The Resident 4, la recensione: tornano i medici di Atlanta, tra pandemia e problemi economici

La recensione di The Resident 4, la serie con Matt Czuchry, Emily VanCamp, Manish Dayal e Bruce Greenwood che torna su Fox Italia dal 10 febbraio.

RECENSIONE di 10/02/2021
The Resident 4 Emily Vancamp
The Resident 4: Emily VanCamp in una scena

Ci sembra giusto iniziare questa recensione di The Resident 4, la serie con Matt Czuchry, Emily VanCamp e Manish Dayal che torna su Fox Italia dal 10 febbraio, con una precisazione: la pandemia ha colpito i set e la programmazione delle serie tv generaliste e la lunga lista comprende anche The Resident, che ha scelto di inserire il Covid-19 nella propria trama ma in modo leggermente diverso dagli altri medical drama. Allo stesso tempo ha mantenuto la propria peculiarità di show che vuole mostrare il marcio - o comunque il malfunzionamento - del sistema sanitario americano attraverso le storie di medici, infermieri e pazienti tra le corsie del Chastain Park Memorial che lo aveva contraddistinto fin dal ciclo inaugurale.

UN BARLUME DI SPERANZA

The Resident 4 Emily Vancamp Tasso Feldman Matt Czuchry
The Resident 4: Matt Czuchry con Emily VanCamp in una scena romantica

La quarta stagione di The Resident sceglie di iniziare la propria premiere in un momento non specificato post pandemia, quando il peggio è passato e non bisogna più indossare mascherine, rimanere distanziati e seguire le altre regolamentazioni, per poi fare un passo indietro, che però durerà solo un episodio. Il passo indietro porta nel vivo della pandemia a marzo-aprile 2020 con il Chastain costretto ad affrontare il suo primo caso di Covid-19... e gli altri a seguire. Il serial, lo ricordiamo, già si era già distinto negli episodi finali della terza stagione citando l'inizio della diffusione del virus ma senza mostrarlo.

Le serie tv ai tempi del Covid-19: come la tv generalista affronta la pandemia

The Resident 4 Shaunette Renee  Wilson Malcolm Jamal Warner
The Resident 4: una foto di scena della quarta stagione

Durante la premiere si sceglie di risolvere tutte le domande (chi sopravvivrà e chi no dei protagonisti e dei personaggi minori?) nei minuti finali, ambientati durante il matrimonio di Nic e Conrad. Un inizio che utilizza la tecnica del flashforward ricordando un'altra serie con protagonista Emily VanCamp, Revenge, ma che sceglie di non mantenere questa storyline fino ad un ipotetico midseason finale bensì risolverla per passare ad altro. Del resto, essendo iniziata già in midseason era forse complicato gestire la narrazione in questo modo, e bisognava pur sempre distinguersi dagli altri medical che stanno continuando "in tempo reale".

QUESTIONE DI SOLDI

The Resident 4 Emily Vancamp Matt Czuchry
The Resident 4: un'immagine della quarta stagione

C'è similitudine nella scelta di (non) affrontare per tutta la stagione la pandemia in corso con quanto fatto in The Good Doctor, ma a differenza del gelo quasi chirurgico con cui viene trattata in quel frangente, come fosse un caso della settimana, qui non mancano le emozioni e l'attaccamento ai personaggi che potrebbero lasciarci. In generale nelle nuove puntate di The Resident i drammi - medici e non - non mancano, e ognuno dei protagonisti dovrà affrontare ciò che il Covid-19 gli ha lasciato oppure tolto. Lo show è sempre stato attento a mostrare e denunciare, come dicevamo, le falle nel sistema sanitario statunitense contemporaneo. Se nelle prime due stagioni lo spettro con cui mostrava tali falle era più oscuro e torbido, dalla terza è divenuta più distintamente chiara la divisione fra "buoni" e "cattivi" della storia con meno chiaroscuri per i personaggi (come il Dottor Bell quasi totalmente redento, e sostituito dal nuovo "nemico comune", la Red Rock e il Dottor Cain).

The Resident 4 Matt Czuchry Manish Dayal
The Resident 4: Matt Czuchry e Manish Dayal in una scena

Il Chastain sembra nuovamente in balìa degli eventi, complice il post-pandemia, e nuovamente con problemi economici. Ciò che questa serie vuole è invitare a far riflettere su come un ospedale sia al pari di una qualsiasi altra azienda e per andare avanti e offrire le migliori cure, le migliori attrezzatture e i migliori medici, debba avere chi la finanzi, e la finanzi anche bene. Bisogna disperatamente cercare di trovare un equilibrio fra chi fa questo mestiere puramente per il giuramento di Ippocrate e per salvare delle vite, e chi cerca il prestigio e la fama, cercando di unire i due aspetti.

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NUOVE PROSPETTIVE

The Resident 4 Jane Leeves Bruce Greenwood
The Resident 4: una scena della serie

Ogni personaggio in questa nuova stagione ha nuove prospettive e "nuove normalità" a cui abituarsi. Conrad e Nic devono accogliere la vita da neo sposini, Devon deve ritrovare la propria condizione di single e denunciare dove secondo lui il sistema ha fallito durante la pandemia, Mina e AJ devono capire a che punto sono della loro relazione professionale e non, Kit e Randolph possono definitivamente riscoprirsi amici mentre quest'ultimo vorrebbe riallacciare i rapporti con il figliastro allontanato da tempo. Il Dottor Cain non è immune ai dilemmi morali che lo attendono e ci sarà anche una new entry interpretata da un visibilmente invecchiato Kerr Smith. Ancora una volta al centro delle storie troveremo malattie rare, l'acume e la prontezza del Resident del titolo, i sentimenti, l'ironia, il dramma e soprattutto, ancora più di prima, il bisogno di fare squadra nell'affrontare un mondo che fa sempre più paura.

Conclusioni

Chiudiamo questa recensione di The Resident 4 perplessi sulla scelta di aprire e chiudere la parentesi pandemia – pur se con degli strascichi nelle storyline dei personaggi – nella season premiere ma allo stesso tempo felici per come è stata affrontata con tatto, sentimento e attenzione. Ognuno dei personaggi porta con sé delle conseguenze che iniziano ad essere trattate negli episodi successivi, e allo stesso tempo il serial non dimentica la sua natura peculiare di denuncia del sistema sanitario americano, anche in legame con il virus che ha colpito tutto il mondo. Allo stesso tempo sceglie di dare speranza e luce fuori e dentro il piccolo schermo, e questo non può che essere un merito dato il periodo difficile che stiamo vivendo.

Movieplayer.it

3.5/5

Voto medio

3.4/5

Perché ci piace

  • Lo status quo che aveva in parte raggiunto la serie nella terza stagione viene rimesso in discussione dal virus.
  • La serie non dimentica la propria natura peculiare sulla denuncia del sistema sanitario americano e sui chiaroscuri dei personaggi.
  • I casi di puntata continuano ad essere appassionanti e si amalgamano bene con le storie personali dei protagonisti.
  • La serie sceglie di utilizzare ma anche risolvere la pandemia nella premiere, lasciando quindi speranza per il futuro…

Cosa non va

  • …ma forse avrebbe potuto essere sfruttata di più, almeno fino al midseason finale.
  • Alcune storyline personali sono un po’ forzate e poco originali nel post-pandemia.