The Affair 5x01, la recensione: l’ultimo atto, tra passato e futuro

The Affair 5x01, la recensione del primo episodio della quinta stagione: fra lutti, nascite e flashforward, una ripartenza debole per una serie a corto di idee.

RECENSIONE di 05/11/2019
Affair 5
The Affair: Maura Tierney e Dominic West in un'immagine

Con la recensione di The Affair 5x01 ritroviamo una serie TV che, dopo il suo intrigante esordio nell'autunno 2014, va ora incontro all'ennesima trasformazione in vista del suo ultimo atto: con la quinta stagione calerà infatti il sipario su The Affair, creato da Sarah Treem e Hagai Levi per la rete americana Showtime, con un interessante approccio narrativo basato sulla pluralità dei punti di vista e sul loro carattere soggettivo. Questo spunto alla Rashomon, tuttavia, non è stato sufficiente a impedire che la serie, dopo un'ottima stagione inaugurale e una seconda stagione imperfetta ma comunque affascinante, si perdesse fra plot sfilacciati e sempre più artificiosi, fastidiose ridondanze e irritanti cadute di stile.

L'espressione idiomatica "to overstay its welcome" può rendere l'idea del progressivo declino qualitativo di The Affair, fino al sostanziale 'tradimento' dell'idea di partenza, ovvero mettere in scena l'inaffidabilità dei narratori di un medesimo avvenimento visto e vissuto da prospettive differenti. E la première della stagione 5, scritta da Sarah Treem, non sembra promettere troppi progressi, a dispetto dell'introduzione di un'importante novità: il flashforward riguardante Joanie Lockhart, la figlia - ormai adulta - di Cole ad Alison.

Noah, Helen e il caro estinto

The Affair Season 5
The Affair: Sanaa Lathan e Dominic West in un'immagine

Ma procediamo con ordine, vale a dire dal primo segmento dell'episodio: quello affidato a Noah Solloway, in procinto di vedere il proprio best seller Descent trasformato in un film, con un vanesio divo hollywoodiano, tale Sasha Mann, pronto a calarsi nel suo ruolo. Come da tradizione, nel personaggio di Dominic West convivono un egocentrismo quasi inconsapevole, la ricerca di attenzioni femminili, il desiderio di risultare gradito a tutti (specialmente ai suoi figli) e i sentimenti ambivalenti nei confronti dell'ex moglie Helen. E mentre prende parte alla cerimonia funebre per Vik Ullah, Noah deve confrontarsi ancora una volta con il senso di frustrazione e di inadeguatezza, nonché con la paura di aver deluso tutte le persone a lui care: temi non nuovi, per il protagonista di The Affair, e che continuano a costituire l'ossatura della serie.

The Affair
The Affair: Dominic West e Maura Tierney nella stagione 5

Peccato che, attorno a Noah, lo scenario funereo (in senso letterale) in cui è collocata la prima metà dell'episodio sia compromesso da un paio di passaggi alquanto bislacchi: la grottesca baruffa fra Helen e l'opprimente suocera Priya per decidere le sorti dei resti del defunto Vik, proprio a un passo dalla bara dell'uomo; e il "videomessaggio dall'oltretomba" di Vik, un espediente piuttosto forzato per tentare di commuovere il pubblico, ma che suona come un vecchio cliché. E a proposito di tentativi di commozione, il terzo e ultimo segmento della puntata non ne lesina di certo, con il calvario emotivo di Helen al capezzale del moribondo Vik.

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La resilienza di Helen

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The Affair: Maura Tierney in un'immagine della serie

A Maura Tierney, splendida interprete di Helen Butler, va reso merito di aver caratterizzato in maniera ammirevole un personaggio perennemente sospeso fra ironia e tragedia, fra crisi in grado di metterla a durissima prova e una resilienza quasi incrollabile. E alle prese con gli eccessi patetici legati alla malattia e alla dipartita di Vik, la sua Helen ne esce comunque a testa alta, con l'attrice che riesce a rendere credibile il percorso di questa figura costretta - non certo per la prima volta - a ridisegnare da capo la propria esistenza. Non a caso la scena del suo confronto con Noah, e lo sfogo in cui si chiede perché non sia stato lui a morire al posto di Vik, è l'apice dell'intero episodio, con lo strascico dell'affetto e del rancore che caratterizza il rapporto fra i due protagonisti.

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Un salto nel futuro, all'ombra del passato

Anna Paquin
The Affair: un'immagine di Anna Paquin

Ma fra Noah ed Helen, come anticipato, troviamo un ulteriore segmento, quasi un breve intermezzo: il salto nel futuro, di circa un trentennio, incentrato su Joanie da adulta, che ha il volto di Anna Paquin. Donna in carriera, con un marito amorevole, Paul, e due figli piccoli, Joanie è ancora afflitta dal ricordo della madre e, presumibilmente, dal trauma della sua morte improvvisa: un trauma rievocato dal fatto di aver raggiunto la stessa età di Alison quando era stata uccisa (per un riepilogo della vicenda, vi rimandiamo alla nostra recensione del finale della stagione 4 di The Affair). E se i dettagli fantascientifici e gli elementi ipertecnologici della casa di Joanie potrebbero provocare un lieve effetto di straniamento sullo spettatore, quanto mostrato nella prima puntata appare solo come una piccola anticipazione di questa inedita linea narrativa e temporale; l'unica, fra l'altro, in cui si faccia cenno alla triste parabola di Alison.

Conclusioni

La recensione di The Affair 5x01 tiene conto solo delle premesse di una quinta stagione che comunque, a una prima occhiata, non sembra essersi liberata dei difetti e delle forzature delle due precedenti, né tantomeno aver qualcosa di veramente nuovo da dire. Resta la curiosità sul flashforward dedicato alla Joanie adulta, e a un suo possibile intreccio con le storie degli altri personaggi, ma non basta a cancellare il senso di delusione per una serie che ha finito per sprecare una buona dose del proprio potenziale.

Movieplayer.it

2.5/5

Perché ci piace

  • Le convincenti caratterizzazioni dei personaggi principali, con una menzione speciale per la bravissima Maura Tierney.
  • Alcuni momenti più brillanti ed ironici, utili a variare il mood drammatico dell’episodio.
  • Il coraggio di inserire un segmento narrativo temporalmente distante rispetto al resto del racconto.

Cosa non va

  • Gli elementi più forzati della trama e la tendenza a premere fin troppo sui pedali della commozione e del patetico.
  • La ripetitività nelle parabole dei protagonisti ‘storici’, che tendono a ricadere sempre nelle stesse dinamiche.