Ritornano sempre. Un concetto che vale per molte miniserie diventate poi serie vere e proprie, ma pure un concetto che ha dell'incredibile quando parliamo di The Night Manager. Questo perché non solo il progetto è stato ripescato dieci anni dopo, ma anche perché sono riusciti a far tornare tutto il cast per due ulteriori stagioni.
Questo a dimostrazione di quanto BBC credesse nella spy story nata dalle pagine di John le Carré, che poco prima di morire ha espresso il desiderio di una continuazione su schermo della sua storia. A quel punto a prenderla di nuovo in mano è stato David Farr insieme al regista Georgi Banks-Davies, che ha preso il posto di Susanne Bier. I nuovi episodi, dall'11 gennaio su Prime Video, sono a cadenza settimanale fino al 1 febbraio.
The Night Manageer 2: una spy story al quadrato
Non solo ultimo desiderio di le Carré ma una condizione: che fosse tutto più audace e alzasse il tiro. Questo l'obiettivo che tutto il team produttivo e artistico si è posto per tornare dieci anni dopo la vittoria agli Emmy, Golden Globe e BAFTA. E così è stato: siamo nuovamente dentro una missione impossibile per il protagonista, l'ex agente dei servizi segreti britannici Jonathan Pine che ora si è rifatto una volta sotto un altro nome, Alex Goodwin, ma il passato non tarderà a bussare alla sua porta.
Girata tra Regno Unito, Spagna, Colombia e Francia, la serie abbraccia una nuova vita tranquilla ed un'identità come tante altre per il protagonista: ora è un agente subalterno dell'MI6 che gestisce una semplice unità di sorveglianza a Londra. Ma lui è pur sempre Jonathan Pine e, quando rivede un ex mercenario di Richard Roper, non riesce a guardare dall'altra parte e inizia a chiedersi cosa stia accadendo, finendo per affrontare un nuovo temibile avversario: l'uomo d'affari colombiano Teddy Dos Santos (Diego Calva).
Unire spionaggio e storia personale: il segreto della serie Prime Video
Ciò che rende The Night Manager unica nel panorama spionistico seriale moderno è il saper bilanciare tanto la vita personale di Pine e degli altri personaggi, quanto la parte più prettamente action thriller. Tutti sono ottimamente caratterizzati con quel pizzico di british humour, nonostante la vena decisamente drammatica del racconto, facendo la differenza.
La geopolitica e l'attualità fanno ancora una volta da sfondo e contesto socio-culturale, portando Pine fino in Colombia, nell'organizzazione criminale di Santos grazie all'aiuto, inizialmente riluttante, dell'imprenditrice Roxana Bolaños (Camila Morrone). Una volta lì, però, il protagonista scopre qualcosa di ben più grave: la fornitura di armi e l'addestramento di un esercito di giovanissimi. Si innesca quindi un'inevitabile corsa contro il tempo tra alleanze, complotti, tradimenti, e una cospirazione che punta a destabilizzare una nazione. Di chi si può fidare e quali ulteriori sacrifici è disposto a compiere?
Un cast e una messa in scena da Emmy, ancora una volta
Torna, come dicevamo, l'intero cast precedente: Olivia Colman, Alistair Petrie, Douglas Hodge, Michael Nardone e un visibilmente cresciuto Noah Jupe, affiancato da new entry di primo piano come, oltre alla già citata Morrone che si era distinta in Daisy Jones & The Six, Diego Calva (ve lo ricordate in Babylon?), Indira Varma, Paul Chahidi e Hayley Squires.
Tanto i veterani quanto i nuovi arrivati formano un ensemble prestigioso, offrendo interpretazioni sul filo del rasoio e una tensione narrativa palpabile, coadiuvati da una fotografia, una regia, un montaggio ineccepibili che dimostrano ancora una volta - se mai ce ne fosse stato bisogno - la bravura degli inglesi nell'imbastire una storia di spionaggio.
Saper bilanciare due elementi: politico e privato
Ciò che aveva caratterizzato The Night Manager nel ciclo inaugurale viene riproposto, ampliando lo spettro del racconto, tanto nella sfera privata quanto in quella politica dei personaggi, anche se forse ricadendo in qualche schema passato.
A partire da Jonathan Pine e dal passato che sembra non riuscire a dimenticare: l'assenza/presenza del Richard Roper di Hugh Laurie è ben sfruttata, facendolo diventare un macigno sulle spalle del protagonista. Un presagio di malignità che grava sulle sue spalle, incombendo sul destino di tutti i personaggi.
Chiaramente, in questo caso, l'apertura a un prosieguo è molto più evidente (e voluta), rispetto a capitolo precedente, poiché siamo di fronte ad un nuovo tipo di serialità.
Conclusioni
The Night Manager 2 è un nuovo e pericoloso viaggio seriale che acquista ragion d'essere dopo un decennio man mano che storia si dipana. Tom Hiddleston torna in gran forma, affiancato da un cast variegato e brillante che colora di grigio l'esistenza di Jonathan Pine, su cui grava la scure del passato. Nuove ombre - personali e politiche, abilmente mescolate - si dipanano all'orizzonte, mentre la regia, il montaggio e la fotografia donano tensione e chiaroscuro in un degno seguito, legandosi all'attualità, ricadendo in alcuni schemi già visti e aprendo dichiaratamente ad un prosieguo, questa volta già annunciato.
Perché ci piace
- Tom Hiddleston: un ritorno in gran forma.
- Olivia Colman, Diego Calva e il resto del cast: da applausi.
- L'attualiità e la geopolitica ben inserite nel racconto.
- Un sequel sensato...
Cosa non va
- ...che a volte guarda un po' troppo al passato.
- Il finale apre ad una terza stagione già annunciata e questo potrebbe infastidire qualcuno.