Un tranquillo funerale di famiglia e il politically (s)correct secondo Max Bruno

"Un film non può mai essere scorretto, è scorretto se si bombardano e uccidono di bambini", dichiara il regista presentando la commedia durante la Festa del Cinema di Roma. In sala dal 29 ottobre.

Un tranquillo funerale di Famiglia

Sfida mica da poco quella di Massimiliano Bruno: rileggere e adattare Il funerale è servito (Death at a Funeral), cult del 2007 diretto da Frank Oz. Scritto da Bruno insieme a Edoardo Falcone, Un tranquillo funerale di famiglia racconta di rancori e segreti confluiti ed esplosi in occasione di una cerimonia di commiato. "Rispetto a tanti miei film precedenti, Un tranquillo funerale di famiglia ha un solo grande obiettivo: la comicità", ha spiegato il regista. "È un film divertente, basato sul ritmo, sulle trovate di sceneggiatura, sulle performance degli attori e sul politicamente scorretto".

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I protagonisti di Un tranquillo funerale di famiglia

A proposito, cast mica male quello scelto da Massimiliano Bruno: Claudia Pandolfi, Pietro Sermonti, Diego Abatantuono, Stefania Sandrelli, Stefano Fresi, Beatrice Arnera, Edoardo Ferrario, Alessandro Mauthe, Giulia Vecchio, Dino Abbrescia, Carlo Buccirosso, Carlo Amleto e Giovanni Iovino. "Abbiamo raccontato un microcosmo, un piccolo esempio di famiglia italiana. La storia è ambientata in ciociaria, un viaggio bellissimo anche grazie a un grande cast", ha dichiarato Bruno durante la conferenza di presentazione alla Festa del Cinema di Roma.

Un funerale di famiglia: Max Bruno e la commedia scorretta

Rispetto al film originale ci sono diversi cambiamenti, organici e funzionali. Su tutti, la scelta di cambiare il protagonista, scegliendo Claudia Pandolfi. "Trovavo che nello script originale ci fosse poco spazio per i personaggi femminili, ci siamo confrontati con Edoardo Falcone con cui ho scritto adattamento" ha continuato il regista. "Sarebbe stato più originale e completo aggiungere personaggi femminili. Volevo poi continuare a lavorare con Claudia Pandolfi, con cui mi sono trovato sempre bene. E poi volevo lavorare con Beatrice Arnera, perfetto contraltare femminile del personaggio che troviamo nel titolo originale". A tal proposito, Pandolfi parla di quanto questo remake "sia molto più viscerale, tenendo conto l'importanza del cult originale".

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Claudia Pandolfi e Pietro Sermonti

Interrogato sul politically correct, Bruno va dritto al punto del discorso: "un film non può mai essere scorretto, è scorretto se si bombardano e uccidono i bambini". Se la risata è centrale, Stefania Sandrelli, anch'essa in conferenza, dice: "non rido da un po' troppo tempo per tanti motivi, quando ho letto la sceneggiatura ho invece riso molto. Mi sono divertita, credendo in tutto ciò che stava accadendo". Del resto "Max sa fare commedia", aggiunge Beatrice Arnera, "ha gusto anche quando è scorretto e fuori le righe".

Un nuovo modo di fare comicità

Tutto sta non è essere volgari, almeno secondo Pietro Sermonti, splendido nel duetto con Pandolfi. "Tutto quello che fai è molto meno rispetto a cosa dice chi ci governa", interviene l'attore. "L'importante è non essere volgari. Quando si raccontano certi personaggi serve il sale. E in questo film ci sono tanti sapori e colori", parlando poi di "una generazione di comici e interpreti pazzeschi. Ragazzi giovani che mi fanno ridere, e sono felice di questo".

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Beatrice Arnera

Parlando di umorismo, Giulia Vecchio pensa a Fantozzi, "la comicità deve essere dissacrante, serviva anche da noi il black humour inglese. Un po' come faceva Fantozzi. Avevamo questo umorismo, ma poi la tv ha edulcorato tutto. Per questo poi è difficile imporre anche la stand-up comedy. Serviva riportare in scena certi schemi"_.

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