Quando si racconta una figura del calibro di Vittorio De Sica è un po' come raccontare il cinema stesso nel suo complesso, la sua essenza, la sua anima più profonda. È infatti sicuramente tra i registi più importanti del nostro cinema, ma di una grandezza tale da essere riuscita a valicare i nostri confini e imporsi a livello internazionale più di tanti altri colleghi nostrani.
Per questo il documentario Vittorio De Sica - La vita in scena firmato da Francesco Zippel è un'opera preziosa non solo per gli appassionati della settima arte in senso stretto, ma per tutti quelli che il cinema lo apprezzano e fruiscono, perché accende i riflettori sulla figura del regista riuscendo a raccontare parallelamente sia il mondo in cui si muoveva e operava, fornendo uno spaccato interessante del periodo, sia il suo privato, riuscendo a svelare tratti della sua personalità che si potrebbero non conoscere.
Un viaggio alla scoperta di Vittorio De Sica
Regista e padre; immenso artista e uomo dal privato complesso. Vittorio De Sica - La vita in scena, a dispetto del suo titolo, non si concentra soltanto sul professionista e il suo percorso artistico, ma sbircia anche nel dietro le quinte di quella incredibile arte che gli è valsa, primo tra gli italiani, l'Oscar. Francesco Zippel ha due incredibili vantaggi nel farlo: da una parte l'opera del regista che ci lascia un patrimonio artistico incredibile da esplorare; dall'altra l'esclusivo ed enorme materiale d'archivio a cui la famiglia gli ha dato accesso per poterci proporre anche un De Sica che sa essere padre, nonno, marito diviso tra due famiglie.
Ma, badate bene, non è un modo per sminuire il lavoro di Zippel, perché La vita in scena funziona ed è da elogiare anche e soprattutto per le scelte del suo regista, che ha saputo selezionare cosa mostrarci costruendo un filo conduttore preciso sia sul fronte professionale che quello privato di Vittorio De Sica, avvalendosi anche del puntuale accompagnamento musicale di Rodrigo D'Erasmo.
Il Neorealismo non è solo tragedia. E Vittorio De Sica non è solo regista
Molto spazio ha ovviamente il Neorealismo e la sua nascita e definizione pratica. Emergono le scelte fatte inizialmente per necessità e diventate stile, si nota e comprende come uno dei principali filoni del nostro cinema si sia pian piano concretizzato attraverso l'opera di De Sica e Zavattini. "Si può raccontare un momento buio anche con un sorriso" ci ha detto Eleonora Baldwin, nipote del regista, nella nostra intervista che trovate in questa pagina, citando la grandezza di un'opera come Miracolo a Milano che "ha ispirato tutto il mondo, compreso Steven Spielberg."
Emoziona rivedere le immagini e le scene che hanno fatto la storia dei suoi film, ma colpisce anche la grandezza del De Sica attore che, come ci ha detto il nipote Andrea, riusciva a "elevare anche le produzioni" minori a cui aveva preso parte. E lo stesso Andrea De Sica ci racconta un consiglio, una frase che il nonno ha passato a sua padre che è stata a sua volta passata a lui: "Di fronte alla gente di spettacolo, dopo un film o uno spettacolo, ragazzi, non dite mai quello che pensate!"
La maturità dello sguardo di Vittorio De Sica
Ci si concentra sullo stile di Vittorio De Sica, sulla sua capacità di essere "un regista liquido" come ci ha detto Francesco Zippel, unico nel panorama mondiale per la capacità di non cadere mai nel manierismo. Il riferimento è, per esempio, alla scena di Ladri di biciclette in cui il piccolo Bruno si arrabbia con il padre, che sottolinea la capacità di De Sica di portare su schermo "la natura adulta del bambino" con grande maturità dello sguardo.
Una maturità che dimostra anche il regista de La vita in scena per come costruisce il suo documentario, aggiungendo delle sequenze animate dall'incantevole stile visivo a fare da cornice e contrappunto dei diversi capitoli. Sono sequenze realizzate da Giorgio Scorza e Movimenti Production, gli stessi a cui dobbiamo le serie Netflix di Zerocalcare, che aggiungono una propria personale visione a un documentario già denso e carico di valore per ciò che racconta.
Conclusioni
Vittorio De Sica - La vita in scena è un documentario prezioso e straordinariamente bilanciato, capace di evitare la trappola del santino celebrativo per restituire la complessità artistica e umana di un gigante del cinema mondiale. Francesco Zippel compie un lavoro di selezione eccellente, impreziosito dalle splendide animazioni di Giorgio Scorza e dalle toccanti e inedite testimonianze della famiglia. Un'opera necessaria per riscoprire non solo il padre del Neorealismo, ma l'anima stessa del nostro cinema.
Perché ci piace
- L'accesso esclusivo ai ricordi di famiglia regala un ritratto intimo, profondo e mai banale del De Sica privato.
- Gli inserti curati da Giorgio Scorza e Movimenti Production donano al documentario un tocco poetico, moderno e di grande impatto visivo.
- Le dichiarazioni di familiari e registi internazionali non sono semplici contorni, ma offrono chiavi di lettura critiche fondamentali.
- Il commento musicale di Rodrigo D’Erasmo accompagna perfettamente il flusso emotivo del racconto.
Cosa non va
- La vastità della vita e delle opere di De Sica è tale che alcuni periodi o film della sua sterminata filmografia avrebbero meritato ancora più spazio.