Tomb Raider

2018, Azione

Alicia Vikander su Tomb Raider: "La mia Lara Croft si guadagna il titolo di guerriera"

Intervista video al premio Oscar Alicia Vikander, protagonista di Tomb Raider, nuovo capitolo delle avventure di Lara Croft, ispirato al reboot del videogioco uscito nel 2013. Nelle sale italiane dal 15 marzo.

Tomb Raider: Alicia Vikander in una foto del film

Intelligente, colta, bella, ricca, fisico mozzafiato e dotata di innumerevoli abilità, dal decifrare geroglifici a sparare con una pistola in ogni mano: fin dal momento dell'uscita del videogioco Tomb Raider, datata 1996, Lara Croft si è imposta nell'immaginario collettivo come un'icona, diventando simbolo dell'avventuriera perfetta, che in molti hanno definito fin da subito "la risposta femminile a Indiana Jones".

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Un po' Indiana Jones, un po' James Bond, un po' Bruce Wayne: Lara è davvero un modello difficile da raggiungere, non solo per le sue forme incredibili (leggenda vuole che il suo creatore, Toby Gard, fu convinto dal team di designers a lasciare il suo décolleté molto generoso, ingrandito per errore del 150%), ma soprattutto per la sua sicurezza, per il coraggio con cui si getta in qualsiasi avventura. Queste caratteristiche sono alla base del primo adattamento cinematografico di Tomb Raider, Lara Croft: Tomb Raider, uscito nel 2001 e diretto da Simon West, con Angelina Jolie nei panni della protagonista, seguito da Tomb Raider: La culla della vita.

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Tomb Raider: l'attrice Alicia Vikander in una foto del film
Alicia Vikander in Lara Croft

Nel 2013 però, Crystal Dynamics ha realizzato un reboot del videogioco, mettendo al centro della storia una Lara più giovane e inesperta, insicura, non ancora la guerriera senza paura che tutti conosciamo. Proprio al personaggio scritto da Rhianna Pratchett si ispira Tomb Raider, nelle sale italiane dal 15 marzo, diretto da Roar Uthaug e con il premio Oscar Alicia Vikander nei panni di Lara.
L'attrice svedese, inizialmente criticata perché ritenuta non fisicamente adatta al ruolo, si è dedicata anima e corpo al personaggio, sottoponendosi a un allenamento durissimo (ha seguito il Magnus Method, elaborato dal trainer Magnus Lygdback, mangiando cinque pasti al giorno e andando tutti i giorni in palestra per sette mesi), lavorando sulla sua psicologia, creando una Lara sfaccettata, ostinata, che viene continuamente colpita e ferita, fisicamente e psicologicamente, ma sempre in grado di reagire e rialzarsi. In una parola: umana. Ne abbiamo parlato con Alicia Vikander a Londra, all'anteprima europea di Tomb Raider.

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Diventare Lara Croft

Tomb Raider: una foto della protagonista Alicia Vikander

Si può dire tutto della Lara Croft di Alicia Vikander, ma non che non sia un personaggio sfaccettato e sofferto, a cui l'attrice ha dedicato tutta se stessa: uno dei punti di forza del film è proprio il fatto di non fare sconti alla protagonista, che sanguina, viene colpita mille volte, si dispera, cerca di sopravvivere e si rialza ogni volta. L'attrice ha saputo fin dall'inizio a cosa sarebbe andata incontro: "Roar, il regista, mi ha detto da subito che voleva fare un lavoro crudo e realistico sul personaggio e sul suo mondo: questo permette di immedesimarsi con lei. Sottoporsi alle sue prove è doloroso e traumatico: è ciò che volevamo mostrare. È importante perché ti fa affezionare a lei: quando riesce a rinascere dalle ceneri e far emergere la guerriera che è in lei, capisci che si è guadagnata sul campo la sua maturazione".

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La nostra intervista ad Alicia Vikander

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