The Good Wife: il commento all'episodio A Precious Commodity

Un ottimo episodio, con un case of the week di grande interesse, e una gestione intelligente del materiale che afferisce alla storyline orizzontale.

Il plot

Appena rilasciata l'intervista in cui condanna il passato dell'altro name partner del suo studio legale, Diane confessa tutto a Will. Ma il suo sincero rammarico non basta ad arginare la furia di lui: in breve, i partner sono d'accordo sull'opportunità offrire una buona uscita alla futura giudice Lockhart per estrometterla dallo studio. Alicia si trova a tentare di difendere Diane e a tenere a bada Cary e gli altri associati al quarto anno in fuga verso la neonata Florrick/ Agos, che hanno messo gli occhi sui clienti Diane; il tutto mentre segue un caso pro bono, in cui tutela gli interessi di una giovane gestante-surrogato che rifiuta l'ingiunzione dei genitori del bambino che porta in grembo ad abortire perché crede che il feto possa essere sano nonostante la diagnosi di una gravissima anomalia genetica. Nel frattempo il Governor Elect Florrick è costretto a reinserire nel comitato etico la bella Marilyn Garbanza, che pretende accesso diretto e inizia immediatamente a farsi civettuola. Turbato, Peter cerca di convincere la nostra indaffaratissima Alicia ad anticipare il rinnovo dei voti matrimoniali alle Hawaii.

Cosa ci è piaciuto

Il case of the week. Il tema del cosiddetto "utero in affitto" e quello altrettanto spinoso dell'aborto in un unico procedimento, gestito per altro dalla teleplay di Keith Eisner con autentica maestria: per una volta, il "cattivo" non c'è, ci troviamo di fronte a personaggi coinvolti in una situazione emotivamente estrema e senza facili soluzioni, e siamo indotti a riflettere sulle nostre persuasioni su argomenti delicatissimi e difficili da gestire anche dal punto di vista legislativo. Il momento più toccante è quello in cui la mamma biologica Janel Moloney, al banco dei testimoni, racconta della tragedia che ha già colpito la famiglia, la perdita di un bimbo nato con un problema cardiaco, e della sua condivisibile decisione di non mettere al mondo un altro figlio destinato a vivere solo poche settimane di sofferenza. Eppure, questo bambino è nel corpo di un'altra donna, scalcia e sembra chiedere di vivere.

Alicia accerchiata. Ci sembra l'epitome della donna moderna, la nostra eroina alle prese con un caso che la impegna intellettivamente ed emotivamente, un ambiente lavorativo in cui regna la tensione, le richieste e le blandizie degli uomini da cui cerca di affrancarsi, il capo ed ex amante, il "nuovo" partner, e il marito, e la preoccupazione per una figlia che sembra cresciuta all'improvviso e che sembra attrarre troppe attenzioni maschili per i suoi sedici anni. E come tutte le donne multitasker, anche quelle di successo, ci sta che prenda qualche cantonata, come scambiare il sacerdote che segue spiritualmente la piccola Grace per un attempato pretendente. Ops.

Diane e Will. Vedere sgretolarsi la grande amicizia che lega i due name partner della Lokhart Gardner è, come potevamo immaginare, doloroso. Anche qui gli autori di The Good Wife si superano, con una gestione asciutta, intelligente e coerente del materiale: Will è mostrato in tutta la sua acrimonia, senza alcun tentativo di "intenerire" il pubblico; Diane è dispiaciuta per il passo a cui è stata indotta in nome della sua carriera, ma sa quello che vale e intende lasciare lo studio a testa alta.

Kalinda all'oscuro. Per una volta, Alicia è riuscita a superare in astuzia e circospezione l'amica detective, e Archie Panjabi è bravissima a rivelare con una sola espressione la sorpresa e il dispiacere che la colgono nel momento in cui Robyn si lascia scappare la notizia.

Cosa non ci ha convinto

Melissa George è una bellissima donna, ma recitare non è solo telegenicità. Non aiuta il fatto che l'unico segmento debole della riuscita teleplay di A Precious Commodity sia il suo tête-à-tête con Chris Noth, con questa insostituibile esperta di questioni etiche che pretende che il neo Governatore confermi un incarico a un incompetente: "mi spiace, non potrò mai preferire Dan Brown a Hemingway", ribatte Peter, stolido e stregato dal broncino e dallo sventolio di lunghe ciglia. Non sappiamo cosa abbia lo show in serbo per il personaggio di Marilyn Garbanza, ma speriamo che qualsiasi cosa sia ci porti lontano da qui.

Note a margine

Janel Moloney è l'ennesima guest star di The Good Wife che proviene dalla "scuderia" di Aaron Sorkin: era infatti l'incomparabile Donna di West Wing. Dal serial presidenziale arriva anche Stockard Channing, che abbiamo visto la scorsa settimana, mentre la scorsa stagione ha visto in scena due star di Studio 60, Matthew Perry e Amanda Peet, oltre all'amante repubblicano di Diane, il "Bingo Bob" di West Wing Gary Cole. E naturalmente c'è il nostro Will, Josh Charles, che era protagonista di Sports Night.

What's next?
I nodi (restanti) stanno per venire al pettine, visto che Alicia chiede a Cary di anticipare la dipartita verso la nuova avventura, e noi non vediamo l'ora di vederla affrontare Will in tribunale, magari con Diane sullo scranno. Intanto, nel prossimo episodio torna l'adorabile Elsbeth Tascioni/Carrie Preston, fresca di Emmy. Urrà!

Movieplayer.it

4.0/5