The Jackal al cinema: i loro “alieni ingenui” e la versione di Despacito cantata per noi

Il collettivo di videomaker sarà in sala il 9 novembre con il primo film, Addio fottuti musi verdi, per gli amici AFMV: conversazione a sette con i The Jackal, tra astronavi e alieni, scene d'azione, l'amore per la fantascienza, il Dottore donna e la versione beatbox di Despacito cantata solo per noi.

The Jackal - Addio fottuti musi verdi: Francesco Capaldo e Simone Russo in un'immagine promozionale

Si sono persi in Google, hanno fatto scoprire agli italiani gli effetti di Gomorra sulla gente, il loro canale YouTube, aperto nel 2006, conta, ad oggi, 57 milioni di visualizzazioni: dopo aver macinato successi sul web, aver firmato alcune delle campagne pubblicitarie più intelligenti degli ultimi anni ed aver aperto la prima edizione dei David di Donatello curata da Sky insieme al premio Oscar Paolo Sorrentino, i The Jackal sono pronti per il grande passo, il cinema.

Presentato al Lucca Comics 2016, il film d'esordio dei The Jackal, dal titolo Addio fottuti musi verdi, abbreviato a AFMV per gli amici e per creare un logo molto "cool", arriverà nelle sale italiane il 9 novembre, distribuito da 01, e racconta la storia di Ciro, interpretato da Ciro Priello, volto storico del gruppo di videomaker, intento a cercare lavoro fuori sede, addirittura in mezzo agli alieni.
Abbiamo incontrato i The Jackal nella loro Campania, dove ci hanno rivelato qualcosa in più su un progetto molto desiderato, il loro sogno fin da quando erano bambini, da quella volta che videro in sala Independence Day.

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Lucca 2016: I The Jackal Ciro Priello e Simone Ruzzo per presentare il film Addio fottuti musi verdi

Alieni ingenui, il Dottore donna e Despacito beatbox

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Si conoscono da più di venti anni, hanno cominciato a fare video sui banchi di scuola per gioco, quando i tempi non erano ancora maturi e i compagni di classe li additavano come "sfigati", in un periodo in cui la parola "nerd" non era ancora così diffusa in Italia e non era per nulla di moda: Francesco Ebbasta, Simone Ruzzo e Ciro Priello, il nucleo storico dei The Jackal, hanno ora la loro rivincita, perché la passione per i film di fantascienza, nata proprio quando hanno visto, nel 1996, Independence Day in sala e si sono detti: "Voglio fare questo", li ha portati al cinema. Il privilegio di realizzare il proprio sogno insieme agli amici di sempre è un lusso raro: "È molto emozionante e credo sia proprio il senso di questo film" ci ha detto Francesco Ebbasta, il regista, spiegando meglio: "Spero che, guardando il film, arrivi questo spirito d'amicizia che ti spinge a grandi imprese. Siamo cresciuti guardando film di fantascienza: il primo film che abbiamo visto al cinema insieme è stato Independence day e adesso stiamo per uscire con un film con le astronavi. Un po' meno astronavi di Independence day... un po' meno astronavi più comedy".

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Addio fottuti musi verdi: Simone Russo in un'immagine promozionale del film

Un film con gli alieni dunque: saranno ingenui anche loro, come uno dei tormentoni che ha reso celebre il gruppo, ovvero gay ingenui? "Non è una cattiva idea: possiamo fare un sequel e chiamarlo Alieni Ingenui o Addio Fottuti Musi Verdi Ingenui" ha detto scherzando Simone Ruzzo. Sempre a proposito di extraterrestri, non potevamo non chiedere ad Alfredo Felco, attore, addetto agli effetti speciali e Oscuro Signore dei The Jackal, nonché grande appassionato della serie Doctor Who, cosa ne pensa del primo Dottore interpretato da una donna, l'attrice inglese Jodie Whittaker: "Doctor Who è una serie televisiva che si basa molto sul cambiamento, sul fare sempre cose pazze. Ha qualche tratto in comune con la The Jackal: facciamo sempre le cose che non dovremmo fare e secondo me loro hanno fatto così, per svecchiare lo show hanno deciso di intraprendere una strada nuova. Vedremo come sarà questo Dottore donna: siamo molto curiosi".

Addio fottuti musi verdi: una scena del film

A proposito di donne: nel film c'è una nuova protagonista femminile, l'attrice Beatrice Arnera, che su AFMV ci ha detto: "Non avrei mai immaginato che nella mia vita mi sarei ritrovata a sparare agli alieni: questo è poco ma sicuro!". E il cast maschile invece che ne pensa del fatto di sparare agli alieni? "A me è dispiaciuto un po', mi ero affezionato" ha detto Felco, seguito da Ebbasta: "Abbiamo voluto fare tutte quelle cose che non abbiamo mai potuto fare, come saltare da dodici metri di altezza, sparare con armi laser, far esplodere cose... Tutti gli addetti ai lavori si sono molto divertiti perché si sono ritrovati a fare delle cose che di solito nel cinema italiano non si fanno: ogni location è stata diversa e si sono cimentati con cose che sono i motivi per cui inizi a fare questo lavoro, dagli stunt alla post-produzione, passando anche per la stessa fotografia, per cui è stato fatto un lavoro incredibile di messa in scena nello spazio. AFMV è un film di genere a tutti gli effetti e in questo senso ci ha fatto molto, molto divertire".

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AFMV non è un semplice collage di gag, come sarebbe stato facile aspettarsi, ma una storia con una sua struttura narrativa: un passo coraggioso, ma anche una fortuna, visto il risultato al botteghino di altri colleghi nati su YouTube che non sono riusciti a trovare la formula giusta per adattare il proprio stile al grande schermo. Il film è esattamente quello che volevano fare? "È assolutamente quello che volevamo fare" ci ha detto Ebbasta, continuando: "non volevamo cadere nell'errore di fare un'opera web dilatata. È stato molto difficile, perché abbiamo dovuto adeguare il nostro linguaggio a una tempistica molto diversa, che deve rispettare i canoni tradizionali del cinema". Per Ciro: "Abbiamo sempre amato raccontare storie: l'abbiamo fatto sul web e ora al cinema". Infine, citando il loro ultimo tormentone, la parodia di Despacito, la canzone di Luis Fonsi che spopola da mesi nelle radio di tutto il mondo, i The Jackal ci hanno fatto un regalo, la versione beatbox del brano, cantata da Ciro e Beatrice. Una chicca indescrivibile, da godere al meglio guardando il video.

The Jackal sul loro primo film: AFMV

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