Them, la recensione: la serie Prime Video che porta l’orrore nei vicinati perfetti dell’America anni Cinquanta

La recensione di Them, la serie horror di Prime Video: un racconto terrificante ambientato nell'America degli anni Cinquanta.

RECENSIONE di 09/04/2021
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Them: un'immagine tratta dalla serie

Che i prodotti di genere al cinema e in televisione siano uno strumento perfetto per fare critica sociale è una realtà sempre più evidente: negli ultimi anni, in particolare, è stato l'horror a diventare la lente d'ingrandimento per raccontare una piaga come il razzismo sistemico diffuso negli Stati Uniti. Scappa - Get Out e Noi di Jordan Peele ma anche, in televisione, il più recente Lovecraft Country - La terra dei demoni, ci hanno sbattuto in faccia quanto sia un fenomeno ancora difficilissimo da estirpare. Come vedremo in questa recensione di Them, la nuova serie tv Prime Video è un altro riuscitissimo tentativo di portare l'attenzione del pubblico di tutto il mondo sulla terribile ingiustizia delle discriminazioni razziali: l'orrore è ancora una volta lo strumento perfetto per veicolare un messaggio, e la serie creata da Little Marvin si distingue da altri prodotti simili per l'incredibile originalità delle sue svolte narrative e del - terrificante - immaginario che riesce a creare e con cui perseguita lo spettatore durante la visione.

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Them: un'immagine della serie

Pur collocandosi in parte nel sentiero tracciato dai film di Peele o da opere seriali come American Horror Story (anche in questo caso si tratta di una serie antologica, la prima stagione è infatti anche conosciuta come Covenant), è fin da subito evidente come Them sia un prodotto a sé, che sfrutta una storia davvero particolare, una tensione costante e dei ben assestati jump scares, ma anche un'ottima colonna sonora e un cast di attori perfetto, per insinuarsi sotto la pelle di chi guarda: difficile non mangiarsi gli episodi che la compongono tutti di un fiato (noi abbiamo potuto vedere i primi quattro in anteprima, sui cui basiamo questa recensione), decisamente impossibile non pensarci e ripensarci a visione ultimata.

L'orrore nel sogno americano

La storia, dopo una sequenza iniziale davvero angosciante, prende il via durante la Grande migrazione afroamericana negli Stati Uniti: in un periodo che va approssimativamente dal 1910 al 1970, come ci viene detto all'inizio della serie, circa sei milioni di afroamericani si spostarono dagli stati del sud verso quelli del nordest, del Midwest e dell'ovest del Paese. A spingerli, ovviamente, la voglia di sfuggire al razzismo particolarmente radicato al sud, ma anche la ricerca di lavoro nelle grandi città industriali e il bisogno di dare ai loro figli un'istruzione migliore. Come vedremo fin dal primo episodio di Them, nemmeno in California - il tanto agognato "ovest" del sogno americano - la famiglia al centro di questa storia troverà la pace che cerca.

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Them: un scena della serie distribuita da Amazon prive Video

Negli anni Cinquanta gli Emory - l'ingegnere Henry (Ashley Thomas), l'ex maestra di scuola Livia/Lucky (Deborah Ayorinde) e le due figlie Ruby (la Shahadi Wright Joseph già vista in Noi) e Gracie Lee (Melody Hurd) - decidono di trasferirsi in California, dove Henry, un ex soldato che porta ancora addosso i traumi del secondo conflitto mondiale, ha trovato un nuovo lavoro: arrivati nel sobborgo bianco di Compton, però, i quattro si renderanno presto conto che nessuno dei vicini è pronto ad accettare tra di loro la presenza di una famiglia di colore. La perfetta casalinga Betty Wendell (Alison Pill), in particolare, sembra essere disposta a tutto per fa sì che i nuovi arrivati se ne tornino da dove sono venuti.

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Them: una foto di scena

Se i continui soprusi ed intimidazioni da parte del vicinato non bastassero, a mettere in pericolo la sanità mentale degli Emory è anche qualcos'altro: nella casa appena acquistata si nasconde una forza oscura, nell'inquietante scantinato e nei bui corrodi, che prende la forma dei loro incubi peggiori. Un vecchio altissimo che segue Livia, la versione distorta e corrotta della protagonista del libro di Gracie che sembra aver preso di mira proprio la bambina, ma anche i fantasmi del passato bellico di Henry e la personificazione dei bulli che perseguitano Ruby nella nuova scuola. Come ci viene detto fin da subito, i fatti narrati nella serie avranno luogo nel corso di soli dieci giorni dopo l'arrivo della famiglia a Compton: che cosa accadrà agli Emory, saranno costretti ad abbandonare il sogno californiano e a spostarsi da un'altra parte o andranno incontro ad un destino ben più drammatico?

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Una scena di Them su Prime Video

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Un viaggio nella mente dei protagonisti

In questa storia al cui centro troviamo, come dicevamo, l'orrore del razzismo (il fatto che i fatti prendano il via negli anni Cinquanta non vuol dire che il collegamento con il mondo di oggi non sia evidente) e l'impatto psicologico che i traumi del passato hanno sul presente dei protagonisti, l'atmosfera è costantemente tesa, per lo spettatore è quasi impossibile trovare un attimo di pace e i ben assestati jump scares non sono seguiti, come di consuetudine, da attimi di sollievo, ma anzi l'angoscia è sempre crescente, lasciando chi guarda nella perenne aspettativa che possa accadere qualcosa di ancor più terribile da un momento all'altro. La sensazione, però, è che l'obbiettivo non sia solo quello di spaventare e sconvolgere lo spettatore, ma che anzi al primo posto ci sia sempre il bisogno di raccontare una storia e di trasmettere un messaggio ben preciso: è per questo che l'intreccio di Little Marvin risulta così imprevedibile e al tempo stesso profondamente spaventoso.

