La Corea del Sud ha dimostrato, negli ultimi anni, di poter tirare fuori storie vincenti da quello che è un fenomeno molto diffuso nel paese: le web novel e i conseguenti webtoon, entrambe forme di racconto nate dalle esigenze di un pubblico che va sempre più veloce e che quindi necessita di contenuti di rapida fruizione.
Sono nate così serie animate di grande successo come Solo Leveling, Noblesse e Tower of God, e adesso un nuovo titolo punta ad aggiungersi alle fila sempre più nutrite di prodotti analoghi: stiamo parlando di Tomb Raider King, anime che punta sull'action soprannaturale, disponibile su Crunchyroll dall'8 luglio. Prodotto dallo Studio EEK e diretto da Woo Seung-wook, riuscirà questo titolo a brillare tra la marea di produzioni estremamente simili?
Tra reliquie divine e viaggi nel tempo
Nel corso del 2025 sulla Terra si scatena il caos quando misteriose tombe emergono improvvisamente. Le strutture sono piene di reliquie divine che conferiscono un potere immenso a chi le possiede, un espediente pericoloso che dà quindi il via a una lotta globale per il dominio su di esse.
In questa feroce lotta conosciamo Goriki Ryoga, un predone che viene tradito dai suoi compagni e dato per morto finché, poco prima di essere divorato completamente da un mostro, non ottiene una seconda possibilità. L'uomo viene riportato indietro nel tempo, anni prima del ritrovamento delle reliquie. Spinto dalla rabbia e da una strategica conoscenza del futuro, si prefissa di iniziare un viaggio per saccheggiare ogni tomba prima che le reliquie vengano alla luce.
Il confronto inevitabile: un clone di Solo Leveling?
Da qualche anno a questa parte siamo stati invasi da produzioni molto simili a quella di cui stiamo parlando, nate dalla fame di contenuti e dalla bulimica fruizione di un pubblico che non si ferma mai e che ha bisogno sempre di nuovi stimoli e nuove storie che lo soddisfino. Peccato che questo meccanismo porti, inevitabilmente, a un appiattimento complessivo delle narrazioni, che si fanno simili per aspetto, contenuti ed idee.
È purtroppo questo il caso di Tomb Raider King, che ricorda tantissimo quel colosso che è diventato Solo Leveling. Non solo, infatti, la storia ne ripropone le dinamiche, ma anche il protagonista, Goriki Ryoga, sembra costruito sul prototipo già collaudato di Sung Jin-woo.
Il nostro giudizio è ovviamente parziale, basandosi su soli 2 episodi ma, ad affliggere quest'anime non è solo la mancanza di originalità, ma una vera e propria carenza di idee che va a sommarsi ad una narrazione frammentata e dal ritmo incostante, nella quale il protagonista si perde in tantissimi spiegoni relativi al mondo raccontato e ai suoi, prevedibili, meccanismi.
Comparto tecnico e animazioni: un prodotto senza troppe pretese
Dal punto di vista delle animazioni la serie alterna momenti più riusciti, dove la fluidità riesce a tenere il passo con l'azione, ad altri nei quali tutto sembra farsi meno curato. Dal punto di vista del character design, poi, Tomb Raider King si allinea con il tratto tipico del fumetto digitale ma, anche da questo punto di vista, sembra poi volersi intenzionalmente avvicinare all'estetica imposta da Solo Leveling, senza cercare un'ulteriore caratterizzazione. Una serie di cui godere senza impegno, quindi, per tutti gli amanti del genere fantasy.
Conclusioni
Tomb Raider King si rivela un anime senza troppe pretese, fortemente penalizzato dalla mancanza di originalità e dal continuo confronto con il colosso Solo Leveling, di cui ricalca pigramente dinamiche, estetica e prototipo del protagonista. Con una narrazione frammentata e rallentata da troppi "spiegoni", l'opera offre anche un comparto tecnico altalenante che alterna buone animazioni a momenti meno curati.
Perché ci piace
- Le animazioni che in alcuni momenti si fanno fluide per accompagnare l'azione...
Cosa non va
- ... ma che in altri arrancano non convincendo del tutto.
- Una trama troppo prevedibile.