This Is Us

2016 - ....

This is Us 2: emozioni e guest star d'eccezione in famiglia

A breve distanza dal debutto negli USA, riapre i battenti e arriva in Italia il fortunato show che coi suoi nuovi 18 episodi ci accompagnerà ogni lunedì dal 23 ottobre sul canale satellitare FoxLife, e che promette guest star d'eccezione che interpreteranno se stessi: Sylvester Stallone, con un ruolo piccolo ma incisivo nel terzo episodio, e il regista Ron Howard, già introdotto nello scorso finale di stagione.

È trascorsa poco più di una stagione dal finale della prima serie di uno degli show più amati dello scorso inverno: e adesso, a maggior ragione, si ha la sensazione di mettere un filtro che ha la grana di una coperta di Linus davanti allo schermo, perché anche quando i temi trattati sono drammatici, è sempre la gradevolezza la tonalità che contraddistingue questa serie. Dopo gli ultimi sei mesi, costellati di gioielli seriali di non sempre facile metabolizzazione, potenti, talvolta disturbanti nelle tematiche e ancor più negli approcci (basti pensare a Big Little Lies - Piccole grandi bugie e The Handmaid's Tale, per non parlare del recentissimo Mindhunter), una serie come This is us fa l'effetto di una tazza di tè bollente in pieno inverno. Insomma fa il suo lavoro, o meglio continua a farlo, con i ritmi e la modalità a cui ci aveva abituato e che ci aveva promesso, riprendendo le fila interrotte delle vite intrecciate dei suoi protagonisti.

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E giusto per ribadire quel gioco di circolarità e alternanza temporale che ha reso vincente la formula dello show, si riparte in modo speculare a come si era cominciato: dal giorno del compleanno dei Big Three, ovvero i gemelli Kevin e Kate Pearson, più il fratello adottivo Randall (l'attore Sterling K. Brown, fresco della recente vittoria agli Emmy). Ognuno alle prese con la gestione delle conseguenze delle proprie scelte e con le nuove problematiche che si profilano all'orizzonte, ognuno sull'orlo di uno dei tanti possibili momenti cruciali della vita. Ritroviamo Kevin che, contattato personalmente dal regista Ron Howard che interpreta se stesso, ha preso il volo fino a L.A. dove trascorre il compleanno sul set del film in compagnia della troupe e di una torta con la foto del suo bel faccione stampata in superficie. Unica nota dolente, Sophie, l'adorabile ed equilibrata ex-moglie nonché grande amore appena riconquistato, quando lo informa che non sarà in grado di raggiungerlo in giornata. Delusione contenuta, ma torta cestinata.

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Continua invece il rapporto dei novelli fidanzati Kate e Tobi, che ritroviamo alla vigilia del provino di lei, appena dopo aver deciso di tentare la carriera di cantante. Fondamentale il supporto del buon Tobi, che ancora una volta cercherà di placare le insicurezze di Kate e contenere i suoi testa a testa con se stessa, solo che per farlo dovrà addomesticare anche le sue, di insicurezze, quando durante la cena di compleanno organizzata per lei, si troverà ad annaspare cercando di conquistarsi il suo spazio di fronte al rapporto compatto ed esclusivo dei gemelli, fino all'inevitabile confronto/scontro fra i due uomini. Sarà la stessa Kate a ricordare a entrambi (a lei per prima) di essere una donna adulta che non dovrebbe aver bisogno di angeli protettori o di figure motivazionali, che si tratti del fratello o del fidanzato. E così, con questo nuovo spirito affronterà il provino, per il quale verrà scartata, senza però che la delusione intacchi la sua sicurezza. Non come avrebbe fatto un tempo, almeno.

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Di tutt'altro genere i problemi coi quali devono confrontarsi Randall e la moglie, da poco entrati nello stressante ingranaggio di colloqui e compilazione moduli per l'adozione di un bimbo. E se Randall sembra esaltarsi di fronte alla prospettiva di chiudere un cerchio iniziato con la sua adozione, la moglie mostra tutte le sue perplessità a riguardo e fungerà da specchio attraverso il quale Randall si renderà conto di quanto la sua natura votata al perfezionismo e al totale controllo degli eventi non possa e non debba essere imposta anche in questa situazione. C'è bisogno di mollare la presa. E quale modo migliore se non quello di optare per l'affidamento di un bambino/adolescente dal passato sconosciuto?

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Ma, soprattutto, ci sono loro, il gomitolo primigenio da cui si srotolano tutte le successive reti di incontri e avvenimenti. I coniugi Pearson, Rebecca e Jack. Ritroviamo la chimica fra i due attori, che ha fatto la fortuna della serie, e grazie ai quali si toccano le note più drammatiche, anche e soprattutto nel momento di massima distanza fra i due. Jack si è trasferito dall'amico e collega Miguel, Rebecca è costretta ad affrontare le reazioni per niente comprensive dei figli ormai adolescenti, e il problema dell'alcolismo, finora solo intravisto e accennato, si impone con tutta la pesantezza di un elefante inevitabile. C'è solo da scegliere come affrontarlo. E Rebecca metterà da parte la sua personale delusione e darà la priorità alla coppia, convincendo Jack a salire in macchina e tornare a casa con lei.

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E alfine, la questione

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La questione: perché oltre allo sfasamento delle diverse linee temporali su cui è costruito e che caratterizza lo show, oltre al mosaico di vite connesse che ormai è stato chiarito, il nodo drammatico che continua a trascinarsi lasciando indizi ma per adesso nessuna spiegazione esaustiva, è quello della morte di Jack.
Ed è alla fine di questo episodio che viene mostrata la casa dei Pearson completamente bruciata, e una Rebecca dai lineamenti stravolti che ferma in macchina da sola si abbandona alla disperazione. Dunque un incendio. Sul come e perché, per adesso, solo supposizioni, e non solo sul fatto in sé, ma anche su come gli autori decideranno di sfruttare quella che senza dubbio è la linea narrativa più enigmatica e dolorosa della serie, il gancio che probabilmente continuerà a far presa anche su chi può aver trattenuto qualche sbadiglio durante l'episodio. E non perché le interpretazioni degli attori non si siano confermate all'altezza delle aspettative, o perché i protagonisti non siano tornati a prenderci per mano esattamente dove ci avevano lasciati. Ma quel twist finale che ci aveva conquistati all'inizio della prima stagione, insieme a una costruzione temporale accattivante, non è più un trucco riutilizzabile. Da qui in avanti, la qualità della trama non potrà rilassarsi sul fattore sorpresa, perché il meccanismo è già noto. Il rischio della deriva telenovelistica, in una serie che si preannuncia piuttosto lunga, è concreto. Ma, del resto, stiamo pur sempre parlando di uno degli show drammatici più ottimisti in circolazione. Quindi tanto vale provare ad adeguarsi e attendere gli sviluppi. A vedere il bicchiere mezzo vuoto c'è sempre tempo.

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