Tokyo Ghoul

2017, Azione

Tokyo Ghoul e la nascita di un mostro

Versione live action del popolare manga/anime, Tokyo Ghoul è l'uscita di marzo della stagione degli anime di Nexo e Dynit, versione filmica che cerca di riassumere la linea narrativa di base dell'originale cartaceo e animato.

Tokyo Ghoul: una scena del film

Predatori o prede? Siamo soliti considerare noi esseri umani tra i primi, pur nel modo complesso e poco naturale che la nostra evoluzione ci ha consentito, ma ci sono tante situazioni in cui possiamo considerarci prede a nostra volta, soprattutto nei contesti di fantasia di tanti horror che mettono la razza umana a dover affrontare le fameliche attenzioni di mostri di varia natura. Come accade per esempio nel mondo immaginato da Sui Ishida nel suo manga Tokyo Ghoul, ambientato in una capitale giapponese in cui la presenza dei ghoul del titolo sono una pericolosa realtà.

Pubblicato in patria tra il 2011 ed il 2014 e diventato una serie animata nell'estate dell'anno della sua conclusione, Tokyo Ghoul è un'opera interessante e ben costruita, che ci viene proposta nella stagione degli anime da Nexo Digital e Dynit nella sua versione live action, ad ennesima dimostrazione di quanto ampio e complesso sia da considerare il panorama dell'animazione giapponese, che ruota ovviamente attorno all'animazione, ma include al suo interno, per attinenza ed estensione, i manga a cui le produzioni si ispirato e le loro versioni live action, che negli ultimi tempi abbiamo modo di gustare con maggior frequenza rispetto al passato.

Leggi anche: Tokyo Ghoul: al cinema il live action tratto dal manga solo il 6 e 7 marzo

Non è un paese per Ghoul

Tokyo Ghoul: un'immagine del film

A Tokyo ci sono dei ghoul che scorazzano liberamente e si nutrono di esseri umani, unico modo che hanno per placare la loro fame. Perché, per loro, il nostro cibo normale ha un sapore atroce, ad accezione del caffè, e non possono far altro che cacciare esseri umani per sopravvivere. Tra essi, c'è anche chi lo fa in modo meno incontrollato ed aggressivo, come le persone che fanno capo all'Anteiku, quella che è in apparenza una caffetteria e che invece fa da copertura ad alcuni di loro. Vivono, infatti, in segreto, nascosti tra gli uomini, ed il protagonista della nostra storia, Ken Kaneki, è convinto di non averne mai visto uno da vicino finché non viene aggredito e quasi ucciso da una ghoul.
Se Kaneki si salva è per un colpo di fortuna, per delle travi che crollano sulla sua predatrice uccidendola sul colpo. E perché il medico che si occupa di lui in ospedale prende l'iniziativa di trapiantargli gli organi di lei per salvargli la vita... rendendolo a sua volta un mostro affamato di carne umana. Diciottenne universitario, timido, impacciato ed amante della lettura, Kaneki si ritrova ad essere in bilico tra due mondi: non è più un umano, non vuole essere un ghoul.

Leggi anche: Netflix: da Death Note a Daitarn 3, 15 serie anime da vedere e rivedere

Alla scoperta del mondo ghoul

Tokyo Ghoul: un primo piano del film

La storia che ci racconta il film Tokyo Ghoul segue una prima storyline base del manga, quella che porta il giovane Kaneki alla scoperta del mondo dei ghoul in cui si trova catapultato, dalla fame per la carne umana alle kagune, gli organi predatori dei ghoul, passando per l'organizzazione dietro l'Anteiku alle pericolose Colombe, ovvero gli uomini con la valigetta, gli agenti della CCG (Commission of Counter Ghoul) che sono ora sulle tracce di una ghoul e la sua bambina. Una trama che gli autori del film estrapolano dal fumetto con inevitabili tagli e semplificazioni, ma anche qualche intelligente scorciatoia, per dare una prima idea piuttosto precisa di quel che racconta l'opera originale di Ishida, lasciando con la voglia di procurarsi il manga (o correre su Netflix per guardare l'anime) ed approfondire quel mondo.

Leggi anche: Your Name. Lo struggente anime che ha conquistato il Giappone

A cavallo tra due mondi

Tokyo Ghoul: un momento del film

Quel che funziona meno, purtroppo, è proprio il protagonista Kaneki, che deve reggere da solo il tema base del film con la sua trasformazione in qualcosa di diverso. Il suo tormento, il calvario che deve affrontare in questa nuova realtà, sono supportate nel manga dalla sua voce interiore che ne racconta il tormento, laddove il film di Tokyo Ghoul si affida alle sole smorfie e tremori del protagonista Masakata Kobota, oltre che a fugaci apparizioni di Rize, la ghoul alla quale si deve la sua trasformazione, per mettere in scena la sofferenza del ragazzo. Il risultato è comunque un prodotto interessante, capace di dare un'idea dell'opera, più articolata e ricca, a cui si ispira e che, dopo una fase iniziale meno ispirata, acquista solidità, ritmo e sana esplicita violenza man mano che la storia procede ed entra nel vivo.

Tokyo Ghoul e la nascita di un mostro
Antonio Cuomo
Redattore
3.0 3.0
Cinecittà World
Cinecittà World

Mostra i vecchi commenti

Tokyo Ghoul: al cinema il live action tratto dal manga solo il 6 e 7 marzo
Netflix: da Death Note a Daitarn 3, 15 serie anime da vedere e rivedere