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Them: una scena della serie

Il viaggio nella mente di Henry e Livia, che compiamo attraverso i ricordi ma anche gli incubi, che tornano a perseguitarli in forma corporea, è capace di farci empatizzare tantissimo con il vissuto dei personaggi. Pur trovandoci in un tempo e in una realtà completamente diversa dalla loro, non possiamo che seguirli nella tragica disavventura di cui sono protagonisti. Il mondo per loro è assolutamente ostile, tanto nel vicinato perfetto, a scuola e sul posto di lavoro - dove il razzismo dei bianchi è reso manifesto in ogni piccolo e grande gesto (l'episodio di Ruby in classe è qualcosa che difficilmente ci dimenticheremo) - quanto all'interno delle mura domestiche. La casa non è il luogo dove trovare rifugio ma anzi un antro ricco di insidie. Visto quello che gli Emory si trovano ad affrontare - senza dimenticare quello che hanno già passato - è impossibile non sprofondare un po' con loro nell'orrore che sono costretti a vivere.

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Un cast convincente

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Them: un'inquietante scena della serie

La grande immedesimazione ed il trasporto per la vicenda narrata sono resi possibili anche grazie ad cast che funziona perfettamente nei diversi ruoli: a colpire l'inguaribile ottimismo del personaggio di Thomas, fragile ed orgoglioso al tempo stesso, ma anche l'espressività di Shahadi Wright Joseph che avevamo già tanto apprezzato in Noi, e la dolcezza di Melody Hurd, capace però di trasformarsi in un secondo in uno di quei bambini così inquietanti che fanno la fortuna di molti film dell'orrore. Il cuore pulsante di Them, o per lo meno degli episodi che abbiamo visto fino ad ora, è però la Livia di Deborah Ayorinde, forte e battagliera ma anche profondamente segnata da un dolore che nessuna madre dovrebbe vivere. I quattro attori sono estremamente convincenti nelle scene in cui sono da soli, ma insieme danno vita a momenti veramente indimenticabili: la menzione d'onore non può che andare ad una scena in particolare, in cui troviamo i protagonisti a tavola alle prese con una torta ai frutti di bosco e al tempo stesso con i traumi del passato che sono tornati a perseguitarli.

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Una scena di Them

Una colonna sonora da paura

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Una scena di Them

A rendere il tutto un insieme ancor più riuscito, i curatissimi costumi e scenografie, che ci traportano in una versione degli anni Cinquanta perfetta in superficie ma marcia e corrotta in profondità, concetto che prende vita nel personaggio interpretato da Alison Pill: casalinga dal sorriso smagliante e dalle gonne inamidate, ma capace di cattiverie indicibili per ottenere quello che vuole. Anche le scelte di regia (split screen, piani olandesi e cambi di prospettiva particolarmente interessanti) sono perfettamente funzionali a trasmettere il disagio costante vissuto dai protagonisti. A colpire di più, però, è senza dubbio la colonna sonora, ricchissima di pezzi d'epoca (come Get Happy e Ready or Not Here I Come dei The Delfonics) riarrangiati per rispecchiare l'atmosfera grottesca e spaventosa della realtà in cui ci muoviamo.

Una serie molto particolare

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Una scena con la piccola Melody Hurd

L'impressione che si potrebbe avere prima di iniziare la visione di Them, magari basandosi esclusivamente su quella del trailer, è di trovarsi di fronte a qualcosa che sa di già visto, che narra un tema che è già stato sviscerato in tutte le sue particolarità e sfaccettature. A prescindere dal fatto che, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo, di razzismo e discriminazione non si deve mai smettere di parlare, la serie creata da Little Marvin si conferma subito come un prodotto molto particolare nel suo genere, capace di attrarre l'interesse tanto degli amanti dell'horror come di chi tendenzialmente non si approccia a questo tipo di storie. La scelta, poi, di trasformare questa storia in una serie antologica alla American Horror Story è a nostro parere particolarmente vincente, e ci lascia con la grande curiosità di scoprire che cosa ci si inventerà per le prossime stagioni.

Conclusioni

Concludiamo la recensione di Them sottolineando ancora una volta quanto la nuova serie horror di Prime Video ci abbia profondamente colpito. Nel parlare dell'orrore della discriminazione e dell'impatto psicologico che i traumi del passato possono avere sul presente, Them ci trasporta in un mondo terrificante, smagliante in superficie ma marcio e corrotto in profondità.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

4.9/5

Perché ci piace

  • La storia originale che trasmette un messaggio molto importate.
  • Il cast perfetto nei diversi ruoli.
  • Le musiche riarrangiate per trasmettere un'atmosfera inquietante e grottesca.
  • Costumi e scenografie molto convincenti e curati.
  • La tensione costante che mantiene lo spettatore sempre sulle spine ed i jump scares ben assestati.

Cosa non va

  • Ad un primo approccio questa storia ed i temi trattati potrebbero sapere di già visto, scoraggiando forse alcuni spettatori.