The Dangerous Book for Boys

2018

The Dangerous Book For Boys: una serie che affronta con semplicità tematiche complesse

Il progetto creato da Bryan Cranston e Greg Mottola convince con il suo approccio pieno di inventiva e calore umano alle conseguenze di una dolorosa perdita.

Il libro The Dangerous Book for Boys, scritto da Conn e Hal Iggulden, è la fonte di ispirazione dell'omonima serie realizzata per Amazon creata e prodotta da Bryan Cranston e Greg Mottola.
La star di Breaking Bad e il regista del film Le spie della porta accanto hanno unito le forze per realizzare il progetto ideato fin dal 2014 e ritornato in fase di sviluppo dopo che il network NBC ha deciso di non ordinarne la produzione. Un po' come accaduto con Sneaky Pete, show anche in quel caso prodotto da Cranston, la serie ha trovato una nuova "casa" nella piattaforma Amazon Prime Video dove dal 30 marzo (qui potete iscrivervi e testare la piattaforma streaming, i primi 30 giorni sono gratis) è disponibile la prima stagione, composta da sei episodi.
La natura di "guida" del volume ha permesso agli autori di spaziare a livello tematico e narrativo, delineando una trama e dei personaggi in grado di unire lo spirito avventuroso dell'opera dei fratelli Iggulden con delle tematiche importanti e un'atmosfera adatta a tutta la famiglia.

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The Dangerous Book for Boys: i giovani protagonisti della serie

Una famiglia alle prese con una tragica perdita

The Dangerous Book for Boys: una foto della serie Amazon

Wyatt (Gabriel Bateman), Dash (Drew Logan Powell) e Liam McKenna (Kyan Zielinski) sono tre fratelli che devono affrontare la morte del padre, Patrick (Chris Diamantopoulos). L'uomo era un incredibile inventore dalla grande immaginazione che ha lasciato un segno indelebile in tutte le persone che l'hanno conosciuto. Patrick, inoltre, ha pensato ai suoi figli prima di dover dire loro addio ideando un libro intitolato The Dangerous Book for Boys in cui ha raccolto idee, riflessioni, messaggi, progetti e racconti in grado di stimolare l'immaginazione dei tre fratelli. Sarà però Wyatt a rimanere più colpito dal gesto e a immergersi in un mondo fantastico in cui può ancora parlare e confrontarsi con il padre, mentre supera gli ostacoli che la vita gli riserva giorno dopo giorno.
Beth (Erinn Hayes), nel frattempo, cerca di aiutare i figli e se stessa nel difficile periodo dopo la morte del marito, tuttavia la situazione non sarà delle più semplici dopo il ritorno di Terry, il fratello gemello di Patrick, e dovendo confrontarsi con Tiffany (Swoosie Kurtz), la suocera un po' hippie che non si rivela particolarmente attiva nel gestire la casa e la famiglia, avendo approcci meno convenzionali alla vita e all'educazione dei più piccoli.

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L'immaginazione e la conoscenza come soluzione ai propri problemi

The Dangerous Book for Boys: Chris Diamantopoulos e Gabriel Bateman in una foto della serie

The Dangerous Book for Boys si rivolge con bravura a un pubblico molto giovane pur offrendo agli adulti dei validi motivi per lasciarsi conquistare da una storia semplice e ben calibrata sulle emozioni alla base della trama. L'elaborazione del lutto da parte dei ragazzi, già al centro di recenti progetti cinematografici come Sette minuti dopo la mezzanotte o I Kill Giants, viene rappresentata con la giusta sensibilità svelando come il piccolo Wyatt riesca a mettere a frutto gli insegnamenti lasciati dal padre tra le pagine e mantenga nella sua mente un legame indissolubile, rivolgendosi a lui quando è in difficoltà, in momenti molto diversi che comprendono gli attimi in cui assiste ai litigi in famiglia o situazioni un po' inaspettate come le ore di lezione a scuola. Dallo spazio alle profondità marine e magnifiche isole deserte, Patrick ritorna nella vita del figlio grazie all'immaginazione che in vita ha sempre coltivato e sperato di trasmettere a Wyatt e ai suoi fratelli, elemento narrativo che risulta centrale per la riuscita della serie ed enfatizza al tempo stesso lo scopo educativo condividendo nozioni scientifiche, storiche e letterarie.
Gli autori hanno inoltre saputo dare vita a tre fratelli dalle caratteristiche molto diverse tra loro, aspetti che emergono nelle sei puntate grazie ai spazi dedicati singolarmente a ognuno di loro, svelando così come anche Dash e Liam stiano cercando il proprio modo per reagire alla morte del padre, e alle interazioni con gli altri membri della famiglia. La spontaneità dei giovani interpreti sostiene bene la struttura dello show, in cui anche una rivalità tra vicini per il "commercio" di limonate o le prime interazioni con le ragazze (fonte di esilaranti perle di saggezza tra fratelli) suscitano riflessioni su temi importanti, e fanno apparire credibili anche i passaggi più emozionanti.

