Un figlio all'improvviso

2017, Commedia

Recensione Un figlio all’improvviso: genitori a sessant’anni

La recensione di Un figlio all'improvviso, film con Catherine Frot e Christian Clavier: una commedia appena discreta, ma sorretta da un cast valido.

Un Figlio Allimprovviso Catherine Frot Christian Clavier

È un piccolo avvenimento bizzarro a dare il via alla trama di Un figlio all'improvviso: in un contesto di banale quotidianità, quale appunto la spesa al supermercato, André Prioux viene avvicinato da uno sconosciuto che, esprimendosi in un linguaggio semi-incomprensibile, gli lancia nel carrello una confezione di cereali al cioccolato. André reagisce alla situazione con un misto di stupore e di irritazione, a differenza di sua moglie Laurence, abituata ad un serafico pragmatismo.

La scatola di cereali, ovviamente, non è che il primo tassello di un progressivo accumularsi di stranezze che poco più tardi porteranno lo sconosciuto, tale Patrick, a materializzarsi nella villetta dei coniugi Prioux, provocando in André e Laurence prima timore, poi sbalordimento e infine un inaspettato sentimento di tenerezza: perché Patrick, le cui intenzioni appaiono tutt'altro che ostili, dichiara con candida sincerità di essere il figlio della coppia. I Prioux iniziano pertanto a interrogarsi sulla provenienza (anche 'biologica') di Patrick, mentre considerano - con punti di vista diversi - l'idea di ritrovarsi di colpo nel ruolo di genitori.

Leggi anche: Non sposate le mie figlie! e gli altri fenomeni francesi degli ultimi dieci anni

Un imprevisto a casa dei coniugi Prioux

Un Figlio Allimprovviso Christian Clavier Sebastien Thiery

Un figlio all'improvviso è il titolo italiano di Momo, trasposizione dell'omonima pièce teatrale dell'attore Sébastien Thiery, che ne ha curato l'adattamento e ha firmato la regia del film insieme a Vincent Lobelle, oltre ad interpretare la parte di Patrick. Nei panni dei suoi presunti genitori, invece, troviamo due volti notissimi della commedia francese: Christian Clavier, protagonista del film Non sposate le mie figlie!, e la deliziosa Catherine Frot, capace di alternare con disinvoltura interpretazioni drammatiche (La voltapagine) a un registro più brillante (Marguerite). E fin dalle prime battute, la forza comica della pellicola deriva non a caso dalle interazioni fra i due comprimari: Christian Clavier è una tipica maschera buffa, l'uomo comune che tenta di affrontare l'imprevisto con quanta più razionalità possibile, ma non sempre con successo; nel personaggio di Catherine Frot, invece, emergono pulsioni più complesse e talvolta contraddittorie.

Leggi anche: Marguerite: La nuova voce della contessa

Un Figlio Allimprovviso Catherine Frot Christian Clavier3

La prima parte di Un figlio all'improvviso risulta dunque la più divertente e la più riuscita: dal prologo al supermercato, dove Laurence comincia a mostrare segni di insofferenza e di rabbia repressa ("È un capo del personale: è abituata a trattar male la gente", la descrive il marito), al secondo incontro con Patrick in casa della coppia, quando Laurence viene assalita da un irrefrenabile istinto materno, a dispetto delle ansie e della diffidenza di André. Un'interessante parentesi narrativa riguarda inoltre le tensioni matrimoniali fra André e Laurence, scatenate dai sospetti della donna e dalla ricostruzione di un episodio del passato attraverso una sorta di 'indagine' in equilibrio fra tensione e ironia; uno spunto azzeccato, ma abbandonato quasi subito.

Leggi anche: Da Un tirchio quasi perfetto a Giù al Nord: la Francia tra successi al boxoffice e risate

Due validi protagonisti per una commedia poco incisiva

Un Figlio Allimprovviso Catherine Frot

Purtroppo, infatti, il film di Thiéry e Lobelle non regge appieno il peso di una durata comunque contenuta (poco più di ottanta minuti): al ritorno in scena di Patrick, accompagnato dalla fidanzata Sarah (Pascale Arbillot), il ritmo del racconto rallenta, le gag - giocate in prevalenza sulla sordità di Patrick, sulla cecità di Sarah e sull'ingombrante presenza del loro cane lupo - si fanno più deboli e scontate e i meccanismi dell'intreccio si risolvono nella maniera più innocua possibile. Concepito come una celebrazione dell'affetto paterno/materno e dell'importanza del rapporto fra genitori e figli, Un figlio all'improvviso rinuncia ad innescare un autentico conflitto alla base della trama, affidandosi più comodamente alle smorfie dell'incattivito André contrapposte al tripudio di dolcezza di Laurence. Ne risulta una commedia complessivamente piacevole ma a tratti piuttosto fiacca, che al di là dell'affiatata coppia di protagonisti fatica a farsi apprezzare più di tanto o a distinguersi rispetto al filone di appartenenza.

Recensione Un figlio all’improvviso: genitori a...
Stefano Lo Verme
Redattore
2.0 2.0
Cinecittà World
Cinecittà World

Mostra i vecchi commenti

Non sposate le mie figlie! e gli altri fenomeni francesi degli ultimi dieci anni
Da Un tirchio quasi perfetto a Giù al Nord: la Francia tra successi al boxoffice e risate