Una serie di sfortunati eventi

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Una serie di sfortunati eventi: Una seconda stagione all’insegna della continuità

Tornano su Netflix gli orfani Baudelaire e la loro nemesi Conte Olaf in nuovi episodi che adattano i successivi romanzi della serie per ragazzi di Lemony Snicket.

Quando lo scorso anno Una serie di sfortunati eventi è arrivata su Netflix, è stata una piacevole sorpresa, per i fan dei libri a cui si ispira, ma anche per gli spettatori meno preparati sul materiale originale, che hanno potuto fruire di una produzione fresca, che ha saputo mettere insieme un certo tono gotico, la malinconia e la commedia con intelligenza. Un apprezzamento generale che è valso alla serie Netflix il rinnovo per ulteriori due stagioni in grado di coprire tutti i tredici libri della saga di Lemony Snicket.
Con tredici romanzi come ispirazione, ognuno adattato in una coppia di episodi, viene da sé che almeno una delle tre stagioni totali sarebbe dovuta essere leggermente più corposa, ed è toccato proprio alla seconda, disponibile nel catalogo Netflix dal 30 Marzo, che si compone di dieci episodi contro gli otto delle altre due e segue lo sviluppo dei libri dal 5 al 9, ovvero L'atroce accademia, L'ascensore ansiogeno, Il vile villaggio, L'ostile ospedale e Il carosello carnivoro. Dieci nuovi episodi che seguono la falsariga di quanto visto lo scorso anno, aggiungendo qualche nuovo interessante ingrediente per garantire la necessaria varietà.

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More of the Same

Una serie di sfortunati eventi: Neil Patrick Harris in una foto della seconda stagione

La struttura di Una serie di sfortunati eventi è quella e si concentra sulle sfortunate peripezie dei poveri orfani Baudelaire da un terribile affidatario all'altro. E la stagione 2 riprende proprio da dove ci aveva lasciati, tuffandosi nel quinto capitolo delle loro avventure, intitolato L'atroce accademia. Tra le cupe pareti della Profrock Preparatory School, Violet, Klaus e Sunny si trovano ad affrontare situazioni non dissimili da quanto visto fin qui, facendo sorgere il sospetto di una ripetitività difficile da evitare, insita nella struttura stessa dell'opera originale. Ai primi due episodi della stagione 2, infatti, non mancano i momenti riusciti e brillanti, si nota lo stesso gusto per le parole, ma la sensazione è di uno sforzo eccessivo per poter ottenere lo stesso risultato visto negli otto precedenti. Di un meccanismo, per intenderci, che inizia a mostrare la corda.

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Un nuovo slancio

Una serie di sfortunati eventi: una foto della seconda stagione della serie

Per questo abbiamo accolto con favore i due successivi, ugualmente visti in anteprima, dedicati al sesto libro L'ascensore ansiogeno. Aiuta senz'altro l'ambientazione labirintica e ricca di stile del grattacielo al 667 di Dark Avenue, dove gli orfani vengono accolti da Jerome ed Esmé Squalor, ma ancor di più è efficace la scelta di aver ampliato la storyline orizzontale legata alla cospirazione già introdotta lo scorso anno, dando maggior spazio ad un personaggio creato per lo schermo come la segretaria Jacqueline ed all'arco narrativo con protagonista Jacques Snicket, fratello del narratore Lemony, interpretato da una guest star di assoluto valore come Nathan Fillion.
Un intervento necessario per dare maggior unità alle vicende delle diverse coppie di episodi di Una serie di sfortunati eventi, giustificando la scelta di questa struttura schematica per portare la storia dalla pagina allo schermo. Un pizzico di varietà in più che si conferma anche nell'adattamento del successivo settimo libro, Il vile villaggio, nel quale i ragazzi Baudelaire si trasferiscono in un villaggio dall'impronta western governato da un gruppo di anziani con dei corvi nei cappelli, un'altra ambientazione che consente di giocare con gli stili e le scenografie della serie.

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La reunion che non ti aspetti

Una serie di sfortunati eventi: i fratelli Baudelaire in una foto della seconda stagione

Funzionano le interpretazioni di Tony Hale e Lucy Punch nei panni degli Squalor, con un Jerome sinceramente partecipe della sorte dei Baudelaire, barlume di speranza nel grigiore degli eventi che li coinvolgono dall'inizio dello show; funziona la messa in scena in linea con quanto visto in precedenza, con una cura visiva che si conferma di buon livello; funziona il lavoro sui testi e si prosegue il lavoro creativo e senza freni sulle trasformazioni di un Neil Patrick Harris mattatore di Una serie di sfortunati eventi, al quale viene concesso anche un importante ed elaborato numero musicale. Ma l'arrivo di Nathan Fillion, seppur in ruolo di comprimario, mette a serio rischio la sua egemonia sullo show, creando una inattesa e apprezzata reunion tra due interpreti di quel cult che è stato Dr Horrible's Singalong Blog.

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La seconda stagione di Una serie di sfortunati eventi riprende quindi il discorso, narrativo e stilistico, lasciato in sospeso al termine della precedente, confermando quanto di buono fatto fin qui e cercando allo stesso tempo di aggiungere un maggior respiro. Nuovi episodi che apprezzerete se già avete guardato con piacere i precedenti.

Una serie di sfortunati eventi: Una seconda...
Antonio Cuomo
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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