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Un ritratto convincente degli adulti

The Dangerous Book for Boys: Erinn Hayes e Gabriel Bateman in una foto della serie

Gli spettatori più maturi dal punto di vista anagrafico, oltre a provare un po' di nostalgia per l'infanzia e a quella sensazione di paura e meraviglia che accompagna i primi passi verso l'età adulta, possono trovare nello show anche un'attenta ricostruzione delle difficoltà di una madre divisa tra l'immenso dolore causato dalla morte del marito e la determinazione nel non voler far pesare la sua sofferenza sulle spalle dei figli, cercando invece in ogni modo di offrire speranza e sostegno. La presenza sullo schermo di Beth è convincente e realistica proprio grazie ai suoi momenti di debolezza, ai suoi scatti di rabbia di fronte a problemi apparentemente insignificanti come la cancellazione di un'iscrizione in palestra o telefonate da parte di chi non è a conoscenza del suo lutto, ed Erinn Hayes compie un ottimo lavoro nell'interpretare le transizioni tra gli sfoghi e l'immediata reazione di fronte all'arrivo nella stanza di uno dei suoi figli, passando così in pochi secondi dalle lacrime a un'apparente tranquillità. La vena malinconica ed emozionante che contraddistingue il personaggio della madre viene però equilibrata dalla leggerezza e dalla naturale comicità di Tiffany e di Terry, presenze a volte caotiche, ma sempre animate dalle buone intenzioni, che solo a un primo sguardo poco attento potrebbero apparire esclusivamente come fonte di guai.
Swoosie Kurtz è irresistibile nelle sue interazioni con i nipoti e, nel season finale, con il figlio così ingenuo e assolutamente incapace di essere all'altezza della bravura del gemello con gli attrezzi da lavoro e i progetti "architettonici", svela persino un lato più sensibile e comprensivo di questa nonna molto atipica.
Il doppio ruolo non mette infine particolarmente in difficoltà Diamantopoulos che riesce a dare molte sfumature a due parti ideate quasi in opposizione: l'attore fa sorridere in modo sincero sia in versione Patrick, con le sue apparizioni all'insegna della saggezza nella mente di Wyatt, sia in quella del disastroso e un po' infantile Terry, perfettamente a suo agio con i membri più piccoli della famiglia McKenna.

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Una struttura efficace ma potenzialmente ripetitiva

The Dangerous Book for Boys: i giovani protagonisti della serie

L'eccessiva dose di buoni sentimenti e di nostalgia per un passato in cui la tecnologia era limitata e si doveva faticare per trasformare le proprie idee in realtà penalizzano un po' la sceneggiatura firmata da Cranston e Mottola, che sembra più vicine alle serie degli anni '80 e '90 che a quelle realizzate per un pubblico contemporaneo, tuttavia l'atmosfera creata lascia soddisfatti, sfruttando inoltre molto bene la breve durata degli episodi. La prima stagione, composta da solo sei puntate, evita infatti che la struttura risulti troppo ripetitiva e la scelta di spaziare tra situazioni molto diverse allontana il rischio di annoiare. Il montaggio appare poi equilibrato tra le sequenze totalmente dedicate ai bambini e quelle necessarie a ricordare il contesto generale in cui stanno crescendo, non mettendo mai in secondo piano le scelte e le azioni degli adulti.
Gli stereotipi sono tuttavia presenti nella rappresentazione dei protagonisti e alla lunga le contrapposizioni tra approcci alla vita e atteggiamenti individuali potrebbe penalizzare l'efficacia della narrazione e la sua capacità di coinvolgere.
Tra gli aspetti apprezzabili dello show si devono inoltre segnalare la regia dinamica, la fotografia che ben si adatta ai cambiamenti emotivi e di atmosfera, e la cura con cui si sono create le scenografie, davvero ricche di dettagli, soprattutto negli interni.

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Conclusione

The Dangerous Book For Boys si propone come una serie semplice e all'insegna dei messaggi positivi, rivolgendosi a un pubblico di tutte le età a cui si avvicina proponendo diversi spunti e chiavi di lettura al tema della perdita di una persona amata. Le buone interpretazioni del cast e l'equilibrio tra gli elementi drammatici e quelli comici sostengono le sei puntate che lasciano la curiosità di scoprire quello che accadrà alla famiglia McKenna. Nonostante la breve durata, la visione della stagione potrebbe forse risultare più piacevole e coinvolgente se diluita nel tempo, evitando così che con il binge-watching le interazioni tra padre e figlio in una dimensione fantastica e i contrasti tra gli adulti perdano la loro freschezza e onestà emotiva.

The Dangerous Book For Boys: una serie che...
Beatrice Pagan
Redattore
3.5 3.5
Cinecittà World
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