie

Non sono solo il ritmo e la messa in scena teatrale ad appesantire Wonder Man ma anche la caratterizzazione dei due protagonisti, abbastanza respingente, e l'aver sprecato un'occasione: quella di raccontare il dietro le quinte di Hollywood in modo nuovo. C'è un certo parallelismo tra la figura dell'attore e quella del supereroe: entrambi devono mentire per vivere e hanno una doppia identità. Lungo gli otto episodi la serie prova a sviscerarne similitudini e differenze, prova a farci avvicinare a quel mondo fatto di flash e glamour ma come sappiamo in realtà intriso di cinismo, opportunismo e capitalismo.

Wonder Man Immagini
Mentore e allievo a confronto

Nel farlo, però, non riesce a scegliere una chiave univoca, se più improntata sulla commedia e sull'autoironia che sbugiarda il mondo dello show-biz, oppure più indirizzata al dramma profondo vissuto da Simon e Trevor a causa dei loro traumi. In questo modo la serie non riesce a trovare una propria identità e soprattutto un senso di esistere all'interno del MCU; tanto più che il finale, piuttosto che chiudere, sceglie di aprire a un prosieguo che probabilmente non vedremo mai.

Conclusioni

Wonder Man è una serie che fa parte dell'etichetta Marvel Spotlight eppure non riesce ad inserirsi nell'universo narrativo sempre più affollato del MCU. Propone due protagonisti abbastanza respingenti, un'impostazione teatrale troppo statica e un'ironia troppo sottile per raccontare il dietro le quinte di Hollywood e il parallelismo tra attore e supereroe: se solo avesse sviluppato meglio questo aspetto interessante...

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • L'idea di una serie meta-televisiva...
  • Il parallelismo tra attore e supereroe...

Cosa non va

  • ...che però vira troppo sul dramma e poco sulla commedia.
  • ...sviluppato malamente.
  • I protagonisti respingenti.
  • L'impostazione teatrale non aiuta il ritmo.
  • Il finale.